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Attualità

pubblicato il 29 maggio 2007

Auto Italiane vs Auto Tedesche: ha senso?

La provocazione...

Auto Italiane vs Auto Tedesche: ha senso?

Per gli appassionati di auto, assidui utilizzatori di forum, gruppi di discussione online o chat è un tema a dir poco ricorrente. Un dibattito continuo, talvolta estenuante, equiparabile per colori e partecipazione emotiva alla contrapposizione fra due tifoserie calcistiche rivali o fra due schieramenti politici: sono migliori le auto italiane o le auto tedesche?

La discussione è talmente forte che straborda dal contesto puramente tecnico ed approda ad argomentazioni ampie e spesso estemporanee. C'è chi motiva la scelta avanzando teorie economiche, ma tanti si spingono oltre, lanciandosi in tematiche sociali o addirittura filosofiche. Nelle ultime ore il dibattito è uscito dai tradizionali luoghi di discussione (una volta era il bar, oggi sono i forum e i newsgroup): un ignoto "internauta" ha lanciato la provocazione addirittura sul conosciutissimo sito YouTube, con un video dalla semplicità disarmante ma dall'arguzia tagliente. Una Croma, "auto bruttina a detta di molti", e si chiede cosa succederebbe se fosse marchiata Mercedes o Audi, con conseguenti fotomontaggi esplicativi. Facile la conclusione.

L'argomento è particolarmente "bollente" e proprio per questo, stuzzicante da affrontare sotto il profilo comunicativo.

Partiamo dall'autore - ignoto - di questo filmato: verosimilmente un "fiattaro". Il brutto neologismo in questione, nato nelle community e la cui origine etimologica è chiarissima, è utilizzato per identificare tutti i nazionalisti dell'automobile da parte di coloro che preferiscono le auto straniere. Il termine ricorda, nella sua struttura, le aggettivazioni tipiche del romanesco, richiamando, di conseguenza, un soggetto in cui l'aspetto intellettuale e soffocato da un più grezzo pragmatismo. Siamo quindi al primo nodo della questione: per chi tifa tedesco, le auto italiane - e i relativi proprietari - sono roba da "coatti" a prescindere da tutto il resto.

Contrapposto al fiattaro, sempre nell'ambiente delle community, ritroviamo l'esterofilo o, per utilizzare un termine più appropriato, il "tedescofilo". Anche in questo caso l'etimologia è limpidissima e bisogna riconoscere che il termine, visto sotto il profilo prettamente linguistico, è certamente più raffinato e meno dispregiativo. Tuttavia, la "tedescofilìa" è intesa, dai "fiattari", più come una malattia psicologica che come una passione "tout - court". Secondo nodo: per chi tifa italiano, i tedescofili sono dei reietti che non fanno altro che buttare incoscientemente vagonate di denaro su auto che non valgono quello costano.

Questa è la situazione, assurda, che ormai da anni è in atto. Assurda, perché è emblematica di quanto sia più facile dello scontro gratuito, con una disarmante pochezza di contenuti, piuttosto che affrontare un argomento complesso, come è l'Automobile, coscienziosamente. Da queste pagine di sicuro non si condanna chi popola le community virtuali, o chi per "fede", non tradirebbe mai una Casa automobilistica per una concorrente. Vogliamo solo porre l'accento su quanto sia inutile, oggi, nel 2007, infervorarsi - e spesso con termini pesanti da battaglia legale - per un simile argomento.

In passato avevano ragion d'essere opposte fazioni di automobilisti: storica la contrapposizione tra "alfisti" e "lancisti". Erano altri tempi e, soprattutto, vi erano tangibili argomentazioni al riguardo. Nessuno offendeva l'altro (mentre oggi i termini "fiattaro" e "tedescofilo" sono intrinsecamente dispregiativi) e, soprattutto, a contrapporre alfisti a lancisti vi erano le filosofie tecnico-progettuali dei due marchi, totalmente differenti e in contrapposizione, sia per i prodotti commerciali che nell'agonismo puro. Negli anni '70 la Volkswagen contrapponeva alla nostra Alfetta, la Passat. E chi sceglieva una Passat non avrebbe mai preso tra le mani il volante di un'Alfetta (e viceversa): erano due auto diametralmente opposte in tutto, seppur concorrenti. Oggi cosa può contrapporre chi ha un'Alfa 147 a chi ha una Golf? Sono vetture concettualmente simili, concorrenti sul mercato, che non possono vantare, al rigore di un ragionato esame tecnico, differenze tali da infervorare gli animi come in alcuni casi accade. E volendo, si può essere ancor più provocatori: cosa differenzia una Opel Corsa da una Fiat Grande Punto? (nascono dallo stesso progetto, ndr).

Capiamo che il confronto esula dalla tecnica e si insinua in contorti ragionamenti "esistenziali", sui quali anche l'informazione (e su questo andrebbe fatto da parte di tutti gli organi un bel "mea culpa"), continua a gettare benzina sul fuoco. Vediamo spuntare previsioni sibilline sulla durata di questo o di quel motore, o addirittura accese lotte in termini di finitura. Nella totale ignoranza che i fornitori sono gli stessi, e che i capitolati di produzione sostanzialmente si eguagliano, per la gioia di tutti i partigiani dell'automobilismo. Questo non vuol dire che tutte le auto sono uguali, me che ad un esame totalmente scevro da condizionamenti e da sensazioni personali, la qualità della stragrande maggioranza delle vetture, nel medesimo segmento, è realmente equiparabile. Il mercato e le legislazioni, poi, hanno indirizzato i costruttori verso una grigia "standardizzazione" dei prodotti.
D'altra parte, noi abbiamo perso le competenze tecniche, in senso generale, per apprezzare le differenze tra un modello ed un altro (che sono molto più sottili che in passato) e ci lasciamo "traviare" dall'immagine del marchio. Basiamo le nostre "fedi" sul mero appagamento personale, mimetizzandolo da competenza tecnica grazie ad un'accozzaglia di nozioni apprese leggendo qua e là. Giudichiamo le auto dal "sentito dire" e da una stellina in più o in meno data dalla rivista sfogliata dal barbiere. Difendiamo a spada tratta il nostro ultimo "acquisto", inconsci del fatto che per quelle quattro ruote ci siamo impegnati a pagare rate per sei o sette anni.

In questo, in tutto questo, ritorna prepotente il parallelismo con certe tifoserie di calcio e, per certi versi, non è per nulla edificante.

Però è ancora possibile risalire la china. Bisogna riconoscere che guidiamo una BMW per semplice edonismo e non perché è la migliore di tutte, dobbiamo essere coscienti che la nostra Alfa 159 và meno di tante medie concorrenti, ma a noi piace così. Solo allora potremo dirci automobilisti evoluti. Ma fino a quel momento saremo soltanto dei soldatini che si fanno la guerra con i fucili di legno. A voi l'ultima parola...

E se la Fiat Croma fosse tedesca

Il realizzatore di questo videomontaggio si chiede quanto sarebbe stato diverso il destino commerciale della Fiat Croma con un marchio tedesco sul cofano….

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Attualità


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