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pubblicato il 28 maggio 2015

Reverse charge, lo Stato sbaglia e l'automobilista paga (in carburante)

La Commissione Europea boccia una norma sulla riscossione dell'IVA, 700 milioni di euro mancano all'appello e la benzina aumenta

Reverse charge, lo Stato sbaglia e l'automobilista paga (in carburante)

Ci risiamo, si apre una falla nei conti dello Stato italiano e si torna ad attingere dalle tasche degli automobilisti. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, che avrà un impatto di qualche miliardo di euro sui conti pubblici è arrivata un'altra mazzata per le casse statali, ovvero la bocciatura da parte della Commissione Europea della cosiddetta reverse charge, ovvero un nuovo meccanismo di pagamento dell'IVA pensato per la grande distribuzione, che servirebbe a ridurre l'elusione e l'evasione fiscale, portando più soldi allo Stato. Il plus che era stato preventivato era nell'ordine dei 700 milioni, così si creerà un buco della stessa cifra che andrà tappato, altrimenti scatteranno in automatico i famigerati meccanismi di salvaguardia, ovvero l'aumento delle accise sui carburanti.

Prezzi su dal primo luglio

L'aumento avverrebbe, dal prossimo primo di luglio, giusto in tempo per le partenze delle vacanze e gli spostamenti nei weekend di bel tempo. Il Governo, quindi, ha circa un mese di tempo per evitare questi rincari è dal Ministero del Tesoro fanno sapere che “c'è il fermo impegno nel risolvere il problema”. Tuttavia, se ne potrebbe configurare anche un altro, perché nella stessa legge di Stabilità dove si adottava il meccanismo del reverse charge, ne è previsto un altro che si chiama split payment, sempre concepito per evitare le frodi sul versamento dell'IVA, ma anche questo potrebbe non ottemperare alla normativa europea sull'imposta a valore aggiunto. Insomma, sembra che in Italia certi provvedimenti economici vengano presi senza pensare alle conseguenze, come già accaduto con il superbollo. Ma perché ci vanno sempre di mezzo la benzina e il diesel?

I caburanti come bancomat

Il motivo è molto semplice, perché è il modo più facile, veloce e sicuro che lo Stato ha a disposizione per incassare denaro liquido. Le accise e le tasse sui carburanti, infatti, sono una sorta di bancomat per le casse statali; rappresentano un afflusso di soldi costanti e sicuri. Non è un caso che siano le prime tasse a essere aumentate quando ci sono delle emergenze, sono quelle che vengono riscosse più velocemente. Quindi, quando fate rifornimento sappiate che oltre la metà del prezzo che pagate al litro serve a sostenere le spese quotidiane della macchina statale, dal pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici al semplice acquisto di materiali di uso comune in ogni pubblico ufficio.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , carburanti


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