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Tecnica

pubblicato il 16 marzo 2015

I fari diventeranno davvero gli “occhi delle auto”

Lo sguardo di chi guida farà muovere le luci anteriori: la tecnologia è pronta

I fari diventeranno davvero gli “occhi delle auto”
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Il 2015 è “l’anno internazionale della luce e delle tecnologie luminose” dell’Unesco (www.light2015.org). E come ha confermato il Salone di Ginevra, per il mondo dell’auto questo potrebbe accelerare lo sviluppo delle tecnologie applicate ai gruppi ottici, che in pochi anni ha visto il passaggio di testimone tra i fari allo xeno e i LED, che hanno subito fatto venire l’acquolina in bocca per gli OLED, lasciando contemporaneamente spazio ai primi modelli con proiettori Laser (spesso realizzati grazie al know-how italiano). Ma il futuro sembra guardare oltre. Letteralmente. Saranno infatti direttamente gli occhi del guidatore a orientare il fascio luminoso dei fari adattivi di prossima generazione. La luce quindi andrà dove si volge lo sguardo, grazie a sensori in grado di seguire i movimenti dell’occhio e determinare non solo la direzione, ma anche l’intensità dell’illuminazione. Un po’ come le auto di cartoni animati come Cars o Chi ha incastrato Roger Rabbit! E’ quanto promette la tecnologia “Eye tracking” portata avanti dai ricercatori della Opel assieme al Politecnico di Darmstadt.

A me gli occhi

Pur essendo ancora nella fase di R&D (ricerca e sviluppo, il progetto è già focalizzato sulla compatibilità industriale, sulla possibilità concreta di un’introduzione sulle auto di serie. Infatti, il sistema studiato dal reparto ITDC (International Technical Development Center) della Casa tedesca ha una concezione più semplice di altre applicazioni, che utilizzano molte telecamere (anche fino a 10). Tutto è partito cioè da una normale webcam, puntata sul viso del conducente, che prende come riferimento gli occhi e il naso e li scansiona per rilevarne i movimenti. Da queste acquisizioni il software decide i segnali da inviare agli attuatori dentro ogni gruppo ottico. Per superare il ritardo legato alla frequenza di registrazione della webcam e quello relativo al calcolo dei dati (entrambi incompatibili con le condizioni di traffico di una strada reale) si è lavorato sull’algoritmo di eye-tracking e sulla telecamera, a cui sono stati aggiunti sensori ad infrarossi lateralmente e fotodiodi al centro. La scansione degli occhi è diventata così più rapida - 50 volte al secondo - ed è stato possibile anche il funzionamento al tramonto e di notte.

Sguardo ipnotico

Probabilmente avrete già pensato a scene comiche in cui i “fanali” - ad ogni movimento involontario degli occhi - viaggiano impazziti da una parte all’altra, come i fari di un porto! Il problema in effetti esiste ed è stato risolto con un algoritmo di ritardo, in grado di assicurare un movimento fluido e ordinato del cono di luce. Una caratteristica intrinseca dell’eyetracker, invece, è quella di riconoscere volti e occhi di guidatori differenti, anche con stature molto diverse, senza bisogno di procedure di taratura. Infine, se il conducente si distrae un attimo distogliendo lo sguardo dalla strada, il sistema è in pensato per continuare ad illuminare la direzione di marcia con un livello minimo di luce. Ecco un’anticipazione di quello che “vedremo dopodomani”, al posto dei sistemi a matrice di LED che Opel sta introducendo per sostituire l’attuale tecnologia AFL bi-xeno.

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Tag: Tecnica , Opel , auto europee


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