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Interviste

pubblicato il 5 marzo 2015

Salone di Ginevra: Apple Car, la mela su ruote non fa paura

Così la pensano Sergio Marchionne e i numeri uno di Bosch ed Audi

Salone di Ginevra: Apple Car, la mela su ruote non fa paura
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Steve Jobs non c'è più da un pezzo, ma Apple continua a esercitare un fascino unico e inimitabile a ogni latitudine. Basta che Tim Cook, attuale amministratore delegato dell'azienda, apra bocca, che i titoli delle borse mondiali cominciano a muoversi come i sismografi nel pieno di un sciame sismico, mentre i titoli dei giornali diventano monotematici. Tra le ultime “sparate”, anche se poi tanto sparata non è, secondo alcuni, riguarda il desiderio dell'azienda di Cupertino di cominciare a fabbricare automobili. Un sogno per molti. Un incubo per qualcuno. Qualcosa di irrealizzabile, almeno in un certo modo, secondo gli insider del mondo dell'auto. A sognare un'auto della Apple sono ovviamente i potenziali clienti, che non vedono di immergersi in qualcosa della mela morsicata, dopo essersi riempiti le tasche, le mani e le orecchie con i suoi prodotti; a viverla male sono soprattutto i concorrenti nel campo dell'elettronica, che già fanno a dir poco fatica a star dietro al successo dell'iPhone, figurarsi se la Apple si inventa di buttarsi in un nuovo business. E poi ci sono i big boss dell'industria automotive che, ben consci degli investimenti, del know-how e del tempo che ci vuole per mettere su strada un'automobile, sembrano non temere più di tanto la sfida di Tim Cook, pur nel rispetto di un'azienda come la sua, capace più volte negli ultimi anni di cambiare i gusti dei consumatori. Non solo: anche se si parla di guida autonoma – il vero cavallo di battaglia della Apple Car -, le grandi industrie dell'auto non sembrano temere che Apple possa superarli o fare meglio di loro. Non solo: c'è chi addirittura, come Bosch, vede nell'auto della mela una grossa opportunità. Ecco in che termini. Ne abbiamo parlato con Gabriele Allievi, amministratore delegato di Bosch Italia; Ulrich Hackenberg, membro del Board di Audi AG per lo Sviluppo Tecnico, e Sergio Marchionne, numero uno di FCA.

Bosch e la guida autonoma

OmniAuto.it: Bosch teme la Apple Car a guida autonoma?
Gabriele Allievi: “Per noi la Apple Car rappresenta una grossa opportunità: avremmo un potenziale cliente in più. Non solo, infatti, a Cupertino avrebbero bisogno banalmente di spazzole tergicristallo, freni, ecc., ma è molto difficile che potrebbero farsi in casa tutto ciò che serve per realizzare un sistema di guida autonoma. Sto parlando dei sensori, dei laser, degli accelerometri e delle telecamere, ma anche delle centraline che sono imprescindibili per far funzionare sistemi così complessi: si tratta di componenti molto sofisticati, che richiedono investimenti di lungo periodo e una grossa esperienza in materia. Se anche Apple fosse in grado di realizzarseli da sola, al di là del fatto che non sarebbe certo pronta domani, soprattutto non avrebbe interesse e convenienza economica nel farlo, senza contare che già ora alcuni sensori presenti negli smartphone e nei tablet (quelli per esempio che ne leggono la posizone e permettono di ruotare lo schermo) sono di nostra produzione”.

OmniAuto.it: A proposito di guida autonoma, a che punto è Bosch?
Gabriele Allievi: “Per quello che ci riguarda, siamo molto avanti, ci crediamo fortemente e siamo certi che possa rappresentare un passo avanti immenso in direzione della sicurezza: il 90% degli incidenti è causato da errore umano, se togliamo questa variabile è facile intuire quale sia il vantaggio per tutti. Detto questo, che sia Apple o Bosch o chiunque altro a realizzare l'autonomous driving, ci saranno inevitabilmente varie tappe: per arrivare al punto in cui il guidatore sia sollevato da ogni responsabilità, infatti, ci vuole uno sviluppo infrastrutturale importante (le strade devono “dialogare con i veicoli), un buon numero di auto dotate di questi sistemi (in modo che ognuna possa sapere dove sono le altre) e un riconoscimento normativo che permetta di omologarle.

Capitolo Audi

OmniAuto.it: Audi teme la Apple Car a guida autonoma?
Ulrich Hackenberg: “La Apple Car non va di certo trascurata, ma occorre fare una distinzione. Ecco il suo pensiero: “Noi costruiamo automobili per offrire mezzi di trasporto sicuri, prestazionali, piacevoli da guidare e da possedere. In quest'ottica, la guida autonoma, per noi, deve essere intesa come un contributo alla sicurezza e al piacere di guida: si toglie l'errore umano da una parte e si evitano al guidatore le situazioni noiose come il parcheggio o le code in autostrada. Ci sono invece aziende che sono “golose” del tempo che l'automobilista trascorre in auto, soprattutto quando è fermo in coda, da rivendere poi alle aziende che vogliono fare pubblicità mirata”. Hackenberg non dice esplicitamente che Apple mira a trasformare il tempo in auto in uno spazio pubblicitario, ma è difficile dare una lettura diversa alle sue dichiarazioni.

OmniAuto.it: Questa potenziale concorrenza con Apple come si inserisce negli accordi fra di voi per l'integrazione dei devices Apple nel vostro sistema di infotainment?
Ulrich Hackenberg: “Non li cambia di una virgola. Se il cliente Audi che possiede uno smartphone della Apple vuole connetterlo alla propria auto, deve poterlo fare nella maniera più semplice possibile. Ecco perché continueremo ad aprire le nostre tecnologie all'azienda di Cupertino. Mettere loro a disposizione una connessione con la nostra tecnologia, non significa però cedere il controllo su di essa. Tutt'altro.

Marchionne, considerazioni di natura finanziaria

Alla domanda "FCA teme la Apple Car a guida autonoma" l'ad di FCA ha risposto: "Non c'è iniziativa di Apple che possa essere trascurata. È un'azienda con un potenziale di marketing, di posizionamento di prodotto e dalle capacità comunicative uniche al mondo. Oltre a questo, possiede una capitalizzazione di borsa e di una cassa che qualsiasi altro costruttore di auto si sogna. Detto questo, l'industria dell'auto – FCA compresa, ovviamente – dispone delle risorse per rispondere a un “attacco”. Anzi, l'ingresso di un nuovo concorrente potrebbe spingerci al miglioramento".

Autore: Adriano Tosi

Tag: Interviste , Audi , ginevra , guida autonoma


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