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pubblicato il 18 maggio 2015

Alfa Romeo 4C Spider, astenersi deboli di cuore

Un'auto da corsa con cui si può circolare anche su strada, anche a cielo aperto. Ecco l'Alfa totale

Alfa Romeo 4C Spider, astenersi deboli di cuore
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Quante volte vi è capitato, al casello dell'autostrada, di essere molto più in basso della feritoia dove va inserito il biglietto? Se non siete habitué delle sportive britanniche o non possedete qualche supercar estrema, probabilmente mai. La seduta praticamente rasoterra è la prima cosa che mi colpisce quando “scendo” a bordo della Alfa Romeo4C e la variante Spider non fa eccezione. Le differenze con la berlinetta sono solo dalla vita in su e, per quanto riguarda il “problema casello”, non avere il tetto probabilmente è meglio, perché mi posso issare aggrappandomi con la mano destra sulla cornice del parabrezza e sporgermi con il braccio sinistro fuori dall'auto, un po' come una brutta copia dei cugini Dukes della contea di Hazzard. E' un difetto? Per me no, come non lo è la componentistica interna spartana, di evidente derivazione Panda, 500 e compagnia bella. La Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. non aveva forse le levette della Fiat 127? Eppure è diventata un mito lo stesso, no?

Arriva la cappottina in tela

La verità è che mi viene proprio difficile trovare qualcosa che non va nella 4C Spider, soprattutto ora che sono stati sistemati alcuni difetti di gioventù della berlinetta. Ma andiamo con ordine e parliamo del tetto, che non c'è. Quella che chiude l'auto è una cappottina di stoffa, che si monta e si smonta rigorosamente a mano, richiedendo anche un certo impegno. La procedura è variabile, ma più o meno è questa: prima di entrare nella 4C aprite il cofano posteriore con la levetta sul brancardo sinistro; bloccatelo con l'astina e cercate di non imbambolarvi guardando il carbonio a vista della paratia che sta tra motore e abitacolo; a questo punto infilate la testa nell'auto, ruotate le due rotelline centrali sopra lo specchietto retrovisore e poi azionate i quattro ganci (due per lato) di fissaggio laterale; ora uscite dall'auto, ripiegate la cappottina su sé stessa e riponetela nell'apposita custodia nel baule. Facile, no?

Impossibile passare inosservati

In realtà una volta capito il meccanismo è molto più semplice a farsi che a dirsi. Certo, una capote elettrica da apertura/chiusura in 12 secondi è più comoda. È un difetto? Non per me, anzi aumenta il carisma della 4C Spider, che va guidata quanto più possibile in configurazione aperta, soprattutto se dotata dello scarico sportivo. Certo, se si vuole passare inosservati meglio lasciar perdere, perché tra semplice presenza dell'auto e rumore, si attrae l'attenzione di qualunque e sottolineo qualunque passante o persona del paesaggio circostante. Tuttavia, andare a passeggio in ambito urbano è un buon modo per apprezzare la nuova messa a punto del cambio TCT, che in queste situazioni è diventato più fluido. Questo intervento fa parte di una serie di migliorie introdotte sulla Spider, che verranno estese sin da subito anche alla berlinetta. Quelle più interessanti riguardano l'assetto...

Una fionda su strada

Premesso che portarla al limite per strada vuol dire andare talmente forte da rischiare la vita e la patente, la 4C corre su una specie di binario. La sensazione di tenuta di strada che restituisce è “marmorea”, anche grazie allo sterzo, meno leggero di prima in velocità, ma sempre sensibile a qualsiasi venatura dell'asfalto. Il concetto è che c'è sempre l'esatta percezione di quello che sta facendo l'auto. Ognuno dei cinque sensi è attivato al massimo e i glutei si trasformano in una continua fonte di informazioni. Quando si mettono le ruote in pista, invece, la musica cambia e la 4C rivela tutta la sua anima racing. Se non si conosce l'auto la frenata lascia interdetti. Il pedale è duro, molto sensibile e ben modulabile, praticamente perfetto. La capacità di decelerazione è tale che bisogna riparametrare le proprie abitudini e comunque si arriva sempre corti alle staccate. Una volta trovata la sintonia, però, la due posti Alfa fa capire perfettamente che cosa è un'auto a motore centrale con una ripartizione dei pesi del 60% al posteriore.

Un proiettile in pista

Entrando in curva con l'auto ancora frenata, l'avantreno incide l'asfalto trasformandosi nella punta di un compasso, mentre il retrotreno diventa la matita che disegna la traiettoria allargando quel che basta con il posteriore. Il punto di corda viene leggermente anticipato, si riallinea il controsterzo appena accennato e si dà gas. Il carico torna sul posteriore e la 4C Spider viene fuori dalla curva come una fionda. La trazione è così tanta che la coda rischia di spingere fuori il muso, creando sottosterzo, piuttosto che un classico sovrasterzo di potenza. Ma quest'Alfa è così, vuole andare forte per davvero, senza perdere tempo in giochetti da ragazzi. Naturalmente è in grado di derapare e si possono eseguire delle belle spazzolate, ma va stuzzicata sin dalla fase di inserimento, per sbilanciarla in un modo per lei poco naturale. Anche in questo modo rimane assolutamente controllabile e molto comunicativa, ma si capisce che è stata progettata per fare altro.

Scheda Versione

Alfa Romeo 4C Spider
Nome
4C Spider
Anno
2015
Tipo
Premium
Segmento
sportive
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Alessandro Vai

Tag: Test , Alfa Romeo , auto italiane


Listino Alfa Romeo 4C

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.750 TBi Spider posteriore benzina 240 1.7 2 € 75.500

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