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Retrospettive

pubblicato il 12 aprile 2015

Koenigsegg, le supercar venute dal freddo

Un'idea folle tramutata in supercar da Christian von Koenigsegg, svedese con il pallino di sfidare Porsche e Ferrari

Koenigsegg, le supercar venute dal freddo
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Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vagheggiato di costruirsi con le proprie mani la casa dei sogni. Oppure l'auto, la moto, la barca, il vestito... Quello che vi pare. E poi c'è chi, come Enzo Ferrari, Ferdinand Porsche, Ferruccio Lamborghini e tanti altri, per limitarci al mondo dell'auto, questo sogno l'ha tramutato in realtà. Ci vuole fortuna, certo, ma anche talento, determinazione, abnegazione. E convinzione nei propri mezzi: doti che a Christian von Koenigsegg non mancano di certo. Ok, la sua azienda, omonima, ha parecchia strada da fare per arrivare alla gloria dei mostri sacri sopra citati, ma se si parla di auto sensazionali ha ben poche rivali. Anzi, forse nessuna. Il perché è presto detto: al Salone di Ginevra di inizio marzo, il costruttore svedese ha presentato quella che è semplicemente l'auto "di serie" più veloce al mondo, la Regera. Un mostro con un motore a benzina e tre elettrici, di fronte al quale persino Ferrari LaFerrari, Porsche 918 Hybrid e McLaren P1 impallidiscono: la potenza dichiarata è di 1.500 CV, supportati da una coppia che nemmeno i camion: 2.000 Nm. In altri termini: 2,8 secondi nello scatto 0-100 km/h e meno di 20 per superare i 400 km/h...

1994, quando tutto ebbe inizio

In molti, a partire probabilmente dai suoi genitori, lo prendono per pazzo: nel 1994, a 22 anni, Christian fonda la Koenigsegg car company. Gli inizi non sono facili: il primo prototipo viene disegnato da lui stesso e da pochi altri collaboratori (che lavorano per compensi simbolici, più che bassi) e viene ultimato nel 1996. Due soli anni dopo ecco la CC, un prototipo basato su una monoscocca in carbonio con tetto asportabile. Nonostante le risorse molto limitate, la vettura è dotata di un telaio di prim'ordine, di sospensioni e freni progettati appositamente da Christian e dal suo team. Il progetto ha tutto per far parlare di sé e per convincere anche i più scettici, eppure Christian decide che è il caso di puntare ancora più in alto: la CC concept viene portata nientemeno che al Cannes Film Festival del 1997. Di fronte a una platea di così alto livello si convince definitivamente che ci sono i margini per metterla in produzione. Da qui in avanti è un'escalation inarrestabile. Nel 2002, comincia la produzione in serie della CC8S model, omologata secondo la normativa europea (con tanto di crash test superato). Come già scritto, si aggiudica anche il Guinnes World Record come automobile omologata più potente della storia. E non è tutto. Il "mitico" Jeremy Clarkson, le cui recenti avventure sono state ampiamente raccontate, la elegge come la sua supercar preferita.

Supercar "verdi"

Dopo la CC8S, ecco la CCR, che tanto per mettere le cose in chiaro ritocca il primato di auto omologata più potente mai prodotta e, soprattutto, stabilisce il record della pista di Top Gear (che vale molto più di qualsiasi altra cosa, per gli appassionati). Il pubblico gradisce e la Koenigsegg ha le risorse necessarie per continuare a innovare, sperimentare, allargare la produzione. La CCR viene dunque sostituita dalla CCXR: oltre al consueto ammasso di turbine e cavalli, la nuova nata vuole dimostrare come anche un'astronave su ruote possa essere amica dell'ambiente, relativamente parlando. Nei suoi iniettori può scorrere infatti, indifferentemente, benzina oppure biofuel E85 ed E100.

Tutto ha uno scopo

Fin qui, l'aspetto più pirotecnico e scenografico. Ma ce n'è anche uno molto più rigoroso, tecnico, anzi scientifico, perché quando si mettono su strada oggetti da 400 (e oltre) km/h c'è poco da scherzare. In Koenigsegg faticano a trattenere il ghigno, quando ci dicono che molte delle auto da loro prodotte sono ancora perfettamente in forma e circolanti; detto che le percorrenze non sono certo quelle di una station wagon turbodiesel, si tratta di un fattore di non poco conto. Il merito di ciò sta nella cura maniacale che ogni dipendente dell'azienda svedese ripone anche nei minimi dettagli. La filosofia che sta alla base di tutto è semplice, del resto: ogni elemento è finalizzato alla massima performance. Dalla scelta dei fornitori a quella dei materiali, dai software delle centraline alla disposizione degli strumenti di lavoro in officina, tutto è precisamente focalizzato. E se siete curiosi di sapere a cosa porti questo modo di pensare, al di là del prodotto finito noto a tutti, leggete il prossimo paragrafo.

Dalle portiere alle turbine, dai sedili ai serbatoi, quante invenzioni

Non si muove bullone, sulle supercar (e hypercar) svedesi, senza che Christian von Koenigsegg abbia dato il suo benestare. Forte di una competenza tecnica fuori dal comune, inizia a esprimersi in campo extra automobilistico: in quello edilizio per la precisione. La materia gli piace, ma non lo appassiona: dopo qualche anno in questo settore, vende l'attività e si dedica a ciò che più gli piace, le auto. La sua prima invenzione è una portiera con sistema di apertura Dihedral Synchrohelix Door Actuation System. In sostanza, le portiere prima "fuoriescono" lateralmente dalla carrozzeria, per poi ruotare in avanti. Una soluzione già sperimentata da altri prima di lui, ma che von Koenigsegg riesce a semplificare e a rendere facile nell'utilizzo, mantenendone la resa scenografica, che non ha nulla da invidiare a quella delle "ali di gabbiano". Ma Christian è tipo ambizioso. Per quanto spettacolare, il suo sistema non può bastargli. Ecco dunque che si occupa di catalizzatori: ne inventa uno più leggero, più piccolo, più rapido a entrare in temperatura e meno penalizzante per le prestazioni rispetto a quelli presenti in commercio, al punto che consentirà poi alla già citata CC8S di entrare nel libro del Guinness World Record.

Agera R e Regera, lo stato dell'arte al Salone di Ginevra

Al Salone di Ginevra dello scorso marzo, i freddi svedesi hanno infuocato il cuore degli appassionati con due incredibili creazioni: Agera R e Regera. Auto di cui vi abbiamo già illustrato ampiamente le meraviglie tecniche, ma di cui vale la pena riassumere comunque qualche numero. La prima nasconde un 5.000cc da 1.140 CV e 1.120 Nm di coppia, accelera da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, da 0 a 200 in 7,5 e, quando molte utilitarie hanno appena raggiunto i 100, in 14,5 secondi la svedese è bellamente a 300 km/h. Della seconda vi abbiamo già detto in apertura, qui ci limitiamo a menzionare l'incredibile lavoro effettuato dagli ingegneri sull'aerodinamica. Perché se già è difficile tenere un'auto attaccata al suolo al di sopra di certe velocità (qui siamo ben oltre i 400 km/h), ci sono altre complicazioni come la ricerca della massima penetrazione aerodinamica e quella del raffreddamento dell'unità motrice, che non è un "semplice" V8 5 litri sovralimentato, ma un sistema complicatissimo composto anche da tre motori elettrici con relative batterie.

Una piccola azienda che funziona

Detto dei record, detto delle emozioni che le sue vetture riesce a generare, Koenigsegg è anche e soprattutto un'azienda che dà lavoro a tempo pieno a 70 persone, ai quali vanno aggiunti i consulenti esterni. Così come in fase di progettazione, anche in quella di produzione il lavoro è svolto sotto la stretta osservazione del fondatore, che ha affidato la realizzazione finale delle sue creature a un team ristretto e super fidato, soggetto ai più alti standard qualitativi.

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Tag: Retrospettive , Koenigsegg , auto europee


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