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Mercato

pubblicato il 17 marzo 2015

Chrysler lascia l'Europa, Lancia resiste con la Ypsilon

Il marchio americano abbandona nel 2017, quello torinese rimane solo in Italia

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Nulla dura in eterno, nemmeno i marchi automobilistici, ma quando un simbolo dell'industria italiana come Lancia svanisce lasciando dietro di sé solo tracce di Ypsilon, allora il pubblico degli appassionati (e non) si anima e si indigna verso quella che viene percepita come la dispersione di un patrimonio nazionale. Anche la "seconda vita" annunciata cinque anni fa per risollevare le sorti di Lancia grazie all'alleanza europea con Chrysler a livello produttivo e distributivo non ha dato i risultati sperati ed è di oggi la notizia che pure il brand americano abbandonerà il mercato britannico (l'unico coperto in Europa) entro il 2017. Evidentemente qualcosa non ha funzionato nel matrimonio Lancia-Chrysler celebrato nel 2010, se è vero che le Chrysler 300 e Grand Voyager hanno sofferto sia per le basse vendite che per gli sfavorevoli livelli di emissioni di CO2. Entrambi i marchi sono poi destinati a sparire dalle concessionarie del Vecchio Continente, con l'esclusione della Lancia Ypsilon in Italia. Quello che molti si chiedono è: come si è arrivati a questo punto e perché non si è fatto nulla per salvare almeno Lancia, visto che Chrysler vive bene in patria?

Europa: sempre più Jeep e meno Chrysler

La risposta non è una sola, ma coinvolge una serie di fattori concomitanti che vanno analizzati singolarmente, tutti coinvolti nella scomparsa di Lancia e nell'addio di Chrysler all'Europa. Fra le cause principali ci sono di certo gli sforzi compiuti da FCA sul fronte americano, quelli che hanno riportato in alto le vendite di Chrysler, Dodge, RAM e soprattutto Jeep, il marchio più in forma dell'intero gruppo italo-americano-anglo-olandese. Forse è proprio il brand dei famosi fuoristrada USA ad aver affossato definitivamente le speranze di sopravvivenza europea di Chrysler, grazie ad una quota di mercato EU+EFTA passata dallo 0,1% del 2010 allo 0,3% di oggi, con immatricolazioni quasi triplicate da 14.678 a 41.378 unità. La decisione presa da Marchionne di puntare così tanto sul prodotto Jeep, rinnovato con Grand Cherokee, Cherokee e Renegade, ha di fatto tarpato le ali (e le vendite) di modelli non più giovanissimi come Chrysler 300 e Voyager, una con l'ingrato compito di sfidare le berline premium tedesche e l'altra con un'impronta forse troppo USA. La stessa Chrysler 200 del 2010 non è mai arrivata su questa sponda dell'Atlantico, se si esclude il timido tentativo della versione cabriolet Lancia Flavia, venduta in soli 495 esemplari sul mercato italiano fra il 2012 e il 2014.

Lancia/Chrysler, -34% in cinque anni

Poco successo hanno avuto fuori dal nostro Paese anche le Chrysler Delta e Chrysler Ypsilon, versioni rimarchiate delle omonime vetture prodotte e vendute in Italia. A frenare la diffusione di queste Lancia/Chrysler è stato probabilmente il ricordo di alcuni automobilisti inglesi riguardo la scarsa affidabilità e la tendenza alla corrosione delle vecchie Lancia vendute nel Regno Unito dagli anni Settanta ai primi Novanta. Una sorte non migliore è toccata poi alle americane con marchio italiano vendute nel nostro Paese: la Lancia Thema ha toccato in quattro anni quota 2.793 unità vendute (da confrontare, per esempio, con le 26.581 BMW Serie 5) e la Voyager ha fatto un po' meglio totalizzando 3.162 pezzi. Se a questo si aggiunge che la Lancia Delta è ormai fuori produzione dall'estate 2014 si può capire perché le vendite del duo Lancia/Chrysler in Europa siano in calo del 34,3% dal 2010 al 2014, scese da 109.863 a 72.168 unità; se a questo aggiungiamo che la Ypsilon venduta in Italia (51.143 pezzi) contribuisce per un 70% al totale europeo dei due marchi, resta davvero poco per altri modelli o mercati esteri. Un'ultima concausa è poi quella della rinascita di Alfa Romeo, voluta e perseguita con tenacia da Marchionne anche a scapito della Casa fondata nel 1906 da Vincenzo Lancia.

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Tag: Mercato , Lancia , immatricolazioni , auto americane , auto italiane


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