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pubblicato il 27 maggio 2015

L’Italia nel 2030? Mega città, più auto e pochi mezzi pubblici

Il rapporto Aniasa-Censis anticipa un futuro in cui il rapporto con le quattro ruote è forte ma molto diverso da oggi

L’Italia nel 2030? Mega città, più auto e pochi mezzi pubblici

L’era della proprietà dell’auto è finita. I giovani che ne possiedono una sono sempre meno (negli ultimi dieci anni i proprietari tra i 18 e i 29 anni sono diminuiti dal 13,8% all’8%) e non importa se possono permettersi di comprarla oppure no, perché ormai la maggior parte di loro ne considera importante solo l’utilizzo. L’auto non è più un bene ambito come una volta e le nuove generazioni (sarà anche “colpa” della disoccupazione e del precariato) sono orientate verso il car sharing o il car pooling. A confermare questo quadro è stato oggi il convegno “L’evoluzione della mobilità degli italiani – Dallo scenario attuale al 2020-2030”, promosso dall’Associazione Nazionale Industria del’Autonoleggio e Servizi Automobilistici (Aniasa) di Confindustria. “L’autonon è più concepita come una casa, ma come un hotel in cui si trascorre una notte e poi la si cede a qualcun altro”, ha parafrasato Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

Come useremo l’auto nel 2030

Tra 15 anni l’auto sarà sempre centrale nella nostra vita, fondamentale per gli spostamenti, ma in modo diverso. La ricerca Aniasa-Censis prevede che entro il 2030 in Italia ci saranno mega città concentrate dal Centro al Nord, senza passare per il Sud o le isole (in particolare cresceranno le aree urbane attorno a Milano, Venezia-Verona, Roma e Napoli), i pendolari aumenteranno passando dai 28,8 milioni del 2011 al 30,9 del 2030 e aumenteranno anche i flussi turistici (+42%). Queste persone per spostarsi utilizzeranno soprattutto la macchina perché il trasporto pubblico farà fatica a fornire le risposte adeguate. Aumenterà, ma non abbastanza per contenere tanta domanda ed il car sharing ed il car pooling saranno le nuove forme di uso dell’auto, che sarà totalmente connessa, a basse emissioni e a guida autonoma.

Il noleggio sarà "mobi"

Come i lettori più attenti ricorderanno negli ultimi mesi le immatricolazioni in Italia hanno ricominciato a crescere soprattutto grazie al noleggio. Per questo settore le prospettive future sono buone. La crescita continuerà ed il servizio si evolverà in chiave “mobile”. Dall’autonoleggio si passerà al “mobi-noleggio”, cioè l’offerta sarà orientata al “pay per use”. In pratica le barriere e le differenze che esistono oggi tra rent-a-car, noleggio a lungo termine, car sharing e assistenza su strada si indeboliranno fino, quasi, a scomparire. Tutto questo a patto che, dicono i ricercatori, ci sia anche una spinta da parte delle istituzioni che, ai vari livelli di competenza, dovrebbero impegnarsi a: rendere gli accessi alle ZTL più flessibili e sofisticati (con un sistema che conta le auto entrate e quelle uscite calibrando di volta in volta l’accesso come accade oggi in alcuni parcheggi a pagamento); attrezzare le strade con sistemi di rilevamento e comunicazione digitale che permettano il dialogo con le auto; realizzare la copertura wi-fi con reti 4G su tutto il territorio nazionale per assicurare una comunicazione tra vetture veloce ed efficace.

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Tag: Attualità , car pooling , car sharing


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