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Curiosità

pubblicato il 27 aprile 2015

Gran Premio Terre di Canossa, un concentrato d’Italia

Vi raccontiamo la manifestazione più tricolore di tutte, dall’abitacolo di una splendida Porsche 911 arancione del 1968

Gran Premio Terre di Canossa, un concentrato d’Italia
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Il Gran Premio Terre di Canossa, giunto alla quinta edizione, ha ripetuto il successo degli anni passati, grazie ad un collaudato mix di automobili, paesaggi, compagnia e – ovviamente – competizione. Già dalla partenza a Salsomaggiore Terme, si respirava un’aria tipicamente italiana: per gli splendidi edifici in stile liberty dei primi del ‘900 che ci circondavano, per la straordinaria cena nel Palazzo dei Congressi, firmata dallo chef Massimo Spigaroli e, ovviamente, per le auto storiche ai nastri di partenza lungo un itinerario che raccontava parte della varietà della nostra penisola.

Adesioni da tutto il Mondo

Numerosi gli equipaggi giunti dall’estero - anche da molto lontano, rappresentando 16 nazionalità differenti - per vivere l’atmosfera automobilistica italiana, capace di unire armoniosamente le sportive barchette anteguerra con le moderne supercar in un camouflage inusuale ma riuscitissimo: dalla Bentley 3 litre del 1925 alla fiammante Ferrari California T, c’erano ben 90 anni di distanza! Non mancavano rari capolavori su quattro ruote, tra cui la splendida Lancia Spider Corsa Mille Miglia del 1928 di Grasselli-Savaris, l’inglese Healey Silverstone di Piona-Colpani o la Jaguar E-type Roadster prima serie dell’equipaggio femminile Porta-Ferraro con targa originale Torino, poi la Giulietta Spider prototipo Bertone del collezionista Corrado Lopresto, una rara Datsun 240Z proveniente dall’inghilterra, una Dino 246GTS dagli USA e poi…una lista lunga 100 equipaggi. A detta degli affezionati al “Terre di Canossa”, l’abilità della Scuderia Tricolore - organizzatrice della manifestazione – è proprio quella di offrire ogni anno un’esperienza tutta nuova, mantenendo invariata la ricetta: più eventi in uno, con molteplici chiavi di lettura, da quella sportiva a quella turistica, godendosi lo spettacolo per gli occhi offerto dai paesaggi “da cartolina”.

Pioggia, sole, vento e neve

Tutte le condizioni atmosferiche hanno reso più frizzante la gara di regolarità, specialmente per gli equipaggi che puntavano al gradino più alto del podio con le "anteguerra"; le 78 prove di regolarità erano estremamente variegate per le proprie caratteristiche e per le condizioni – spesso difficili - in cui i partecipanti si sono trovati a svolgerle. Nei pressi di Ligonchio ha addirittura fatto una comparsata la neve al termine della prova di media a scombinare le carte dei Top drivers abituati a pressostati, strumenti elettronici e cuffiette per scandire i secondi.

A spasso nel Bel Paese

Dalle prime prove all’interno dell’autodromo di Varano de’Melegari, ci siamo spinti verso la Toscana passando per i castelli del ducato parmense, per le Cinque Terre e per l’arsenale militare di La Spezia. Anche per noi italiani, ogni tanto, è piacevole fermarsi e pensare alla bellezza di ciò che ci circonda, fuori dalle autostrade, al ritmo di una volta, perché no, a bordo di un’auto storica: così il tragitto da Viareggio a Lucca, a Pisa, alla Certosa di Calci – aperta appositamente per le auto del GP Terre di Canossa – all’arrivo in grande stile davanti alla Normale di Pisa.  Lo spettacolo che ci attendeva una volta giunti alla Caserma della Folgore di Pisa veniva dal cielo: con la bandiera tricolore spiegata al cielo, quattro parà sono atterrati nella piazza d’armi in mezzo alle auto storiche della manifestazione, con dei lanci straordinari e precisissimi. Poi via di nuovo passando per la tenuta presidenziale di San Rossore, Forte dei Marmi, il lago di Massaciuccoli, i passi appenninici del Pradarena e del Cento Croci e l’attraversamento delle Alpi Apuane fino a tornare a Reggio Emilia, dopo oltre 600 chilometri, passando per l’ultima prova sul ponte dell’architetto Calatrava sotto cui passa l’autostrada A1 Bologna-Milano.

Onore ai vincitori

Le premiazioni hanno avuto luogo a Reggio Emilia per opera dell’appassionato organizzatore Luigi Orlandini che ha voluto omaggiare i vincitori nella storica Sala del Tricolore, dove nel 1797 fu adottata la bandiera nazionale. Sul terzo gradino del podio della classifica finale assoluta è salito l’equipaggio Fontanella-Covelli su Ford B Roadster del 1933, al secondo posto l’equipaggio Di Pietra–Di Pietra, su Fiat 508 C del 1938, mentre si è nuovamente aggiudicato la vittoria l’equipaggio composto Vesco-Guerrini su FIAT Siata 514 MM del 1930, portando a casa un prestigioso orologio Eberhard & Co., sponsor della manfestazione assieme a Maserati e Credit Suisse. La folta presenza straniera ha animato la sfida per le coppe internazionali: primo tra tutti l’equipaggio australiano n° 39 Morcombe–Montalbetti, sull’italiana Ermini Siluro 1100 del 1951. Da segnalare la presenza di equipaggi femminili, sempre più vicine a questi eventi sportivi e glamour, ma anche di equipaggi giovani, a smentita dal fatto che non vi sia interesse nelle auto storiche tra le nuove generazioni. Vi invitiamo a visitare la gallery dell’evento per vivere parte della nostra esperienza al Gran Premio Terre di Canossa, scaldando già i motori per la prossima manifestazione in programma, organizzata da Luigi Orlandini e la sua Scuderia Tricolore: la Modena 100 Ore Classic, che si terrà dal 2 al 7 giugno 2015.

Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Curiosità , auto europee , auto italiane , auto storiche


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