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pubblicato il 26 maggio 2015

Uber, bloccata Uber Pop in tutta Italia

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni dei tassisti

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Uber Pop è bloccata in tutta Italia. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti. La app che finora ha permesso in alcune città italiane di trasformare qualsiasi automobilista in possesso dei requisiti minimi dettati da Uber di diventare autista UberPop e svolgere il servizio a pagamento, è colpevole di “concorrenza sleale” e “violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi”. E’ la prima volta che un provvedimento mette stabilisce delle regole a livello nazionale. In passato l’ex ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, aveva giudicato Uber Pop illegale invitando i cittadini a non usarla e i vigili a multare chi veniva colto in flagrante. A questo punto però occorre fare chiarezza e ricordare che Uber Pop è diversa da Uber. Come abbiamo già scritto in passato, Uber è una società nata in California che ha tra i suoi finanziatori Google e l'omonima applicazione (disponibile per iPhone, iPad, Android e Windows Phone) permette di richiedere un'auto con autista con addebito della corsa direttamente su carta di credito. UberBlack si avvale di autisti professionisti con berlina nera, mentre quelli UberVan offrono fino a 6 posti. UberPop è invece un servizio di ride sharing, che costa meno di UberBlack (o UberVan).

La reazione dei tassisti e del Codacons

Tra i primi a parlare commentando la notizia c’è stato Pietro Gagliardi, rappresentante taxi dell'Unione artigiani: “Questa azione - ha detto - è un atto dovuto nei confronti della nostra categoria e dell'utenza. Da oltre un anno riceviamo rassicurazioni dalle istituzioni di ogni livello sul fatto che Uber pop sia illegale e nonostante ciò nessun reale intervento è seguito”. Di tutt’altro avviso il Codacons, che in una nota definisce la sentenza di Milano “un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini”. Di sicuro nelle prossime ore le dichiarazioni sul tema Uber ed Uber Pop si moltiplicheranno… Per ora Uber non ha rilasciato note stampa.

Cosa succede adesso

Il Tribunale di Milano ha aperto il “vaso di Pandora”. Come abbiamo detto finora le sentenze sono sempre state a livello locale. A Genova, dove la battaglia tra Uber ed i taxi è stata particolarmente serrata, un giudice ha di recente annullato la sanzione a carico di un utente Uber Pop perché ha ritenuto che il guidatore non fosse punibile ai sensi dell’articolo 86 del codice della Strada, quello che sanziona l’esercizio abusivo del servizio da piazza. Quello che manca è una legge nazionale che chiarisca una volta per tutte le regole del servizio pubblico nell’era degli smartphone. La situazione è complessa, perché va messo ordine tra le licenze da migliaia di euro che hanno pagato i tassisti e le regole attuali del servizio taxi e di quello NCC. Nell'ordinanza del Tribunale di Milano è scritto che Uber avrà 15 giorni di tempo per adeguarsi all'inibitoria disposta, altrimenti scatteranno delle penali. Vi terremo aggiornati.

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Tag: Attualità , uber


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