dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 6 maggio 2007

Il Trofeo Lorenzo Bandini

Un Pilota, un ricordo

Il Trofeo Lorenzo Bandini
Galleria fotografica - Lorenzo BandiniGalleria fotografica - Lorenzo Bandini
  • Lorenzo Bandini - anteprima 1
  • Lorenzo Bandini - anteprima 2
  • Lorenzo Bandini - anteprima 3

Oggi, 6 maggio, viene consegnato a Felipe Massa, pilota Ferrari, il Trofeo Lorenzo Bandini; ulteriori premi e riconoscimenti vengono consegnati - fra gli altri e per restare nel solo ambito del Cavallino - a Piero Ferrari, Luca Colajanni, Alberto Borgini e Stefano Domenicali.

L'attribuzione di questo premio fornisce l'occasione per tratteggiare la figura di Lorenzo Bandini, un pilota che ci ha lasciato 40 anni or sono dopo aver colto molti successi ma senza aver ottenuto quella consacrazione che le sue doti avrebbero probabilmente potuto consentire.

7 maggio 1967, 82° giro del 25° Gran Premio di Monaco, La Ferrari 312 di Bandini imbocca la chicane del porto a velocità, stando alle testimonianze, molto più sostenuta che non nei giri precedenti; inevitabile e drammatica per le sue conseguenze, la perdita di controllo; l'auto di Bandini sbanda, prende una balla di paglia (alcuni dicono una bitta d'ormeggio) decolla, cade su un fianco e si rovescia avvolta dalle fiamme. I soccorritori cercano Bandini all'esterno della vettura, convinti che ne fosse stato sbalzato fuori mentre, purtroppo l'uomo era rimasto incastrato per più di tre minuti tra le lamiere dell'auto trasformatasi in un rogo; estratto in condizioni disperate, viene trasportato via mare all'Ospedale di Montecarlo dove morirà 70 ore più tardi.
Quella curva veniva solitamente affrontata in terza marcia; il cambio del relitto dell'auto di Bandini fu trovato in quinta...

Tragica fine per l'ex ragazzo nato meno di 32 anni prima a Barce in Libia e trasferitosi all'età di tre anni con la famiglia in Italia; dopo un periodo a Faenza e la morte del padre nel corso della seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferisce a Reggio Emilia dove Lorenzo si avvicina al mondo dei motori iniziando a lavorare in un'officina per la riparazioni di motociclette.
Nel 1950 è a Milano, città che gli offre la possibilità di lavorare presso il Garage Rex, di proprietà di Goliardo Freddi, padre di quella Margherita che anni dopo sarebbe divenuta sua moglie. L'incontro si rivela decisivo prima ancora che sentimentalmente dal punto di vista sportivo, Freddi infatti - notata la passione - gli presta la propria auto, una Fiat 1100 TV, per una gara in salita, la Castell'Arquato-Vernasca, edizione 1956, ove giungerà quindicesimo; rotto il ghiaccio, otterrà in altrettante successive gare in salita, un ventitreesimo, un secondo, un primo, un terzo ed un quarto posto.
Nel 1958 si disputa la Mille Miglia in versione ridotta nella quale Baghetti conquista il primo posto nella categoria GT 2000 cc e, poco dopo, il terzo alla Coppa d'oro, in Sicilia, con una Volpini junior. Nel '59 Bandini si dimostra un vero e proprio stakanovista dei circuiti con almeno 9 partecipazioni ad altrettante gare con ottimi piazzamenti ed un primo di categoria. Stessi ritmi nel 1960, che lo vede pilota ufficiale Stanguellini, e nel 1961, anno nel quale Ferrari mette a disposizione di un giovane prescelto dalla FISA una sua monoposto di Formula 1: i nomi in lizza sono quelli di Bandini e Baghetti. Verrà scelto quest'ultimo.
La cocente delusione di Bandini viene mitigata dalla chiamata della Scuderia Centro-Sud che gli offre una Cooper-Macerati 1.5, con la quale a Pau Lorenzo arriva terzo assoluto dopo Clark e Bonnier, entrambi su Lotus Climax; si ritira al GP del Belgio, dove Mimmo Dei, patron della Scuderia, lo aveva iscritto su Ferrari 3 litri TR ma si rifà poco dopo, sempre con la stessa macchina, alla 4 Ore di Pescara che vince in coppia con Giorgio Scarlatti, altro fortissimo stradista dell'epoca.
Questa vittoria gli spalancherà le porte della Ferrari che a fine stagione gli offrirà un posto da pilota ufficiale per l'anno successivo; e qui va registrato un episodio che oggi possiamo tranquillamente definire "d'altri tempi": Bandini era contrattualmente legato, sempre per quell'anno, alla Scuderia Centro Sud ma Mimmo Dei lo lasciò immediatamente libero per consentirgli il prestigioso passaggio.
I risultati non mancano: quinto a Pau, primo al GP del Mediterraneo ed a quello di Enna; terzo al GP di Monaco ed ottavo al GP di Monza.
Bandini spera di ottenere nel '63 il posto di prima guida in Ferrari mentre l'Ingegnere gli preferisce Mairesse pur mantenendolo in squadra per le vetture sport con le quali vince, assieme a Scarfiotti, la 24 Ore di Le Mans; alterna le Sport con la F1 correndo con la Cooper Maserati e con la BRM. Corre ovunque e con qualunque cosa: GP di Reims (10°), Trofeo d'Auvergne (1°), GP di Silverstone (5°), GP di Solitude in Germania (4°), ed ancora altre corse da una parte all'altra dell'Oceano; a fine anno sarà Campione Italiano Assoluto.
Il 1964 lo vede confermato in Ferrari assieme al fuoriclasse Surtees alla cui vittoria nel Mondiale contribuisce in maniera determinante; nel corso della stagione fa suo il GP d'Austria e questa rimarrà, purtroppo, la sua sola affermazione in una gara titolata del Campionato di F1, ma a fine stagione è nuovamente Campione Italiano Assoluto.

Una volta entrato stabilmente nel giro buono, Bandini diventa universalmente conosciuto. Nonostante ciò il 1965 si dimostrerà una stagione avara di soddisfazioni, a parte una splendida vittoria alla Targa Florio in coppia con Vaccarella, il Preside volante. Ferrari stesso, nella tradizionale conferenza stampa di fine stagione pur confermandolo per la stagione successiva, lo definirà "un pilota in prova" in altre parole uno che ancora deve dimostrare di valere veramente; è un boccone amaro che però Bandini inghiotte e digerisce mettendo in campo una capacità di reazione che gli fanno conquistare immediatamente un 3° posto al GP del Belgio ed un secondo a Montecarlo; il resto della stagione non è dello stesso livello e per Bandini arriverà un ulteriore titolo di Campione Italiano Assoluto; ormai una piacevole consuetudine che comunque non lo soddisfa appieno.

E siamo al 1967, quello che dovrebbe essere per Lorenzo l'anno del riscatto e della consacrazione; in effetti sembra che tutto debba andare per il meglio, iniziando con due vittorie spettacolari - entrambe condivise con Amon sulla 330 P4 - alla 24 Ore di Daytona (quella con il famoso arrivo in parata di 3 Ferrari ai primi 3 posti che scatenerà le ire di Henry Ford, ma questa è un'altra storia...) ed alla 1.000 Km di Monza. In Formula 1 è in squadra con un altro grande Italiano, Lodovico Scarfiotti, vittorioso a Monza su Ferrari nel '66, che Bandini temeva in modo particolare perché italiano prima di tutto, il che lo poneva sotto la luce dei riflettori ed in concorrenza diretta davanti ad un popolo appassionato e passionale, e dall'altra, per usare le stesse parole di Ferrari, perché "vedeva in Scarfiotti tutto quello che lui, Lorenzo, non era riuscito ad essere"; pesava la differenza di estrazione sociale e di facilità di vita, pesava di conseguenza il diverso modo di affrontare l'esistenza e le corse stesse, quasi una cosa normale per Scarfiotti, ma una conquista secondo dopo secondo per Bandini; purtroppo la sorte riserverà ad entrambi lo stesso crudo trattamento azzerando (chi non ricorda la famosa "A livella" di Totò) tutte le differenze con la morte in gara sia pure in momenti e con vetture diverse.

Arriviamo così al punto di partenza: 7 maggio 1967, 25° Gran Premio di Monaco. Louis Chiron agita la bandiera scacchi, Bandini prende immediatamente la testa sulla sua Ferrari n° 18, seguito da Dennis Hulme al quale "regala", in un solo giro, 1,5" di distacco; Brabham, leggermente indietro, rompe il motore e inonda la pista dell'olio sul quale Bandini, ignaro, transita il giro successivo; inevitabile la sbandata e la perdita della posizione; lo sfilano Hulme e Stewart e Bandini si trova invischiato nel Gotha del momento (Surtees, Gurney, McLaren e Clark); Lorenzo recupera come un forsennato e al 61° giro transita sotto il traguardo a soli 7,6 secondi da Hulme - Stewart si era nel frattempo ritirato - ma con due doppiati da superare.
Rodriguez lo agevola immediatamente, cosa che non fa Graham Hill, forse ricordando un precedente, analogo episodio a posizioni invertite; quando Bandini riesce a passare, il distacco dal battistrada è salito a quasi 12" per arrivare, all'80° giro, a 20" circa.
Mille sono le congetture sulle cause di quel calo di rendimento le cui ragioni Bandini ha gelosamente portato con se; a triste prova dell'inspiegabilità, rimarrà la quinta marcia, trovata innestata al posto della terza.


Il sito ufficiale del Trofeo Lorenzo Bandini: www.trofeobandini.it

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , piloti


Top