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Curiosità

pubblicato il 21 maggio 2015

Zagato Mostro, stella annunciata per Villa d'Este

Bella da togliere il fiato, ha un V8 Maserati che ruggisce sotto il cofano. Verrà prodotta in 5 esemplari già venduti

Zagato Mostro, stella annunciata per Villa d'Este
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Bella è un aggettivo che non bisognerebbe utilizzare per descrivere un'automobile. Troppo personale, il gusto estetico, per generalizzarlo. Poi capita di trovarsi davanti il Mostro Zagato e un'eccezione ci può anche scappare. L'atelier milanese ha infatti realizzato un vero capolavoro su quattro ruote, con un unico, grande difetto: i cinque esemplari previsti sono già stati tutti assegnati ad altrettanti collezionisti di auto Zagato. Il suo habitat resteranno quindi le manifestazioni come il Concorso d'Eleganza di Villa d'Este del prossimo fine settimana durante la quale il Mostro farà il suo debutto davanti al grande pubblico, ma con un po' di fortuna la si potrà vedere su strada nelle località più esclusive a partire dal prossimo dicembre quando inizieranno le prime consegne.

Carbonio e seduzione

Giri tutto attorno al Mostro Zagato e non trovi uno spigolo che sia uno. Il cofano motore, lungo da poter ospitare un ipotetico 12 cilindri in linea, è dominato dalle due "gobbe" laterali che culminano nei gruppi ottici anteriori circolari, a loro volta separati da una mascherina ovale, all'interno della quale c'è il Tridente Maserati. Ancora, nel mezzo del cofano si aprono generose "branchie" che danno respiro alla calorosa meccanica sottostante. Che dire della vista laterale? Il parabrezza inizia praticamente a metà della lunghezza della Mostro, che sembra così avere una sorta di bolla (l'abitacolo) appoggiata sul retrotreno. Quanto al posteriore, il lunotto è praticamente orizzontale, parallelo al suolo, ed è dominato da quello che forse è l'unico aspetto discutibile dal punto di vista estetico: l'alettone. Certo, ci saranno esigenze aerodinamiche dietro questa scelta, ma un profilo alare che pare quello di un'auto da DTM forse stona un po' con l'eleganza di tutto il resto.

Mostro come la Maserati di Stirling Moss

Se vi state ancora chiedendo il perché di un nome così forte, la risposta è che Stirling Moss chiese a Maserati - e ottenne - un'auto per correre la 24 Ore di Le Mans del 1957. Vide così la luce la 450S Coupé Costin-Zagato, soprannominata appunto "Mostro" dagli stessi uomini che la facevano correre, a causa della sua brutalità. Per il resto, l'ultima creatura di Norihiko Harada - capo designer della Zagato - ha un telaio monoscocca in fibra di carbonio e tubi d'acciaio realizzato in Italia e collegato ad un subtelaio posteriore che sostiene serbatoio, gruppo cambio-differenziale, sospensioni e scarico. Davanti ruggisce il V8 Maserati collegato al retrotreno tramite uno schema Transaxle con cambio meccanico elettroattuato a 6 marce. Le sospensioni sono a doppi triangoli sovrapposti con molla-ammortizzatore push-rod e le ruote da 19" con monodado centrale calzano pneumatici 255/40 e 295/35.

 

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Tag: Curiosità , Maserati , auto italiane , auto storiche , car design


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