dalla Home

Mercato

pubblicato il 30 aprile 2015

Marchionne: l'industria dell'auto non rende, deve cambiare e unire le forze

L'ad di FCA parla di un settore fallimentare che consuma troppo capitale e apre a fusioni e incorporazioni

Marchionne: l'industria dell'auto non rende, deve cambiare e unire le forze

"Il mondo dell'automobile ha fallito perché spende più del valore che crea per i clienti e gli azionisti. C'è bisogno di fusioni, acquisizioni, collaborazioni, di una ristrutturazione del settore che non ha precedenti per tornare a creare capitale come fanno altri settori dell'industria. L'alleanza con un altro grande gruppo automobilistico porterebbe vantaggi ad FCA valutabili fra i 2,5 e i 4,5 miliardi di euro". A parlare non è Maurizio Crozza in una delle sue riuscite imitazioni dell'ad più famoso d'Italia, ma dello stesso Sergio Marchionne che come un fiume in piena parla agli analisti finanziari di Wall Street presentando i risultati FCA del primo trimestre 2015.

Apple e Google come possibili partner

Accompagnato da 25 pagine di slide il manager italo-canadese illustra la sua analisi del settore auto e del gruppo FCA intitolata "Confessioni di un drogato del capitale" - badate bene, non di auto - e come in altre occasioni ribadisce la necessità di riformare drasticamente un settore che ha visto crescere vertiginosamente i costi di ricerca e sviluppo, anche per rispondere alla normative sempre più severe in fatto di sicurezza, emissioni allo scarico, ma anche per restare al passo nell'evoluzione dell'infotainment e della guida autonoma. Marchionne ha parlato di sviluppo comune delle piattaforme fra più gruppi automobilistici, ridotte come numero e condivise fra più marchi, aggiungendo che se il settore auto non risponderà al suo appello occorrerà rivolgersi a realtà come Apple e Google.

Ridurre e condividere le piattaforme

Questo non significa mettere in vendita FCA o trovare scuse per i risultati del gruppo italoamericano, ha aggiunto Marchionne, ma andare oltre le semplici joint venture per cominciare a pensare ad una collaborazione più ampia fra i grandi Costruttori che tendono ancora a consumare troppo capitale per produrre delle auto che sono "doppioni". L'ad ha detto anche che la sua è un'analisi generale del settore, non concentrata su FCA che resta fermamente impegnata sul suo piano quinquennale, visto che l'auspicata riforma dell'industria dell'auto "non è una questione di vita o di morte per FCA".

Autore: Redazione

Tag: Mercato , new york , torino


Top