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pubblicato il 22 aprile 2015

Carburanti, ecco perché al "supermercato" costano meno

I prezzi alla pompa della catena Auchan sono i più bassi d’Italia. Vediamo cosa c'è dietro

Carburanti, ecco perché al "supermercato" costano meno

Se volete spendere il meno possibile per fare il pieno all'auto, che sia benzina, diesel, GPL o metano, andate al "supermercato". I meno cari sono i 27 distributori, sparsi in 10 Regioni italiane, che si trovano in corrispondenza degli ipermercati Auchan. La certificazione di “economicità” arriva direttamente dal Ministero dello Sviluppo economico, che periodicamente rileva i prezzi sul territorio nazionale. Nell’ultima di queste rilevazioni, Auchan è risultata la catena di distributori con il prezzo medio più basso d’Italia, nel segmento a self-service con prezzi medi di 1,369 euro al litro per il gasolio e di 1,501 euro/litro per la benzina; nel segmento servito, con 0,539 euro/litro per il Gpl e 0,939 euro/litro per il metano. Vuol dire che, rispetto alle medie nazionali, si risparmiano 6,9 cent/litro sul diesel, 7,7 sulla benzina, 4,9 sul metano e 9,5 sul GPL. Vediamo perché.

Spesa e benzina insieme

Ma perché i carburanti costano così poco, come fa l’azienda francese a tenere i prezzi così bassi? La risposta è semplice, rinunciando a buona parte dei margini di guadagno, che peraltro nel settore sono già ridotti all’osso, circa 14 centesimi su ogni litro di benzina. Dove è la convenienza, vi chiederete giustamente voi? Nel fatto che le stazioni di rifornimento sorgono all’interno delle aree degli ipermercati o comunque a brevissima distanza. Così l’automobilista va a fare il pieno e con l’occasione si occupa anche della spesa, visto che riesce anche a trovare subito parcheggio. E poi ci sono i programmi fedeltà, cosicché mettendo benzina si accumulano punti utili della spesa e viceversa. La strategia evidentemente funziona, perché in dieci anni si è passati dalla prima stazione di rifornimento di Curno, in provincia di Bergamo, alle ventisette attuali.

Lo Stato fa cassa

Auchan ha la fortuna di poter legare l'attività di rifornimento carburanti a quella della grande distribuzione, ma il problema dei margini di guadagno è quello che hanno tutti i distributori, sia no logo che esclusivi. In Italia, infatti, ben oltre della metà del prezzo di benzina e diesel è determinato dalle tasse e dalle tasse sulle tasse (qui tutte le accise). Un meccanismo presente in tutta Europa, ma che da noi viene applicato all’ennesima potenza, portando il differenziale con la media europea dei prezzi alla pompa a circa il 22 centesimi. Del resto è noto che le entrate derivanti dai carburanti, sono quelle più sicure e ricorrenti per le casse dello Stato, che senza di esse si troverebbero prive di un flusso di denaro fresco e costante.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , carburanti


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