dalla Home

Test

pubblicato il 21 maggio 2015

Hyundai i30 Turbo, prove di hot hatch alla coreana

La coreana col 1.6 T-GDi da 186 CV è cattiva al punto giusto

Hyundai i30 Turbo, prove di hot hatch alla coreana
Galleria fotografica - Hyundai i30 TurboGalleria fotografica - Hyundai i30 Turbo
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 1
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 2
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 3
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 4
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 5
  • Hyundai i30 Turbo - anteprima 6

La ricetta per una compatta pepata di per sé è facile: prendi un'auto ordinaria e mettici un motore generoso d'equini – più ce n'è e meglio è – che riempia lo spazio sotto il cofano fino a scoppiare. Condisci il tutto con un po' di appendici aerodinamiche fuori e dettagli sportivi dentro e il gioco è fatto. Da qui però le strade possibili sono due: gran turismo, GT per gli amici, o ignoranza estrema. Quest'ultima nel senso buono, quello che taglia ogni chilo possibile e irrigidisce le sospensioni ai margini dell'indecenza, alla ricerca delle prestazioni definitive. Tra le due, la nuova Hyundai i30 Turbo appartiene senza dubbio alla prima parrocchia, quella delle auto che: "Sì, al semaforo ci hai provato a starmi dietro, però io sono già in un altro fuso orario", ma allo stesso tempo sulle imperfezioni stradali non ti fanno pentire di avere una colonna vertebrale. Il biglietto da visita è semplice, quasi discreto: Turbo. E basta. Uno pensa: "Bah, oramai il turbo ce l'hanno pure le citycar", poi però la coreana ti prende da parte (metaforicamente, s'intende) e comincia a spiegarti un paio di cose: per cominciare, gomme 225/40 su cerchi in lega da 18" e doppio scarico con estrattore al posteriore. Poi continua: sedili sportivi, grafica dedicata del quadro strumenti con lo zero in basso e cuciture rosse sparse per l'abitacolo, che mettono subito voglia di caricare le curve come un toro. E per convincerti definitivamente che fa sul serio, ti dice la parola magica: Nürburgring, "dove sono stati condotti speciali test di durata intensivi, sfruttando appieno il potenziale dello storico circuito" recita asciutto il comunicato stampa della Casa. OK, comincio a crederci. Facciamo un giro tra le colline delle Langhe piemontesi?

La sottile linea rossa

La Hyundai i30 Turbo è disponibile anche a cinque porte, ma quella presente all'evento Hyundai Experience organizzato dalla Casa coreana a Serralunga d'Alba (Cuneo) è la variante a tre, che fa subito più sportivo. Il frontale ha una griglia dedicata, con feritoie nere e prese d'aria laterali, sormontate da una fascia di luci diurne a LED. Sotto il massiccio esagono del muso ci sono una banda cromata e una sottile linea rossa, a suggerire che sotto il cofano c'è qualcosa di diverso. La prospettiva laterale non si differenzia granché dalle i30 "normali", se non fosse per i cerchi in lega con cinque razze che si biforcano in una specie di massiccio diapason. Più interessante è invece il posteriore, con la targhetta Turbo e un'altra linea rossa subito sopra il doppio scarico con estrattore. L'estetica esterna – se posso dare un suggerimento applicabile anche ad alcune rivali – potrebbe fare a meno delle finte griglie a nido d'ape sparse qua e là, ma nel complesso l'impressione è di una muscolosità pacata, appena suggerita. Niente promesse difficili da mantenere, anzi: se non fosse per gli accenni di rosso e i massicci tubi posteriori cromati, potrebbe passare per una i30 qualsiasi. Cosa che, a mio avviso, è un bene.

Tutto come al solito, anzi no

Il restyling della gamma per il 2015 si è concentrato sugli esterni, mantenendo invece invariato il design dell'abitacolo. Entrando, quindi, ho una sensazione familiare: tutto è dove e come lo avevo lasciato. La variante sportiva, però, aggiunge all'impressione di buona qualità generale una serie di dettagli rossi – quelli dove sta il diavolo, rosso anche lui – che arricchiscono l'insieme, rendendolo più caratterizzato: rossi sono i fianchetti dei sedili sportivi, rosse le cuciture sparse per l'abitacolo, rosso il pomello del cambio manuale a sei rapporti. Al posto di guida si sta seduti in basso senza essere infossati, abbracciati da un sedile che contiene a dovere quando l'accelerazione laterale comincia a bussare alla porta. Il volante – cuciture rosse a parte – è quello del resto della gamma e un po' mi stupisce, nell'era della gestione elettronica, non trovare un pulsante per variare la mappatura del motore: l'unico settaggio possibile è quello dello sterzo, che come per il resto della gamma può essere impostato su Confort, Normal o Sport.

Capace ma non cattiva

La Hyundai i30 Turbo è "hot", ma non estrema: il suo 1.6 T-GDi da 186 CV a 5.000 giri/min e 265 Nm di coppia massima a 3.500 giri/min spinge forte e costante, ma gli stessi numeri del motore mettono subito in chiaro che l'obiettivo non è sfidare le rivali di riferimento (tutte ampiamente sopra i 200 CV), ma piuttosto offrire un'esperienza di guida densa. L'erogazione del turbo benzina a iniezione diretta è omogenea – forse fin troppo – perciò tirare le marce al limitatore non dà grande soddisfazione, anche perché il picco di potenza arriva quasi 2.000 giri prima. Sportivo ma non troppo è anche il cambio a sei marce, che restituisce un feedback preciso in cambiata, ma ha una corsa piuttosto lunga. La chiave per "capire" la Hyundai i30 Turbo è togliersi il coltello dai denti e cominciare a guidare pulito, sfruttando la spinta ai medi regimi e la parte più riuscita dell'insieme dinamico: l'assorbimento delle sospensioni, che si adattano al fondo irregolare delle strade collinari piemontesi e controllano bene il corpo vettura, senza diventare mai troppo rigide. L'elemento meno valido nell'esperienza mi sembra lo sterzo: resta sempre troppo leggero – anche in modalità Sport – e non restituisce granché di quello che sta succedendo alle ruote anteriori, costringendomi a una fiducia quasi cieca nella tenuta anteriore. Il grip c'è e il posteriore Multi-link accompagna bene l'impostazione della curva, ma se si guida "cattivi" arriva il sottosterzo; meglio quindi richiamare quello che dicevo all'inizio sulla "parrocchia delle gran turismo" e tenersi entro i limiti dinamici, godendosi la spinta ai regimi intermedi e la bontà del telaio. Facendo così, la Hyundai i30 Turbo passa veloce da una curva all'altra e diverte il giusto.

Chiede quel che offre

Il listino della Hyundai i30 Turbo è tanto semplice, quanto completo: 23.400 euro per la tre porte, 24.000 per quella a cinque. Di serie c'è già quel che serve, come i controlli elettronici, i 7 airbag, il Bluetooth, i sensori di parcheggio posteriori e i fari bi-xeno autoadattivi. L'unico optional – vernici speciali a parte – è lo Sport Pack, che per 3.000 euro aggiunge clima automatico bi-zona, navigatore con retrocamera, vetri oscurati e tetto elettrico panoramico, più una manciata di altri accessori. I prezzi sono in linea con lo spirito del modello, sportivo senza spingersi nel territorio delle rivali più agguerrite. La Hyundai i30 Turbo è un'auto pensata per una nicchia nella nicchia, occupata da quelli che vogliono le prestazioni senza rinunciare al confort o dare nell'occhio. È anche un'opera prima di avvicinamento al mondo delle hot hatch da parte di Hyundai, che magari anticipa qualcosa di più sostanzioso per il futuro. Speriamo.

Scheda Versione

Hyundai i30 Turbo
Nome
i30 Turbo
Anno
2012 (restyling del 2015)
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
3 porte
Motore
normale
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Test , Hyundai , auto coreane


Listino Hyundai i30

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.6 T-GDi Turbo anteriore benzina 186 1.6 5 € 23.500

LISTINO

1.6 T-GDi Turbo anteriore benzina 186 1.6 5 € 23.550

LISTINO

 

Top