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Curiosità

pubblicato il 27 maggio 2015

Auto e connettività, la strana coppia che piace a tutti

Infotainment, app, smartwach che dialogano con la vettura: le auto si comprano in base a questo

Auto e connettività, la strana coppia che piace a tutti
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Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che è connesso. Ok, il detto non è esattamente così, ma rende bene l'idea di quale sia l'importanza della connettività nelle scelte d'acquisto dei consumatori. Un discorso valido ormai persino per le lavatrici, gli impianti di antifurto, le tapparelle e i frigoriferi, immaginarsi per l'automobile, che per molti è una sorta di seconda casa. Proprio la connettività ha letteralmente rivoluzionato il rapporto fra clienti e automobili: prima di chiedere cilindrata/consumi/prestazioni, ormai, la maggior parte delle persone si informa sulla possibilità della vettura di connettersi. Dal canto loro, i Costruttori si sono resi conto del fenomeno ormai inarrestabile e puntualmente, alla presentazione di un nuovo modello, ne decantano la possibilità di interfacciarsi con gli smartphone, di aprire una finestra su Facebook, Twitter, Instagram, ecc..

L'automobile al polso oggi

Dici smartwatch, pensi all'Apple Watch. Sbagliato: l'orologio intelligente della "Mela" è sì il più chiacchierato - come sempre accade ai prodotti dell'azienda di Cupertino - ma non è certo il primo, anzi. Prima sono arrivate, solo per citare le più famose: LG, Motorola e Samsung, tutte e tre con sistema operativo Android. E proprio grazie ad Android e agli smartwach con esso compatibili, negli USA Hyundai offre già da qualche mese la possibilità di aprire/chiudere e accendere (solo quando si è a bordo, ovviamente) le sue vetture dotate di Blue Link con abbonamento attivo. Già due anni fa al Salone di Francoforte, Nissan Nismo (la divisione sportiva) lanciò l'app per smartwatch con tanto di "telemetria" per tenere sotto controllo la vettura nell'uso in pista, ma anche il guidatore: tra i parametri forniti ci sono il battito cardiaco, i tempi sul giro, la velocità media... All'appello non mancano inoltre Cadillac e Volvo, con il "suo" Metawatch".

Ecco cosa (forse) si potrà fare domani. Ma è vera rivoluzione?

Prevedere cosa accadrà nel mondo dell'high-tech è come giocare al Superenalotto: le probabilità di perdere sono molto più alte di quelle di successo. Tuttavia, qualcosa si è già visto nelle fiere e - legislazioni permettendo - nei prossimi anni lo troveremo su strada. BMW, per esempio, al CES di Las Vegas di quest'anno ha mostrato un'i3 che usciva da un ipotetico (in realtà si trovava su uno stand) parcheggio in autonomia, grazie alla "chiamata" inoltrata con lo smartwatch. E Audi? Non sta certo a guardare: non è ancora scesa nei dettagli, ma ha già annunciato che sta lavorando all'integrazione vettura/smartwatch ben al di là delle "banali" apertura/chiusura porte e attivazione del climatizzatore. Detto questo, non va dimenticato però che dal punto di vista dell'automobilista lo smartwatch non sembra possa portare innovazioni vere rispetto allo smartphone, se non nello strumento di connessione: l'orologio al posto dello telefono, che però proprio da quest'ultimo non può prescindere, visto che quasi tutti questi "fantawatch" - privi di slot per la SIM - si appoggiano alla rete del telefono per il traffico dati.

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Tag: Curiosità , android , app


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