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pubblicato il 4 giugno 2015

Toyota Auris, volto nuovo e motori più piccoli

Il restyling ne arricchisce l'aspetto, ma soprattutto le regala motori più efficienti un'intelligienza artificiale superiore

Toyota Auris, volto nuovo e motori più piccoli
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Hanno usato la mano pesante, i designer Toyota, in occasione del restyling dell'Auris: a differenza di quanto accade ultimamente, che le differenze estetiche bisogna andarsele a cercare con la lente di ingrandimento, la compatta giapponese cambia davvero volto rispetto a prima. A balzare all'occhio è la generosa cromatura che sovrasta il logo e i fari anteriori, ma le modifiche interessano anche il posteriore e gli interni, ora accreditati di un design hi-tech. Le novità più importanti, comunque, sono sotto il cofano, dove debuttano due motori molto "europei": si tratta di un 1.2 sovralimentato da 116 CV e di un 1.6 turbodiesel da 112 (che sostituisce il vecchio 2.0). Confermatissimo, ovviamente, il cavallo di battaglia: l'Hybrid. Ancora, c'è stato un importante upgrade in termini di sicurezza, grazie al Safety Sense di serie su tutti gli allestimenti, comprensivo di numerosi sistemi di assistenza alla guida.

Stile più elaborato, personalità più forte

Come anticipato, basta guardarla da lontano per capire quale sia l'elemento di novità più grande: la grande cromatura che corre lungo il frontale unendo i fari e il logo Toyota. I proiettori, a loro volta, sono stati rivisti nella grafica interna e ora hanno un aspetto più tecnologico. Sotto di essi, il paraurti è attraversato da un'apertura più larga, che dà un maggior senso di "schiacciamento" a terra. Dietro, sono i fari a led e un'altra cromatura gli elementi di distinzione maggiore, mentre sul tetto c'è la nuova antenna "shark shape".

Spazio a volontà, ergonomia non sempre al top

Il touch screen da 7,1" è senza dubbio la novità più evidente - e attesa - all'interno dell'Auris restyling. Non solo conferisce alla vettura un tocco di modernità che non guasta mai, ma facilita, anche a chi non è nativo digitale, l'utilizzo del sistema di infotainment. Diversi sono anche i rivestimenti della plancia, ora più gradevoli al tatto, mentre per i passeggeri si conferma l'ampia disponibilità di spazio in ogni direzione. Il merito è soprattutto la rimozione di uno dei più grossi ostacoli all'abitabilità posteriore – il tunnel sul pavimento – che è stato quasi del tutto “limato”, e, in larghezza, solo all'altezza delle spalle tre adulti devono scendere a qualche compromesso. Peccato dunque che, come sulla versione pre-restyling, permanga la scarsità di portaoggetti: tolti i portalattine fra i sedili anteriori e le tasche nelle porte, di “svuotatasche” non c'è traccia. Inoltre, il piantone di sterzo non ha regolazioni tra le più ampie all'interno del segmento C, con il risultato che la posizione di guida non è tra le meglio personalizzabili.

Comoda e rassicurante. E i nuovi motori colgono nel segno

Per il test drive in anteprima internazionale organizzato sulle strade nei dintorni di Bruxelles, mi sono concentrato sui due nuovi motori: prima il diesel 1.6, poi il benzina 1.2. Due unità che potrebbero far pensare che Toyota si sia "pentita" di aver puntato con estrema determinazione sull'ibrido, ma i giapponesi assicurano che non è così. Anzi, a specifica domanda rispondono che si tratta solo dell'esigenza di rispondere ad alcune specificità del mercato europeo, ma che la direzione è quella dell'ibridizzazione della gamma al 100%, di qui a 5-8 anni. In quest'ottica, anzi, lo sviluppo di un 1.2 turbo potrebbe aprire nuovi scenari per l'evoluzione dell'Hybrid Sinergy Drive, anche se pure questa voce non trova conferma. In ogni caso, proprio il propulsore a benzina è quello che mi ha convinto di più, fra le due novità: fluido a 1.000 giri, inizia a spingere a 1.400 e non smette fino a 5.800. A voler trovare il classico pelo nell'uovo, potrei dire che l'insonorizzazione non è il suo forte. Ma forse quello del rumore non è un "problema" legato al motore in sé, quanto alla vettura, dal momento che anche la voce del turbodiesel 1.6 si fa sentire abbastanza. Per il resto, l'erogazione è generosa da 1.500 a 3.500 giri, mentre il "fiato" è decisamente corto. Ok, chi compra una compatta 1.6 diesel non si mette certo a tirare le marce, ma sapere che almeno ogni tanto ci si può spingere oltre i 3.500 potrebbe attirare i più sportivi. Non ci sono sorprese dal telaio, che continua a prediligere il comfort e la predivibilità delle reazioni rispetto alla guidabilità in curva.

Prezzi da 22.000 euro, promozione di 4.500 euro

Il listino parte dai 22.000 euro della 1.2 turbo in versione Active, sale a 23.250 per la 1.4 D-4D, mentre il nuovo 1.6 D-4D è proposto a 24.250 in allestimento Active (principali dotazioni di serie: fendinebbia, clima automatico, volante in pelle, Toyota Touch con schermo da 7", retrocamera di parcheggio) e a 26.450 con la versione Lounge (il top di gamma con cerchi in lega da 17", vetri oscurati, clima bizona, sedili riscaldabili, ecc). Quanto all'ibrido, si parte dai 23.900 euro della Cool (clima automatico, lettore CD, interfaccia Bluetooth, touch screen a colori), si passa ai 25.100 della Active e si arriva ai 27.300 della Lounge. Sappiate però che se siete interessati all'Auris è meglio che facciate alla svelta: in fase di lancio (la cui durata non è ancora stata definita, dipende da come risponderà il mercato) è previsto uno sconto di ben 4.500 euro. 1.000 euro in più per la station wagon.

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Tag: Test , Toyota , tokyo


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