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pubblicato il 8 giugno 2015

CO2, settimane decisive per le emissioni delle auto

Costruttori e UE si siederanno attorno a un tavolo per decidere i nuovi obiettivi per il 2030

CO2, settimane decisive per le emissioni delle auto

Le Case automobilistiche hanno fatto tanto, tantissimo, in termini di riduzione della CO2: negli ultimi 20 anni le hanno tagliate del 34%. Un'enormità. Ok, da qui a far loro un monumento ce ne passa: se hanno ottenuto risultati così straordinari è perché le normative europee (ma anche negli USA non si scherza) gliel'hanno imposto. Da qualunque parte la si guardi, comunque, la sostenibilità delle auto odierne rispetto a quelle degli anni Novanta non è nemmeno paragonabile. Eppure, tutto ciò potrebbe non bastare, perché entro fine giugno gli esponenti dell'Unione Europea e quelli dell'industria automobilistica daranno il via a quella che si preannuncia come una trattativa molto tesa e difficile.

2030: Case automobilistiche contro la UE

Materia di discussione è il nuovo limite di emissioni che la UE porrà per il 2030. L'anno scorso, il Parlamento Europeo ha approvato una legge che pone il nuovo "paletto" per il 2025 fra 68 e 78 g/km: un range entro il quale decidere la cifra precisa attraverso successive consultazioni. Ma è appunto la soglia che entrerà in vigore nel 2030 a preoccupare, perché secondo alcune "gole profonde", negli uffici della UE starebbero formulando cifre spaventosamente basse. Numeri che ovviamente hanno allarmato l'ACEA (l'associazione europea dei costruttori di automobili): già non sarà facile scendere dagli attuali 123,4 g/km ai 95 g/km imposti per il 2021 - dal momento che molto di quello che si poteva fare è già stato fatto - ma per arrivare al di sotto dei 68 g/km (meno di 50?) sarebbero richiesti investimenti pazzeschi.

La risposta dei Costruttori: vogliamo eco-incentivi

L'unico modo per trovare un accordo e per continuare a investire - sostiene la ACEA - è quello di condividere lo sforzo. Tradotto, le Case chiedono degli incentivi economici all'acquisto di auto ecologiche e il sostegno alla costruzione delle infrastrutture di ricarica delle elettriche (è ormai ovvio che per abbassare significativamente la media delle emissioni è obbligatorio avere nella gamma auto 100% elettriche). Il programma Horizon 2020 - 80 miliardi messi a disposizione dalla UE per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie genericamente green - pare dunque non essere sufficiente. In ogni caso, detto che la lotta all'inquinamento è sacrosanta e che è giusto che le Case automobilistiche facciano la propria parte, non bisogna dimenticare che il traffico automobilistico contribuisce soltanto per il 12% alla produzione globale di CO2. Non si pensi dunque che tagliare quella delle auto, anche in modo drastico, possa risolvere il problema dei gas serra.

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Tag: Attualità , incentivi , inquinamento , unione europea


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