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Interviste

pubblicato il 4 maggio 2015

Guida autonoma: l’Italia ha un solo asso nella manica, ce la farà?

A Parma VisLab continua a lavorare a progetti che attirano l’attenzione di tanti, tranne che delle Istituzioni

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L’auto che guida da sola arriverà nel 2020. I Costruttori si sono dati questa scadenza per metterla su strada e negli ultimi due anni c’è stata una bella accelerazione del suo sviluppo. Tanto più che prima non ne parlava nessuno, ma da quando anche Google ci ha messo gli occhi addosso, il tema è diventato una priorità di comunicazioni di molti brand. Volvo, Ford, Audi, Mercedes... solo per citarne alcuni, sono all’opera, spesso in accordo con i Governi dove stanno conducendo esperimenti (Nissan addirittura con la NASA). Pioniera è stata la California, che ha aperto le strade pubbliche ai prototipi nella Silicon Valley, e poi altri Paesi d’Europa l’hanno seguita (da agosto gli esperimenti si faranno sulle strade inglesi). E in Italia a che punto è la guida autonoma? FCA non se ne sta occupando (almeno ufficialmente), le istituzioni non appoggiano alcun progetto e nemmeno hanno legiferato in materia, ma c’è un polo d’eccellenza che studia l’auto a guida autonoma dal 1998 e che è andato avanti fino ad oggi (economicamente) grazie ai progetti che via via ha realizzato in collaborazione con aziende spesso straniere. Si chiama VisLab e forse ne avrete già sentito parlare. E’ una realtà incastonata nell’Università di Parma, di cui abbiamo già scritto in passato, che però si muove in maniera indipendente dal punto di vista finanziario. Noi abbiamo parlato con Alberto Broggi, professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo di Parma e CEO di VisLab che da poco ha ricevuto il titolo di Dottore di Ricerca (PhD) Honoris Causa all’Institut National des Sciences Appliquées (INSA) di Rouen, in Francia. Insomma è un talento riconosciuto all'estero che ci ha spiegato qual è "l’arma segreta" a cui sta lavorando in un team di 30 persone. Un gruppo che da solo rappresenta tutta l'Italia in questa nuova sfida tecnologica. Prima di parlare del progetto specifico però capiamo il contesto, anche internazionale.

Italia, il “terzo mondo” della guida autonoma?

Lavorare all’auto che guida da sola in Italia non è facile. Come abbiamo detto, le istituzioni non la appoggiano in nessuna maniera, contrariamente a quanto stanno facendo altri paesi, e progetti come VisLab si fondano in tutto e per tutto sull’impegno e le capacità dei singoli ingegneri che ci lavorano. Un contesto che stona con quello che abbiamo visto pochi giorni fa in Germania, dove il ministro dei trasporti ha percorso un tratto di autostrada su una A7 che guidava da sola. Anche noi di OmniAutio.it abbiamo provato una RS 7 piloted driving, ma quanto a ingegno i tecnici di VisLab non vogliono certo essere da meno. Hanno già collaborato con lo stesso Gruppo Volkswagen, con i francesi di Renault e con altre aziende del settore, ricevendo sempre più richieste soprattutto negli ultimi anni, da quando la guida autonoma è diventata “di moda”, ma fare sperimentazione qui significa muoversi in un terreno minato. Ad esempio, quando nel 2013 il veicolo BRAiVE ha percorso le strade urbane è stato molto difficile ottenere i permessi. C’è stato un rimbalzo di responsabilità all’italiana tra vigili, polizia, carabinieri, comune, Regione, Ministero… Alla fine l’auto ha potuto circolare, ma anche adesso che c’è stato un precedente ripetere la procedura sarebbe complicato.

L’auto che guida da sola sarà una sorta di “Grande Fratello”

Ma con tanta concorrenza e poche forze come spera l’Italia di farcela? Il professor Broggi ci ha spiegato che tra gli obiettivi a cui VisLab sta lavorando c’è quello di mettere a punto una tecnologia che sul mercato avrebbe un prezzo altamente concorrenziale, in che modo? Si tratta di sviluppare un software molto complesso che analizza i dati delle decine di telecamere installate sull’auto e li trasforma per garantire una guida autonoma super-affidabile. Un algoritmo che farebbe la fortuna del progetto perché un sistema basato sulle telecamere, ci ha spiegato, avrebbe un costo più accessibile rispetto ad uno fondato su laser o radar per chi comprerebbe questa tecnologia (parliamo ovviamente di acquirenti costruttori e non di automobilisti). Vislab sta già collaborando con Magneti Marelli e molte altre aziende (purtroppo non italiane) sono interessate ai dispositivi che stanno mettendo a punto. Un canale di contatto con FCA è stato attivato, ma per ora nulla è certo. Di sicuro c’è che dalla prima Lancia Thema che Broggi ed il suo team hanno “trasformato” con telecamere e software capaci di gestire il mantenimento di corsia (un Lane Departure Warning di cui nel 1998 si sentiva parlare poco o nulla) di strada ne è stata fatta tanta. Nel 2000 ViasLab è entrata nella storia della robotica veicolare mondiale con un viaggio dall’Italia alla Cina a bordo di alcuni Piaggio Porter elettrici a guida autonoma che 15 anni fa hanno rappresentato una svolta. E poi è arrivata DEEVA, una A4 a cui sono stati tolti tutti i riferimenti di marca perché "elaborata" per la guida autonoma, ed ora è in fase di sperimentazione un nuovo prototipo molto particolare. Verrà svelato a breve.

Ma può Davide sconfiggere Golia solo con una fionda? La leggenda dice di sì. Noi, come giornalisti, ci riserviamo di continuare a seguire il lavoro di questo team di ingegneri italiani. E facciamo il tifo per loro.

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