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Curiosità

pubblicato il 24 aprile 2015

Liberazione, le auto italiane negli anni della guerra

Quali modelli producevano Alfa Romeo, Fiat e Lancia prima e dopo il secondo conflitto mondiale?

Liberazione, le auto italiane negli anni della guerra
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Il 25 aprile si festeggia l’anniversario della Liberazione d’Italia, cioè il giorno in cui la sezione “Alta Italia” – in cui sedeva anche Sandro Pertini, poi Presidente della Repubblica - del CNL proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. Al grido di “Arrendersi o perire” i partigiani e l’esercito alleato liberarono l’Italia, un’operazione che si concluse il 3 maggio 1945 con la resa delle forze nazifasciste, mettendo fine a cinque anni di guerra e a venti di dittatura fascista. Terminava così un quinquennio che mise in ginocchio un Paese intero, lasciandolo in macerie. Ma cosa successe alle case automobilistiche italiane durante questo periodo?

Tre realtà ben distinte

In quell’epoca Alfa Romeo, Fiat e Lancia erano ancora tre realtà ben distinte, visto che la Casa torinese venne acquistata nel 1968 e quella milanese nel 1986. L’Alfa Romeo, inutile dirlo, era caratterizzata dall’estrema sportività e dalla bellezza delle sue auto, la Lancia dal lusso e dall’eleganza, mentre Fiat era già diventata una specie di Ford italiana, iniziando a motorizzare gli italiani con la prima 500 Topolino, in attesa del boom successivo della 600 e della nuova 500. A Torino, sponda Lingotto, nel 1939 si producevano proprio la Topolino, nelle versioni a balestra corta e a balestra intera, la più borghese 1100 e la 2800, una vera e propria limousine di rappresentanza.

La riconversione bellica

Poi tutto si arrestò con l’inizio della guerra e la riconversione degli impianti per far fronte alla produzione bellica. Le auto tornarono sulle linee nel 1949, ma negli anni del conflitto la progettazione si era fermata, quindi Fiat poté presentare solo delle versioni aggiornate, nella fattispecie la 1100E e la Topolino B. In casa Lancia, invece, la Aprilia resistette al periodo bellico, con una produzione ininterrotta dal 1937 al 1949 (seppure con numeri marginali negli anni più bui) e venne sostituita dalla Aurelia nel 1950; la Ardea, poi, seppe essere ancora più longeva, rimanendo sul mercato tra il 1959 e il 1953. A Milano, infine, le cose furono un po’ più complicate, con la 6C che rimase l’unico modello in produzione dal 1939 al 1950, in attesa della 1900 presentata proprio all’inizio del 1950 e della Giulietta Sprint del 1954, che avrebbe fatto innamorare tutti gli italiani.

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Autore: Alessandro Vai

Tag: Curiosità , auto italiane


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