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pubblicato il 22 maggio 2015

Omicidio stradale, chi l’ha proposto avanza dubbi

Nonostante la bontà complessiva del provvedimento, l’ASAPS teme un iter burocratico troppo lento e macchinoso

Omicidio stradale, chi l’ha proposto avanza dubbi

Con l’approvazione in Commissione Giustizia del Senato, arrivata ieri, la legge sull’omicidio stradale ha fatto un passo in avanti, ma il percorso è ancora molto lungo visto che il provvedimento dovrà andare in Aula al Senato per poi approdare alla Camera in autunno. Questi due passaggi potrebbero anche portare dei rallentamenti, ma si spera che l’entrata in vigore del nuovo provvedimento possa avvenire entro la fine del 2015 – dopo che negli ultimi 4 anni il testo si è arenato più volte - come peraltro ha dichiarato chiaramente il premier Renzi. L’ASAPS – Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, che è da sempre in prima linea nella promozione della legge sull’omicidio stradale, ha espresso soddisfazione, anche se parziale. La perplessità maggiore è di tipo burocratico. Infatti, secondo l’Associazione, l’estensione dell’Omicidio stradale a quello nautico potrebbe rendere ancora più complessa la discussione in aula di questa specifica parte della norma, portando una serie di ulteriori emendamenti che potrebbero far incagliare il percorso di approvazione.

I dubbi dell’ASAPS

Tornando nel merito nella norma, l’elevazione della pena minima a 8 anni, sempre secondo l’Associazione, è l’aspetto più significativo, perché renderà più difficile il meccanismo dei giochi delle attenuanti e dei patteggiamenti, a causa dei quali questi reati rimangono spessissimo impuniti. È tutta da interpretare nei dettagli, invece, la novità della pena minima a 7 anni - attualmente sono 2 o 3 - quando l’omicida sia soltanto in stato di ebbrezza o l’omicidio sia conseguenza di altre singole tipologie di significative violazioni delle regole della strada anche se non accompagnate da condizioni di ebrietà. Quanto al cosiddetto “ergastolo della patente”, infine, l’ASAPS ritiene accettabili le tre fasce di tempo – 12, 20 e 30 anni – in cui la licenza di guida viene revocata.

Il problema della consapevolezza

Al di là di questa nuova legge, che sicuramente ha ottime ragioni di esistere, il problema della sicurezza stradale è molto più ampio e attiene quasi sempre alla mancanza di consapevolezza. Infatti, la maggior parte dei guidatori sono totalmente ignari dei pericoli che corrono quando sono alla guida di un’automobile e pure di quelli che possono generare loro stessi, visto che si tratta sempre di una o due tonnellate di lamiere lanciate a forte velocità . A questo proposito, i programmi dei corsi di guida sicura sono molto utili, peccato che non ve ne sia traccia nel percorso didattico (e di pratica) con cui attualmente si prende la patente, che è fermo a qualche decennio fa, quando l’auto diventava un prodotto “per tutti”.

Autore: Alessandro vai

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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