dalla Home

Test

pubblicato il 25 maggio 2015

Lamborghini Aventador LP750-4 SV, Toro bestiale

È l’auto più potente e veloce mai uscita da Sant’Agata, va sotto i 7 minuti al Nurburgring e noi l’abbiamo guidata su un circuito di F1

Lamborghini Aventador LP750-4 SV, Toro bestiale
Galleria fotografica - Lamborghini Aventador LP 750-4 SuperveloceGalleria fotografica - Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 1
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 2
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 3
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 4
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 5
  • Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce - anteprima 6

Sangue e arena. Ma non per il Toro, che è vivo e vegeto e, dopo aver presentato i conti migliori della sua storia, aggiunge un altro capitolo: l’auto più veloce e potente che sia mai uscita da Sant’Agata Bolognese. Si chiama Lamborghini Aventador LP750-4 Super Veloce ed è l’erede di una stirpe ben selezionata che parte dalla Miura SV, è continuata con la Diablo SV e la Murciélago SV e che dunque non poteva non innestarsi nell’ultima V12 della casa emiliana.

Fifty-fifty ovver +50 CV e -50 kg 

Sì, proprio la prima Lamborghini tutta in carbonio, quella con le portiere che si aprono sollevandosi in avanti e che nella versione “normale” ha 700 CV, accelera da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti e raggiunge 350 km/h. Cosa possa volere dire aggiungere le parole “Super Veloce” per un’auto così è difficile da capire, ma la guerra è guerra e se a pochi chilometri, dall’altra parte della Via Emilia, alzano l’asticella, lo devi fare pure tu. Come lo si fa con una sportiva, gli uomini Lamborghini lo sanno bene. La ricetta base è: meno peso e più potenza. Dunque 50 CV in più per 50 kg in meno fanno un rapporto peso/potenza di 2,03 kg/CV, uno 0-100 in 2,8 secondi, un 0-300 in 24 secondi e i 350 km/h infranti di un quanto indefinito. Ma non basta perché, per uno scherzo della natura e della fisica, per sfruttare i cavalli che trovi, quei kg che perdi con la bilancia li devi riguadagnare con gli interessi attraverso l’aria. Ecco allora che la deportanza è aumentata del 170%, ma la cattiveria del look ancora di più.

Specialità emiliane al carbonio 

Una mano la va l’altra e a volte si stringono per raggiungere questo doppio risultato. Il protagonista è ancora il carbonio. Solo con i sedili fa guadagnare 20 kg, se poi togli il peso dei motori elettrici necessari alle prese d’aria e allo spoiler posteriore sostituendoli con parti fisse in composito a nudo, se sei talmente a bravo a fare del carbonio un tessuto con il quale rivestire tutto l’abitacolo, metti cerchi e mozzi monodado più leggeri, ecco che l’ago della bilancia va verso sinistra. Va invece ancora più a destra quello del contagiri grazie a modifiche ai sistemi che variano la distribuzione e l’aspirazione, così i cavalli diventano 750 a 8.400 giri/min, la linea rossa è 100 giri più su e la curva di coppia, con 690 Nm a 5.500 giri/min, è più robusta soprattutto nella zona alta del contagiri. Il cambio è sempre lui: un sequenziale robotizzato 7 marce a due alberi, sottile per allungarsi verso il tunnel e che pesa solo 79 kg. Un vero e proprio cambio da corsa. Ma ci sono altre due novità che vengono dalla Huracan. Gli ammortizzatori sono magnetoreologici (per la prima volta su sospensioni push-rod) e lo sterzo è attivo a rapporto variabile.

Toro d'oro, arena d'asfalto

Dove si può provare un Toro così con tutti questi cavalli? In Spagna! Ma non nell’Andalucia dove nascono i protagonisti – loro malgrado – delle corride, bensì nei pressi di Barcellona, sul circuito di Montmelò, arena per i galletti della Formula 1 e i centauri della Moto GP. Un vero e proprio tempio della velocità con il suo rettilineo di 1.047 metri seguito da tornanti, curve e controcurve. L’ideale per scatenare tutti i cavalli della Super Veloce e sfruttare al meglio la trazione integrale di questo animale da asfalto che avrebbe tutto per decollare e dagli aerei ha preso persino la tecnologia dei materiali. Sarà per questo che quando sollevo la portiera e mi infilo dentro ho la sensazione di essere entrato in un caccia militare. Il motore è uno, ma i cilindri sono una dozzina e per avviarli sollevo lo sportellino rosso sul tunnel, spingo il pulsante e sento che qualcosa succede. Devo essere sincero: non è un boato, ma è qualcosa di cupo, animalesco e, mentre guardo la tacca sulla corona del volante, la strumentazione digitale su sfondo giallo mi avverte che tutto è pronto con una enorme N al centro.

Non ci siamo già visti? 

La pista è tutta per me, senza birilli o rallentamenti, ma il patto è chiaro: l’ESP non va disattivato, anche perché mettendo il selettore di guida in posizione Corsa ce n’è abbastanza per giocare con il retrotreno. Vediamo. Parto lento, perché so con chi ho a che fare. Io e la Aventador ci siamo già incontrati: una volta sulle strade della Bassa bolognese e un’altra sulle nevi di Livigno e mi ha mandato un messaggio chiaro: con me non si scherza e, se pensi di prendermi per le corna, devi sapere bene come fare perché altrimenti per te è finita. Beh, per ora ho iniziato e te lo comunico con due semplici gesti: tiro la leva di destra dietro il volante e sfioro l’acceleratore. La SV accelera al trotto e cambia da sola, il tempo di familiarizzare con le staccate e i punti di corda e sono pronto a stendere il drappo rosso di fronte al muso. Ogni volta che alzo il pedale destro mi sembra di sentire un enorme mantice, come se avessi appoggiato l’orecchio sul corpo del Toro e potessi ascoltarne il respiro, ma d’ora in poi comincia il faccia a faccia. Le corna sono il volante e il circuito è vuoto: siamo solo io e il bovino maschio adulto. Vediamo chi ne esce a fettine. Nessuno a fare “Olè!”, nessun picador a farmi da spalla e a porgermi la spada: fino alla fine sarà un gioco a due.

Quei sette copli in canna 

Tutta l’arena per me, ma non ci sarà sangue. Neppure quando passo alla modalità Corsa e il cambio diventa un fucile a 7 colpi. Sono sul dorso del Toro e ogni colpo di paddle è una vera frustata, accompagnata dall’urlo possente del V12 di 6,5 litri che si lancia come un disperato verso gli 8.500 giri. I colpi di sterzo devono essere dolci, brevi e precisi, anticipati da salutari frenate che consentono di scegliere la linea migliore. Mi rendo conto che qui è ancora più fondamentale perché dopo una curva a destra ce n’è una sinistra e, se preparo bene la prima, la seconda la posso vivere come un vero e proprio decollo. E la velocità che si raggiunge in fondo al rettilineo basterebbe e avanzerebbe per farlo, ma non mi sembra che l’emiliana ne abbia voglia alcuna e, staccata dopo staccata, i freni non gridano fatica, né al mio orecchio né sotto il mio piede destro. La Super Veloce è bellissima, rapida, selvaggia, ma mai traditrice. Sente il tiro e il rilascio all’istante, ma è come l’acqua di un ruscello in piena: va veloce, sgomita con fragore a destra e sinistra, ma se capisce che sai il fatto tuo, alla fine ti obbedisce sempre.

Qui la gomma, la mente altrove 

Quando alla fine arrivo ai box e la lascio accesa per lasciarla raffreddare, tiro la leva sul brancardo e la portiera di solleva. Voglio vedere che cosa è successo agli pneumatici PZero Pirelli. L’effetto è surreale: il battistrada sembra disciolto, deformato dal calore, dall’abrasione e da qualcosa che somiglia a una miriade di chewing gum. È la gomma lasciata dalle Formula 1 e dalle Moto GP negli interstizi di questa enorme grattugia d’asfalto. Penso al Nürbugring, a chi è stato capace solo qualche giorno fa di portare questa Lambo sotto i 7 minuti nell’Inferno Verde facendone un altro pezzo di storia. Gratta gratta, siamo arrivati ai tempi di un’auto da corsa: nel 1975 Niki Lauda fu solo di un secondo più veloce sulla sua Ferrari 312T per conquistare la pole position. La griglia di partenza degli acquirenti della SV invece è quasi del tutto completata: dei 600 esemplari previsti, 500 sono stati già venduti. E non sono spiccioli: 329mila e rotti euro che, con le tasse, arrivano a lambire la soglia dei 400mila euro. Bestiale, come questa Lambo.

Scheda Versione

Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce
Nome
Aventador LP 750-4 Superveloce
Anno
2015
Tipo
Extralusso
Segmento
sportive
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Test , Lamborghini , auto italiane


Listino Lamborghini Aventador

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
6.5 V12 LP 750-4 Superveloce 4x4 benzina 750 6.5 2 € 399.171

LISTINO

 

Top