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Curiosità

pubblicato il 13 aprile 2015

Benzina o elettricità? La sfida delle citycar del futuro

La smart resta l’unica cittadina a due posti ma i concorrenti si stanno attrezzando, con soluzioni diverse

Benzina o elettricità? La sfida delle citycar del futuro
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Vi siete mai chiesti perché nessuna casa automobilistica ha seguito le orme di smart, mettendo sul mercato una citycar a due posti? Non siete i soli, soprattutto dopo lo scarso successo ottenuto da Toyota con la iQ, che di posti ne aveva “tre più uno per un bambino” e sfiorava i tre metri. Ci ha provato anche Renault con la Twizy, che però è un quadriciclo e usa solo l’energia elettrica. Insomma, fino a oggi di concorrenti veri la smart non ne ha mai avuti e, in realtà, anche la sua storia di tre generazioni di piccole a due posti ha vissuto momenti di alti e bassi. Ma forse qualcosa sta cambiando, con altri soggetti che stanno pensando seriamente di entrare in questo segmento di mercato, finora praticamente a sé stante. Non si tratta, però di due costruttori di auto, sebbene dietro ogni progetto ci sia la stessa firma, quel Gordon Murray padre di tante Formula 1 di successo.

Solo citycar nella mente di Gordon Murray

Tutto parte dai prototipi T.25 e T.27, uno termico e uno elettrico, presentati ormai quattro anni fa. Arrivati a uno stadio evolutivo prossimo alla produzione in serie, non l’hanno mai raggiunta. A fine 2013, però, il nome di Murray è ricomparso nella scheda tecnica della Yamaha Motiv.e concept, un’altra potenziale concorrente della smart che era a un avanzato stadio di sviluppo. Questa citycar giapponese è tornata prepotentemente d’attualità circa un mese fa, quando il quotidiano economico Nikkei ha ipotizzato il suo arrivo sul mercato entro il 2019. Avrebbe dimensioni simili alla smart attuale, un motore tradizionale e uno a zero emissioni. Pochi giorni fa, invece, è stata la volta di Shell che ha ufficializzato di aver dato nuova linfa ai progetti originari di Murray, non per iniziare una produzione di serie, bensì per dimostrare come i motori a combustione interna abbiano ancora molto da dire in tema di mobilità urbana.

Carburanti o elettricità?

Ovviamente Shell, che vive vendendo carburanti e lubrificanti, intende farlo il più a lungo possibile e sicuramente non vede di buon occhio una elettrificazione massiccia delle metropoli. Tuttavia è innegabile che la mobilità sostenibile sia una delle questioni chiave nelle città più grandi del mondo e che immaginare un futuro fatto di elettricità vuol dire anche trovare il modo di produrla. Quindi, come sarà il parco circolante delle “big city” del futuro? La storia è appena cominciata.

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Autore: Alessandro Vai

Tag: Curiosità , auto elettrica


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