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Retrospettive

pubblicato il 17 maggio 2015

Alfa Romeo Giulietta Spider, 60 anni portati alla grande

Nasce un anno dopo la coupé, su richiesta dell'importatore americano. Il resto è storia

Alfa Romeo Giulietta Spider, 60 anni portati alla grande
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L'industria italiana dei motori deve più di un grazie ai suoi importatori americani degli anni Sessanta. Ci limitiamo a due: senza la lungimiranza di quello della Ducati e di quello dell'Alfa Romeo non avremmo potuto ammirare e guidare vere e proprie meraviglie come la Scrambler e la Giulietta Spider. Miti a due e quattro ruote, che rimarranno negli annali per sempre. E se la prima ha già da qualche tempo un'erede, la seconda potrebbe averla, adesso che Sergio Marchionne - CEO di FCA - sembra più che determinato a rilanciare il marchio del Biscione. Di Alfa Romeo Giulietta Spider, che quest'anno spegne 60 candeline, si è parlato in occasione del Verona Legend Cars, dove il pubblico ha potuto ammirare due prototipi: uno di Pininfarina (che poi si aggiudicò la commessa per la realizzazione) e l'altro di Bertone (guarda il VIDEO di Andrea a Legend Cars), che invece perse a causa di costi di produzione troppo alti, non certo per via di una linea meno attraente. La vettura fu realizzata sul pianale accorciato della coupé e debuttò prima della berlina, che invece subì qualche ritardo per mettere a punto bene l'insonorizzazione.

Un istante per innamorarsi. Amore per tutta la vita

Descriverla a parole sarebbe un peccato. Non ci sono sostantivi, nel nostro vocabolario, che possano raccontare la poesia che c'è dietro e dentro la Giulietta Spider. Non resta dunque che guardarla: il colpo di fulmine è garantito oggi come allora. Con la differenza che se fra esseri umani la passione tende inesorabilmente a scemare, in questo caso la "febbre" è alta, da sessant'anni, nei quatto angoli del pianeta. Il merito è anche di ciò che la Giulietta Sprint ha sotto la sua carrozzeria così sexy. Un cuore tutto sommato piccolo, di 1.290 cc di cilindrata per 65 CV (poi 80) di potenza, ma capace di una voce ammaliante come poche altre. La velocità massima? 165 km/h che si sentivano uno per uno nelle orecchie, sulla pelle, nelle ossa. E non era un difetto: un'Alfa Romeo, a maggior ragione se sportiva e scoperta, doveva far sentire vivi i suoi occupanti con tutti e cinque i sensi (o almeno tre dai...); mettersi al volante della Giulietta Sprint non doveva essere - e non era - un banale trasferimento da A a B, bensì un'occasione buona per godersi la guida e magari anche il paesaggio. Non a caso, fra le società di noleggio auto per matrimoni e cerimonie, non è raro trovare proprio questa auto.

Tante versioni, continui miglioramenti

La Giulietta Spider prima maniera ha i vetri laterali a scorrimento orizzontale e il parabrezza incurvato. E siccome l'input, per gli ingegneri di Arese, è quello di puntare soprattutto alla sportività, il risultato è che gli interni sono spartani, con le tasche portaoggetti delle portiere ricavate in un'intercapedine fra le lamiere, la plancia in lamiera senza alcun rivestimento e la strumentazione raggruppata in tre strumenti circolari: tutto qui, non c'è altra concessione al look o al comfort. Un solo anno dopo il lancio della vettura, nel 1956, ecco comparire rostri più voluminosi sui paraurti, cornici dei fari più sottili e finestrini laterali tradizionali, che scendono verticalmente. Inoltre, le portiere guadagnano un rivestimento, così come la plancia, che nella parte superiore è ricoperta da simil-pelle nera. Altri aggiornamenti arrivano nel 1959: innanzitutto il pianale si allunga di 5 cm e il motore eroga 80 CV invece di 65. Sotto i gruppi ottici posteriori viene aggiunto inoltre un catarifrangente rotondo, i sedili diventano regolabili e l'abitacolo si arricchisce di un portaoggetti chiuso da uno sportello. Passano altri due anni e, nel 1961, la Giulietta Spider vede ingrandirsi i fari posteriori, guadagna l'imbottitura per la plancia, lo specchietto retrovisore con scatto antiabbagliante, oltre al portacenere e all'accendisigari posizionati vicino alla leva del cambio.

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Tag: Retrospettive , Alfa Romeo , auto italiane , auto storiche


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