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pubblicato il 27 aprile 2015

Volkswagen Golf Variant GTD e R, familiari a tutto gas

184 CV a gasolio (o 300 a benzina) dedicati a chi pensa che le SW siano noiose

Volkswagen Golf Variant GTD e R, familiari a tutto gas
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Premessa: non è certo un'invenzione della Volkswagen, quella della station wagon sportiva. Se ne parla da almeno vent'anni, dai tempi dell'Audi RS2 e della Volvo 850 T5, tanto per citarne due. Eppure, fa sempre un certo effetto vedere passeggini e canotti che spuntano dal lunotto con, poco sopra, un alettone grande così e, poco sotto, scarichi cromati, minigonne, pneumatici XXL. No, in occasione della prova in anteprima internazionale sulle strade di Malaga il kit bambino non era compreso nel pacchetto, ma il potere dell'immaginazione è forte e il fascino dell'auto con la quale andare per mari e monti, asili e supermercati, ma capace di tenere testa a sportive anche molto pretenziose è sempre forte. Soprattutto per chi ha famiglia e si trova, prima o dopo, a compiere scelte "dolorose". Volkswagen, che non ama lasciare le cose a metà, ha pensato a tutti: ai più esasperati, quelli che con 300 CV e la trazione integrale possono ambire a tenere la scia delle Porsche (almeno di alcune, ok...); per chi invece ha l'esigenza di contenere i costi di esercizio c'è la GTD, ovvero la diesel da ben 184 CV. E se la prima arriva in Italia solo su richiesta a circa 1.000 euro in più della due volumi, la seconda è regolarmente in listino.

La sportività è questione di dettagli

Che la Golf sia sinonimo di discrezione e understatement è cosa risaputa. Così come tutti sanno - e vedono - che lo stesso discorso vale anche per le varianti sportive: GTI e GTD hanno giusto qualche tocco qua e là che lascia intravedere l'accresciuta cattiveria, ma solo se si è esperti della materia: griglie a nido d'ape, contorno mascherina con filo rosso (GTI) o grigio (GTD), cerchi un po' più grandi e paraurti specifici. La R? Pur con una sua specificità, anch'essa non ama dare troppo nell'occhio. La distinguono soprattutto le calotte degli specchietti in color alluminio satinato, i quattro scarichi cromati e i paraurti con "bocche" per l'aria maggiorate. Insomma, potreste anche non dirlo, a vostra moglie, che la station wagon che avete comprato per lei e per i vostri figli, in realtà è uno sfizio tutto vostro.

Qualità in formato "avvolgente"

Affermare che si respiri un'aria racing sarebbe troppo: la più potente R, per assurdo, è talmente sobria da essere quasi irriconoscibile, se non da un occhio esperto. Non posso però negare che sia la GTD sia la R mettano immediatamente voglia di andarsi a cercare qualche curva. Mi regolo il sedile (si può scendere davvero tanto, volendo), tiro il volante verso di me (l'escursione è piacevomente ampia) e la Golf mi "abbraccia", fornendomi tutto il supporto di cui ho bisogno nella guida sportiva e non. Anche questi dettagli fanno della Golf... La Golf. E poi ci sono la solita qualità costruttiva elevatissima, i materiali che appagano il tatto, le finiture che gratificano l'occhio e la disposizione dei comandi che mette a proprio agio anche il meno "tech-addicted". Il tutto, con il valore aggiunto di un bagagliaio da 605-1.620 litri di capacità, regolare nella forma e facile da caricare grazie alla soglia bassa. L'abitabilità? Come per le altre, Variant e non, è ottima per quattro adulti più un ragazzino (diciamo intorno ai 170 cm di statura e non di più, se si vuole fare un tragitto lungo).

Leggete bene sulla mascherina, prima di non dare strada...

Un consiglio: se vi trovate nello specchietto retrovisore una Golf nella cui mascherina scorgete tre lettere, fatevi da parte. Potrebbe essere una GTD (ma anche una GTI o una GTE e in ogni caso non si scherza, quanto a prestazioni) e quindi avere molta "energia" da riversare sull'asfalto. Uomo avvisato... Stiamo ovviamente scherzando: la strada non è una pista e quindi guai a esagerare. Detto questo, con i suoi 320 Nm di coppia, ancor più che con i 184 CV di potenza, la wagon a gasolio più sportiva è un vero portento in accelerazione e ripresa. Basta premere sul gas che si proietta in avanti con foga rara, mentre la lancetta del contagiri schizza in modo frenetico come solo il cambio a doppia frizione DSG - fulmineo nei passaggi di marcia - riesce a farla agitare. Una vivacità supportata da un assetto rigido al punto giusto, capace cioè di arginare il rollio senza però far "rimbalzare" sulle buche la vettura. La R? Beh, difficile chiedere di più a una station di segmento C. Impossibile, anzi. Me ne rendo conto quando premo sul pedale destro e mi ritrovo a fare i conti con un'accelerazione da sportiva vera, ma ancor di più quando sul circuito Ascari vicino a Malaga tolgo l'ESP (sì, sulla R si può escludere al 100%) e inizio a "giocare" con i trasferimenti di carico, per far girare la vettura con le ruote posteriori oltre che con lo sterzo.

La "R" in Italia solo a richiesta. GTD da 34.200 euro

Si starà anche riprendendo, il mercato italiano dell'automobile, ma certi modelli restano un tabù. O meglio, certe potenze: con 300 CV la Golf R costa 1.306,95 euro di tassa di circolazione all'anno, oltre ai circa 45.500 euro di prezzo. Cifre d'elite, che ne fanno un'auto di assoluta nicchia. Ecco perché VW Italia ha deciso di non inserirla nei listini ufficiali, ma di renderla disponibile solo ai concessionari che abbiano una specifica richiesta da parte di un cliente. Molto più importanti, almeno nelle speranze, i volumi di vendita della GTD, che ha un prezzo di partenza di 34.200 euro, che salgono a 36.100 con cambio DSG. Le principali dotazioni di serie comprendono: sistema di rilevazione stanchezza, ingressi usb-aux-SD, interfaccia Bluetooth e luci d'ambiente.

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Scheda Versione

Volkswagen Golf R Variant
Nome
Golf R Variant
Anno
2015
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
Wagon
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Volkswagen , auto europee


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