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Retrospettive

pubblicato il 31 maggio 2015

Tesla, la strada verso l'elettrica "di massa"

Dopo Roadster e Model S, è in arrivo la Model X. Un viaggio tra passato, presente e futuro di una delle aziende più chiacchierate

Tesla, la strada verso l'elettrica "di massa"
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Chi ha conosciuto Elon Musk di persona riporta, fra il divertito e l'ammirato, questa frase del fondatore della Tesla: "Quando un mio collaboratore si lamenta che non riesce a realizzare un compito assegnatogli perché troppo difficile o perché qualcosa glielo impedisce, gli rispondo che se io sono riuscito a portare i rifornimenti alla Stazione Spaziale ISS (con l'azienda SpaceX, ndr), lui dovrebbe impegnarsi di più nel proprio lavoro". Capito? Un personaggio di questo calibro ha tutta la determinazione e la capacità per inventarsi soluzioni in grado di cambiare le abitudini dell'umanità: cosa che ha già fatto creando dal nulla PayPal, peraltro, e che sta continuando a fare con Tesla Motors, il cui scopo (dopo quello di macinare utili, anche se per il momento questo aspetto latita un po') è quello di diffondere la mobilità pulita. Nel cassetto di Musk ci sono poi progetti da vero delirio di onnipotenza, come quello che ha annunciato qualche anno fa: portare l'uomo su Marte. 80.000 individui all'anno alla ricerca di un posto nuovo e meno inquinato in cui vivere. Restiamo però coi piedi per terra, o con la spina nella presa di corrente se preferite, e torniamo alle automobili.

Il modo migliore per farsi conoscere: una Roadster elettrica, ma molto cattiva

Lo ammetto: quando sento parlare di Tesla Motors mi "inchino". Per me Sylicon Valley non "significa" Apple, ma automobili elettriche incredibili. E lo affermo con un misto di senso di colpa e incredulità ancora oggi, io che non vorrei altro che cilindri, pistoni, benzina e rumore. Il mio personalissimo rapporto con questa azienda californiana inizia una piovosa mattinata di novembre. Ad attendermi, in garage, una Tesla Roadster verde vipera: avrei dovuto immaginare che fra il colore della carrozzeria e il carattere ci dovesse essere qualche affinità... Accendo, la spia verde mi dà il via libera e parto. Tempo tre minuti e le mie certezze sono già crollate. Il rumore è quello di un tram, ok, ma il modo con cui questa folle spiderina mi contorce lo stomaco in accelerazione è esaltante. E non sono nemmeno al 100% del potenziale, perché il controllo di trazione è costretto agli straordinari, sul bagnato, a causa della coppia esagerata del motore elettrico. "Miracoli", ormai noti, della propulsione elettrica, a cui i numeri non rendono giustizia: dire 400 Nm e 288 CV non fa poi così impressione. Eppure, il modo in cui sono erogati, il peso di poco superiore ai 1.000 kg e la seduta a filo asfalto rendono il tutto a dir poco emozionante. Ma l'importanza della Roadster travalica i confini delle pur grandi emozioni che regala. Innanzitutto, è la prima auto della Tesla Motors, è la prima elettrica dotata di batterie al litio e, non ultimo, riesce a garantire un'autonomia (dichiarata) di oltre 300 km.

Una berlina di classe per consolidare l'immagine

Prima il piacere, poi il dovere. Ok, saggezza popolare vorrebbe il contrario, ma ormai avete capito che se c'è una cosa che Elon Musk adora fare è sovvertire l'ordine precostituito delle cose. Dopo aver fatto conoscere il nome di Tesla Motors con la piccola Roadster su base Lotus Elise, è il momento di qualcosa di più "serio": nel 2012 debutta la Model S, una berlina a tre volumi lunga 4,98 metri e larga 1,96, capace di percorrere ben 426 km (secondo le normative di omologazione americane EPA) con un pieno di... Corrente: come la Roadster, anche la Model S è 100% elettrica. E come la scoperta garantisce prestazioni incredibili. La variante più potente della prima versione, quella del 2012, era accreditata di 416 CV e 600 Nm di coppia. L'ultimissima P85D è arrivata addirittura a quasi 700 CV, con un'autonomia di circa 400 km. Ciò che conta di più, però, è il successo che questa vettura ottiene in alcuni mercati. In Norvegia (grazie anche agli incentivi sulle auto elettriche), la Model S è stata per diversi mesi l'auto più venduta in assoluto; in USA è una delle auto più amate; in Olanda esiste una cooperativa di taxi che usa solo la berlina americana e, all'aeroporto di Amsterdam, per esempio, ha un'area riservata. Ancora, nel dicembre del 2013 erano già più di 25.000 le Model S vendute, mentre a fine marzo 2015 il totale è arrivato a oltre 66.800 unità.

Model X, l'espansione dei volumi e la condivisione della tecnologia

Creata l'immagine forte con la sportiva, raggiunti clienti dall'alta capacità di spesa con la berlina, è dunque il momento di espandere il proprio volume d'affari. Ecco dunque Model X, il crossover. Un progetto annunciato già qualche anno fa e che ha subito diversi rinvii, ma che nel 2016 dovrebbe finalmente arrivare sul mercato. Ma Elon Musk non è certo tipo da omologarsi alle abitudini comuni: sarebbe riduttivo pensare che la sua azienda possa "banalmente" ampliare la gamma. Si spiega così la decisione annunciata la scorsa estate di permettere l'uso delle tecnologie utilizzate sulle proprie auto a chiunque voglia farne uso. Nelle dichiarazioni ufficiali, l'intenzione è quella di "democratizzare l'auto elettrica a beneficio di tutti". Nella realtà, oltre a questo c'è la volontà di abbassare i costi e non restare col cerino in mano: avere il contributo di esperti da ogni parte del mondo non può che velocizzare lo sviluppo del prodotto e la diffusione della tecnologia che si vuole imporre.

Nikolas Tesla ed Elon Musk, due geni agli antipodi

Forse non tutti lo sanno, ma Tesla Motors si chiama così in onore di quello che è unanimemente riconosciuto come uno degli scienziati più geniali, pionieristici e visionari che la storia dell'uomo ricordi. Tra le sue scoperte c'è la corrente alternata, che ha letteralmente cambiato la vita dell'umanità, rendendo disponibile per tutti l'energia elettrica. Ancora, ha effettuato studi importantissimi sull'induzione elettromagnetica e sulla trasportabilità dell'energia. A suo modo, anche Elon Musk ha tutte le caratteristiche del genio. Non ha fornito contributi alla scienza, ma con PayPal ha abbattutto tantissime barriere, semplicemente tramite Internet. Una storia meravigliosa. Come tutti i geni, però, sia Tesla che Musk sono circondati da leggende e vicende controverse. Di Tesla è nota la triste fine: muore poverissimo e isolato, spesso additato come squilibrato. Per contro, alcuni suoi sostenitori "fantasiosi" sostengono che alcuni studi di questo scienziato di origini serbe avrebbero potuto rendere il mondo indipendente dal petrolio: attraverso il sistema di trasmissione dell'energia nell'etere, le "automobili elettriche di Tesla" avrebbero potuto muoversi traendo l'energia necessaria dall'aria. Attorno a Elon Musk girano invece voci simili a quelle che screditano Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook), secondo le quali la sua abilità sia stata solo quella di appropriarsi di un'idea di altri e farne un business. La verità, ovviamente, la conoscono solo le parti in causa.

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Tag: Retrospettive , Tesla Motors , auto americane , auto elettrica


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