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pubblicato il 19 marzo 2015

Uber, tutto quello che c'è da sapere in 8 risposte

Vi spieghiamo come questa novità sta cambiando il trasporto pubblico e quali indagini sono in corso

Uber, tutto quello che c'è da sapere in 8 risposte
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Uber, il servizio è sempre più popolare e ci sono così tante news che ci si potrebbe fare una serie TV. Ma c’è anche tanta confusione, ad esempio su Uber ed UperPop oppure tra un driver Uber ed un tassista o un NCC. Mettiamo in ordine i punti principali, perché Uber ha sollevato una questione importante: come cambia il servizio di trasporto pubblico nell’era degli smartphone. E’ una questione internazionale, anche se tutti abbiamo letto dei recenti scontri tra i tassisti e i driver Uber a Torino (gli ennesimi, dopo quelli di Milano) e in Lombardia, in vista di EXPO, la Regione sta mettendo a punto una legge che già crea tanta polemica. Sarebbe comunque la prima in Italia (e qui ci limitiamo a riportarvene la bozza senza ovviamente entrare nel merito). Intanto, a Torino la procura indaga su vicende legate agli autisti Uber ed il movimento consumatori, ritenendo UberPop una pratica commerciale scorretta, ha chiesto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di intervenire. A Genova, invece, i vigili continuano a multare chi usa UberPop per esercizio abusivo della professione (ricordiamo che il ministro Lupi si è detto favorevole all’innovazione, ma ha indicato UperPop come illegale). Ecco di seguito i punti principali della complicata vicenda.

1. Che differenza c’è tra Uber, UberBlack, UberVan e UberPop?

Uber è una società nata in California che ha tra i suoi finanziatori Google. L'omonima applicazione è disponibile per iPhone, iPad, Android e Windows Phone e permette di richiedere un'auto con autista con addebito della corsa direttamente su carta di credito. UberBlack si avvale di autisti professionisti con berlina nera, mentre quelli UberVan offrono fino a 6 posti. UberPop è invece un servizio di ride sharing, che costa meno di UberBlack (o UberVan): in pratica qualsiasi automobilista sia in possesso dei requisiti minimi dettati da Uber può diventare autista UberPop e svolgere il servizio.

2. Come si diventa autisti UberPop?

Chiunque può diventare driver mettendo a disposizione la propria auto. Basta avere un’auto intestata e immatricolata da non più di 10 anni, avere almeno 21 anni, possedere una patente di guida valida da almeno 1 anno e dimostrare di non averne subito la sospensione e di avere la fedina penale pulita. Secondo i tassisti sono requisiti troppo blandi, comunque Uber tiene a specificare che l’azienda stipula un’assicurazione aggiuntiva su tutte le macchine che aderiscono ad UberPop per assicurare passeggeri e driver.

3. Perché i tassisti sono contro Uber?

La questione tocca tre aspetti: la tecnologia (l’arrivo degli smartphone ha cambiato l’approccio dei consumatori al trasporto), le licenze dei taxi e la legge attuale. Riassumendo si può dire che i driver Uber non sempre partono da una rimessa (come spesso accade con gli NCC) e sono subito rintracciabili in base alla posizione che hanno come un taxi, ma senza licenza. Per approfondire vi consigliamo di leggere l’intervista che abbiamo fatto a Loreno Bittarelli, il presidente di Uritaxi.

4. Perché UberPop in Italia sarebbe “illegale”?

L’arrivo di Uber in Italia ha scatenato la rivolta dei tassisti (come accaduto anche all’estero) e sul tema si è espresso il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, che ha incontrato le parti e istituito un tavolo tecnico. Lupi si è detto favorevole all’innovazione, ma ha sottolineato che UberPop non è legale. Chi utilizza la app con le leggi attuali e viene colto in flagranza di reato mentre scambia denaro con la persona che ha accompagnato in auto (con tariffa fissa) può essere multato dai vigili per esercizio abusivo della professione, cosa che sta accadendo a Genova (il car pooling invece è diverso perché ci si divide la spesa di un viaggio condiviso).

5. Dove è attivo il servizio Uber?

Uber opera in 55 Paesi nel mondo e attualmente in Italia è presente a Milano con UberPop, UberBlack ed UberVan; a Roma con UberBlack ed UberVan; a Genova, Torino e Padova solo con UberPop. A breve sarà anche nel Tigullio, a Santa Margherita, dove inizia la stagione turistica del Covo di Nord Est (Liguria).

6. Cosa si pensa all’estero di Uber?

All’estero il terremoto Uber c’è. In Europa i sindacati taxi di diversi Paesi, tra cui l’Italia, si sono incontrati e si sta lavorando ad una normativa ad hoc. In India, Spagna, Brasile e Thailandia il servizio è stato bandito. A New York le auto Uber sono diventate 14.088 contro i 13.587 taxi.

7. Quanto costa muoversi con Uber?

Le tariffe in dettaglio si richiedono sul sito uber.com. Facendo alcuni esempi di tariffe fisse diciamo che a Roma andare all’Aeroporto di Fiumicino con UberBlack costa 50 euro e con UberVan 60 euro.

8. Quali news di attualità?

Il tempo stringe ed EXPO è alle porte (apre il 1 maggio) gli stranieri che, in base alle previsioni, useranno taxi, servizi di noleggio auto e car sharing saranno sette milioni. E’ chiaro che la faccenda preoccupa molto gli operatori in Lombardia e la regione che ospita l’evento si è messa all'opera per formulare una legge ad hoc. Il testo è via di definizione, ma le prime anticipazioni riportano che: “La prenotazione dei servizi di noleggio con conducente dovrà comunque pervenire all’operatore nella rimessa indicata nell’autorizzazione. L’operatore dovrà conservare prova delle singole prenotazioni (con dimostrazione attraverso strumenti di geolocalizzazione del veicolo e mezzi di certificazione ivi inclusa la posta elettronica certificata)”. Se così fosse, i driver UberBlack avrebbero le mani legate ed è già bufera politica sul tema. A Torino intanto la procura ha aperto cinque fascicoli contro ignoti per violenza privata e danneggiamento ai danni degli autisti di Uber (UberPop). Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Patrizia Caputo, non riguardano però l’ipotesi di esercizio abusivo della professione perché non ci sarebbero gli estremi per far valere questa fattispecie. Infine, il movimento consumatori ha chiesto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di indagare sulla compatibilità di Uber con le norme sui taxi; sulla sicurezza dei clienti e sulla trasparenza di tariffe e contratti.

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Tag: Da Sapere , taxi , uber


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