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pubblicato il 7 aprile 2015

Uber è "fuorilegge" in Liguria

Un provvedimento approvato dal consiglio regionale vieta, di fatto, Uber, mettendo in difficoltà anche gli NCC

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La telenovela di Uber in Italia si arricchisce di un’altra puntata. Lo scorso 25 marzo in Liguria, durante un consiglio regionale, è stata approvata una variazione al bilancio 2015, utilizzata anche per inserire una norma ad aziendam, aggiornando di fatto la legge regionale del 2007 che regola il “trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea”. La maggioranza di centrosinistra e un gruppo di Popolari per la Liguria (ex NCD) hanno fatto passare la mozione secondo cui la prenotazione e l’assegnazione dei servizi è diretta solo a favore di chi ha regolare licenza e autorizzazione; la prenotazione dei servizi di noleggio con conducente, poi, deve arrivare all’operatore nella rimessa indicata. Inoltre, il servizio di taxi “deve garantire l’indifferenziazione della stessa tra i singoli operatori licenziatari di modo che sia sempre individuato il taxi più vicino o comunque con le caratteristiche più idonee alle esigenze dell’utente”.

Penalizzati anche gli NCC

Traducendo dal “burocratese” all’italiano, vuol dire che Uber è completamente fuorilegge, tanto nella variante Black che in quella Pop. Tuttavia, l’obbligo di calare la scure sulla app è demandato ai Comuni che devono “prevedere regolamenti per quanto riguarda la prenotazione e l’assegnazione dei servizi di taxi e il noleggio di auto con conducente”. In Liguria, peraltro, ci saranno le elezioni regionali tra due mesi e il centrosinistra punta alla riconferma, per cui la mossa di tutelare i tassisti potrebbe anche avere risvolti elettorali. Gli NCC, invece, sono molto meno contenti, perché questo provvedimento, nato per limitare Uber, finisce per creare problemi anche a loro. Francesco Artusa, presidente dell’associazione di categoria, ha dichiarato che così facendo si permette ai tassisti di fare esattamente lo stesso lavoro degli NCC, occupandosi di utenza indifferenziata ma anche specifica.

Provvedimento a rischio incostituzionalità

Infine c’è la questione giuridica, un aspetto che in Italia non va mai sottovaluto, visto che tribunali e corti di ogni tipo possono ribaltare qualsiasi decisione. Diversi giuristi, infatti, hanno espresso forti dubbi sulla costituzionalità del testo preparato dalla Regione Liguria. Intanto Uber non è un servizio pubblico bensì privato e poi il tema della concorrenza deve essere regolato a livello statale e non regionale. Ad ogni modo, i liguri sono in buona compagnia, visto che Piemonte e Lombardia stanno discutendo proposte di legge simili. La strada che Uber ha davanti a sé, quindi, sembra sempre più in salita.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , car sharing , car pooling , uber


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