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Retrospettive

pubblicato il 26 aprile 2015

Mercedes 190 E 2.5-16 Evo II, i suoi primi 25 anni

Costruita in soli 502 esemplari, domina le corse turismo nei primissimi anni Novanta. Ecco la sua storia

Mercedes 190 E 2.5-16 Evo II, i suoi primi 25 anni
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Una vita a lavorare duramente; impegno, tenacia, qualità. E brillanti risultati sia commerciali che sportivi. Poi capita che un perfetto sconosciuto, almeno fino a quel momento, leghi indissolubilmente il proprio destino al tuo, rischiando di offuscare la tua stella. Anzi, Stella con la s maiuscola, visto che stiamo parlando della Mercedes 190. Il predestinato che ne ha quasi messo in ombra lo splendore risponde niente meno che al nome di Ayrton Senna. Ok, chiariamo per chi ancora non abbia capito o non sia a conoscenza di questo aneddoto. Anno 1984: otto anni dopo il terribile rogo di Lauda, il Nürburgring torna ad avere il proprio Gran Premio di Formula 1, ma non sul vecchio, glorioso tracciato da oltre 20 km, bensì sulla nuova, sicurissima pista. Per inaugurarla, gli organizzatori e la Mercedes organizzano una gara di contorno tra piloti di Formula 1 al volante di auto rigorosamente di serie: delle 190 E 2.3-16 identiche le une alle altre. A darsi sportellate in pista, tra gli altri ci sono Prost, Lauda stesso e Reutemann. La pioggia e il fatto di essere tutti sulla stessa auto permette al talento del brasiliano di mettersi in luce, vincendo la competizione. Da quel momento, la 190 (in generale, poco importa che si parli della Evo o no) è la "Mercedes di Senna". La 190 che ci interessa approfondire qui, invece, è la 2.5-16 Evo II, che ha appena compiuto 25 anni e che rappresenta il punto di massimo splendore della berlina tedesca.

DNA vincente

Nata (nel 1990) per correre, la 190 E 2.5-16 Evo II corre forte, fortissimo. Così tanto da aggiudicarsi, nel 1992, tutti i primi tre posti nell'allora popolarissimo campionato turismo tedesco: il DTM. Un risultato figlio non del caso, ma innanzitutto di una base egregia: il motore, per esempio, "mette su" la bellezza di 40 CV, da 195 a 235, rispetto alla Evo. Valori oggi alla portata di sportive del segmento B, ma di tutto rispetto 25 anni fa, quando le automobili erano oggetti prevalentemente analogici, dove la differenza fra una sbandata controllata e un testacoda la faceva solo la capacità del guidatore e non certo l'elettronica. Ok, lasciamo da parte la nostalgia e torniamo a occuparci di numeri: la più cattiva delle 190 tocca i 250 km/h di velocità massima e brucia lo 0-100 km/h in 7,1 secondi. L'accresciuta potenza della meccanica richiede adeguamenti alla carrozzeria e all'assetto: per motivi estetici, ok, ma soprattutto aerodinamici e tecnici. Ecco dunque cerchi da 17” invece di quelli da 16”, nuovi paraurti anteriori e posteriori con spoiler integrati, passaruota "pompati" per far spazio alle ruote maggiorate ed un alettone dal profilo a dir poco pronunciato.

La storia nelle competizioni

Per poter competere nel DTM, la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) impone che le vetture che si vogliono iscrivere siano prodotte in almeno 502 esemplari stradali. La 190 E 2.5-16 Evo II numero 502 esce dalle le linee di assemblaggio di Brema nel maggio 1990 e AMG si assume la responsabilità di convertire le vetture destinate alle competizioni. Primo aspetto su cui si concentra, ovviamente, è il motore, portato a 373 CV, mentre un materiale plastico leggerissimo e robusto viene impiegato per cofano motore, cofano bagagliaio e spoiler. Il debutto in gara della Evo II avviene nell’anello nord del Nürburgring nel DTM il 16 giugno 1990 e, nella gara conclusiva del campionato sulla pista di Hockenheim, che si corre il 15 ottobre 1990, a tutti i team viene fornita una nuova vettura. Le basi per il trionfo sono state gettate: in quell'anno, Kurt Thiim ottiene il terzo posto al DTM e, nel 1991, Klaus Ludwig si classifica secondo. Nel 1992, la consacrazione: Ludwig fa suo il Campionato DTM davanti a Kurt Thiim e Bernd Schneider. Il minimo comune denominatore dei tre è proprio la 190 E 2.5-16 Evolution II.

Tempo di celebrazioni

A vederla oggi è ancora attuale; gli intenditori di design e moda, per capirci, la definirebbero un classico senza tempo: il mese scorso, la Mercedes-Benz 190 E 2.5-16 Evolution II ha infatti compiuto 25 anni. Il suo fascino resiste alle rughe e la sua forma non risente dello scorrere degli anni, come dimostra il largo utilizzo che ne viene fatto nelle gare dedicate alle vetture classiche.

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Tag: Retrospettive , Mercedes-Benz , auto storiche , auto europee


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