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Curiosità

pubblicato il 24 maggio 2015

Dossier Raduno Internazionale DS

Viaggio in DS 23: l'arrivo a Parigi

Dalle paraboliche di Montlhéry ai piedi della Tour Eiffel (in notturna)

Viaggio in DS 23: l'arrivo a Parigi
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Dopo averci viaggiato per oltre 500 km ieri, credevo di essermi abituato alla Citroen DS. Invece la mattina del secondo giorno, appena sveglio, sono corso alla finestra della camera d’albergo come un bambino a Natale corre verso i regali sotto l’albero, per guardare la mia compagna di viaggio che se ne stava lì nella luce calda di un mattino limpido e assaporarne con calma le forme aerodinamiche. Decisamente un buon risveglio.

Buongiorno Dea

L’accensione della DS 23 non ha richiesto nessuna di quelle strane e pazienti procedure cui a volte ti costringono le auto di una certa età: è bastato semplicemente girare la chiave per avviare il 2,3 litri, che si è stabilizzato in un minimo sommesso e regolare. Il motore è un quattro cilindri alimentato da un carburatore doppio corpo ed è forse – da un punto di vista puramente tecnico – la parte meno innovativa dell’auto. Il suo funzionamento però si sposa alla perfezione con lo spirito da morbida viaggiatrice della DS: è un’unità fluida e corposa, dal funzionamento regolare che permette grazie alla coppia di 201 Nm a 3.500 giri/min di passeggiare con un filo di gas tra le vie ancora tranquille del centro storico di Tournus. Quando serve, tuttavia, questo motore ha una doppia personalità: basta affondare il piede nella corsa molto lunga del pedale per aprire anche la seconda farfalla del carburatore e a quel punto comincia ad alzare la voce e spingere forte, senza però mai perdere il suo aplomb aristocratico.

In pista a Montlhéry

La prima tappa del secondo giorno del raduno per i 60 anni DS è stato il circuito di Montlhéry, un ovale esteso del 1924 che molti di voi conoscono perché qui è stato ambientato lo spettacolare video Gymkhana Three del celebre rallista statunitense Ken Block. Sono entrato nel circuito da uno stretto accesso attraverso la struttura in calcestruzzo di una delle curve paraboliche e il colpo d’occhio è stato subito impressionante: nell’enorme prato al centro dell’ovale stavano centinaia di DS, mentre altre giravano in pista in una festa di clacson e applausi da riunione di famiglia. Ho cominciato a girare tra le file di auto – restaurate, originali, malconce – e a scattare fotografie, in una continua scoperta delle infinite variazioni di colore, materiali, rivestimenti e versioni speciali, quasi tutte prodotte dal carrozziere francese Henri Chapron. Tra le circa 700 DS spuntava anche qualche altro modello storico Citroen: l’erede CX, la piccola 2 CV, persino qualche 7 CV Traction Avant, parte dell’innovativa gamma di modelli a trazione anteriore che negli anni trenta del secolo scorso introdussero un gran numero di innovazioni tecniche, come il telaio monoscocca e le sospensioni a barre di torsione. Il momento più divertente è arrivato verso le 17.30, quando con la DS 23 mi sono unito ad altre 50 “sorelle” per cinque giri di pista sul circuito e le sue – ripidissime – curve paraboliche: un vero spasso, in cui ho potuto scoprire alcune caratteristiche della DS che ancora mi mancavano. Una è la sorprendente resistenza dei freni: complici i dischi anteriori entrobordo, i grossi tamburi posteriori e il sistema idraulico che li aziona, l'auto è praticamente esente da fading. Le frenate del tracciato non erano molte, ma l’età dell’auto avrebbe potuto dare qualche preoccupazione: invece la DS e il suo strano pedale-pulsante a pavimento si sono dimostrati validi alleati tra le curve e le chicane di Montlhéry, offrendo una potenza frenante sempre consistente. L’altra caratteristica sta nello stile di guida da adottare per tirare fuori al meglio le doti di tenuta della Dea: dopo un paio di curve ho capito che non aveva senso guidarla come un’auto “normale” e ho cominciato a stringere le traiettorie percorrendole a raggio regolare, affidandomi alla stupefacente tenuta dell’anteriore – che sottosterza in modo evidente solo se proprio si esagera – e al posteriore autosterzante, che segue fedelmente l’altro asse. I passaggi sulla curva parabolica sono stati i momenti più spettacolari – e terrificanti, perché l’impressione è quella di cadere giù – di questa giornata indimenticabile, che si è conclusa con l’arrivo a Parigi nel traffico del sabato sera.

La parata di domenica nel centro di Parigi

Un giro notturno per qualche foto davanti ai monumenti più famosi della capitale francese – come non passare sotto la Tour Eiffel, su cui André Citroen fece installare nel 1925 un’enorme scritta illuminata per pubblicizzare le sue auto – ed è arrivata l’ora di andare a dormire. Domenica centinaia di Citroen DS arrivate da ogni parte d’Europa si muoveranno in parata attraverso il centro di Parigi con destinazione Place de la Concorde. Per quanto i parigini siano abituati all’arte e alla bellezza, sono sicuro che il colpo d’occhio sarà una grande emozione anche per loro. Tutte le foto della passerella le potete trovare sulla pagina Instagram di OmniAuto.it.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Curiosità , DS , auto europee , auto storiche


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