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Interviste

pubblicato il 5 giugno 2015

Giugiaro: l'auto del futuro avrà forme... legate alla "sicurezza"

Il progettista italiano più conosciuto al mondo ci parla dell'evoluzione delle quattro ruote

Giugiaro: l'auto del futuro avrà forme... legate alla "sicurezza"
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"Anche se nel futuro le auto useranno energie alternative e si guideranno da sole, il loro design resterà legato alla logica ergonomica, ma soprattutto alle normative di sicurezza". Questo lo sguardo sul futuro dello stile automobilistico secondo Giorgetto Giugiaro, il progettista italiano più conosciuto al mondo, eletto nel 1999 da una giuria di 120 esperti automotive "Car Designer of the Century". Noi di OmniAuto.it lo abbiamo incontrato alla presentazione del libro "Giorgetto Giugiaro – Le strade del design", un'opera di quasi 500 pagine curata dal cugino ed ex direttore della Giugiaro Design industriale Giuliano Molineri. Il libro della casa editrice Rizzoli, attraverso testimonianze e tante immagini uniche, ripercorre la storia di un uomo che ha saputo essere allo stesso tempo un grande artista e un imprenditore capace, grazie a un mix unico di creatività e rigore tecnico che gli hanno permesso di ottenere un successo straordinario e di creare nel 1968 insieme al "socio-fratello" Aldo Mantovani un'azienda leader come la Italdesign Giugiaro, che dal 2010 fa parte del gruppo Volkswagen. Durante una breve chiacchierata, circondati dai modellini dei concept Italdesign Brivido, Gea e Alfa Romeo Brera, oltre a macchine fotografiche Nikon e tanti altri oggetti a firma del "Maestro" – come lo chiamano in Giappone e Corea del Sud – abbiamo chiesto a Giorgetto Giugiaro la sua opinione sul design automobilistico di oggi e sul suo futuro.

OmniAuto.it: Come vede il design automobilistico odierno?
Giorgetto Giugiaro: "Oggi nel design automobilistico ci sono tanti modi di vedere, ma in fondo gli stili di successo sono quelli che funzionano anche a livello economico: se un disegno vende, diventa un riferimento sia per i giovani che si approcciano al mestiere, che per i concorrenti del modello di successo. Il vero problema del design è che non conta solo la capacità di attrarre, ma anche la qualità, e da questo punto nascono due pensieri differenti: c'è chi fa un prodotto disciplinato, perfetto a livello formale che però a volte può anche risultare "noioso", mentre c'è chi invece punta all'emotività e non guarda alla sostanza del "fatto bene", però colpisce. In questo ampio arco di visione c'è tutta la possibilità di criticare, ammirare o di non essere soddisfatto, perché in fondo quello del design automobilistico è un mondo legato al business: quindi se uno stile funziona a livello economico viene copiato, altrimenti no".

OmniAuto.it: Dall'oggi al domani: quali sono le prospettive dei designer e dei clienti più giovani?
Giorgetto Giugiaro: "I giovani clienti svolgono un ruolo importante, perché sono quelli che hanno più interesse all'innovazione e alla differenziazione: nell'auto così come in altri ambiti, come quello dei vestiti che indossiamo, ci sono cose belle e cose brutte, che però vendono perché dicono qualcosa di noi, esprimono un modo diverso di essere, anche in modo vistoso. L'auto ha questo messaggio che va oltre la necessità di essere trasportati: in questo senso, racconta l'ambizione di chi la compra.
I giovani designer, invece, oggi hanno a che fare con molte più informazioni provenienti da tutto il mondo rispetto a quelli della mia epoca, ma allo stesso tempo hanno più limiti, dovuti alle normative e alla moltiplicazione delle necessità per realizzare un'auto. La complessa struttura interna delle aziende automobilistiche rende tutto un po' più difficile: io stesso dopo 5 anni nel gruppo Volkswagen vedo che i miei bozzetti, quando arrivano in produzione, hanno subito grandi cambiamenti dovuti a competenze e limiti diversi. Sotto certi aspetti il design automobilistico è un po' "un pasticcio", ma il progresso dello stile è continuo".

OmniAuto.it: Parlando di progresso, nel futuro dell'auto ci saranno guida autonoma e tecnologie motoristiche alternative. Queste nuove caratteristiche che forma daranno all'auto?
Giorgetto Giugiaro: "Quella dell'auto è una forma di logica. In fondo, l'uomo da millenni non è cambiato nella sua forma fisica, per questo se la necessità fondamentale è quella di trasportarsi, alla base degli interni ci sarà sempre una logica ergonomica. Un'altra logica è quella visuale, che permette di guardare fuori dall'auto e, ad esempio, richiede normative di sicurezza sulla posizione e inclinazione dei montanti anteriori. Magari un giorno le tecnologie costruttive elimineranno la necessità dei montanti e ci permetteranno di avere una visibilità esterna totale, ma forse in quel momento non ci sarà più bisogno di guidare. In ogni caso, saranno le normative a decidere come dovrà essere fatto il "prodotto auto", perché l'auto può essere pericolosa e allo stesso tempo deve rispondere alle esigenze della società".

Uno sguardo lucido e "solido" al mondo del design, insomma, quello di Giorgetto Giugiaro, che si riassume in un passaggio della riflessione che apre il libro a lui dedicato: "Il design deve mantenere una insostituibile funzione di mediazione fra l'uomo e gli oggetti che fanno parte del suo quotidiano. Deve richiamarsi ai dettami dell'utile e all'idea platonica del Bello; deve preconizzare i cambiamenti nell'aria sotto tutti i cieli, confrontandosi con il mondo stimolante delle giovani generazioni che rappresentano il nuovo che avanza".

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Interviste , car design


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