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Retrospettive

pubblicato il 1 marzo 2015

Opel Omega Lotus, la furia degli anni '90

Fuori, una berlina minacciosa. Nell'anima, lo spauracchio delle supercar più blasonate

Opel Omega Lotus, la furia degli anni '90
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Opel e Lotus, Lancia e Ferrari, Mercedes e Porsche. No, non è un gioco delle coppie motoristico. È il “famolo strano” in salsa automobilistica che contagiò un po' tutti a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. Scambi di tecnologie, matrimoni oggi impensabili che avevano un unico scopo: rispondere alla BMW M5, la prima berlinona cattiva dei tempi moderni, dopo le potenti - ma assai meno sportive - Maserati Quattroporte del 1963 e Aston Martin Lagonda di una decina di anni dopo. Un controsenso su quattroruote, per molti versi, ma proprio per questo esaltante: chissà quanti insospettabili e minimamente facoltosi padri di famiglia si sono tolti la soddisfazione di stare in scia, se non addirittura vedere rimpicciolirsi negli specchietti, alcune sportive di razza. Già, perché per competere con la bavarese, a Torino, sponda Fiat, decisero che l'abbinamento perfetto fosse quello fra la Lancia Thema e un V8 Ferrari, mentre in Mercedes, per dare un po' di tono alla fin troppo ingessata Classe E, chiamarono in causa i vicini di casa di Zuffenhausen. In Opel, infine, affidarono la Omega ai tecnici di Hethel, che come loro facevano parte di General Motor; proprio di quest'ultimo “esperimento” vogliamo offrirvi qualche dettaglio in più.

77 CV in più della Porsche 911 Turbo

In Lotus non si fanno pregare: sembra quasi che gli ingegneri non vedano l'ora di poter mettere le mani su un nuovo giocattolo, su qualcosa di diverso rispetto a quanto sono abituati e magari, già che ci sono, far sembrare un'educanda la Thema Ferrari con i suoi 215 CV. Base di partenza è il 3 litri 6 cilindri in linea a benzina già nella gamma Omega, cui vengono ritoccati i manovellismi per allungare la corsa dei pistoni: risultato, la cilindrata cresce fino a 3,6 litri. Pensate che sia sufficiente? Non conoscete gli inglesi, che aggiungono non una ma due turbine Garrett. Quella che era una tranquilla berlina a tre volumi diventa un minacciosissimo oggetto scuro (almeno così ce la ricordiamo tutti) che dichiara una potenza di 377 CV e una coppia di 570 Nm. Ciao ciao Thema Ferrari. E ciao ciao Porsche 911 Turbo, con i tuoi “miserrimi” 300 CV. Ok, oggi siamo abituati a ben altri numeri, ma non si deve dimenticare che questi sono gli (ultimi) anni di guida analogica, quelli in cui la differenza fra un bel traverso e un inglorioso testacoda, quando andava bene, la faceva solo il pilota, non l'ESP di ennesima generazione che ormai fa i controsterzi al posto nostro.

Una furia imbrigliata come si deve

Più che esperti motoristi, in Lotus sono noti per essere dei sopraffini telaisti. Problema numero uno, su una 3 volumi a motore anteriore, è quello del bilanciamento; in altri termini, trovare il modo per evitare che i 377 CV di cui sopra si traducano in un burnout per le gomme posteriori ogni volta che si preme l'acceleratore. Beh, premesso che se il desiderio è quello di bruciare gli pneumatici basta solo volerlo, confezionano una serie di modifiche molto efficaci. Innanzitutto, il cambio è lo stesso della Corvette ZR1, mentre il differenziale autobloccante viene dall'australiana Holden. Appendici aerodinamiche di ogni genere e forma circondano la carrozzeria in alto (leggendario l'alettone di coda) e in basso, con funzione di raffreddamento e schiacciamento dell'auto al suolo: le enormi prese d’aria anteriori, per esempio, servono a dare ossigeno all’intercooler, mentre le due laterali ai radiatori dell’olio. Anche i parafanghi allargati, per quanto sembrino fatti apposta per apparire, sono studiati per contenere le carreggiate allargate e i cerchi Ronal da 17” in alluminio che, dietro, calzano dei 265/40. Rivisto da cima a fondo l'assetto, mentre i 283 km/h di velocità massima trovano contraltare adeguato nei freni AP Racing con dischi anteriori da 330 mm di diametro.

Costava come una supercar, ma che soddisfazioni...

Nel 1990, quando viene lanciata, la Omega Lotus costa la bellezza di 116 milioni di lire. Tanti, per quella che all'apparenza rimane una berlina di un marchio peraltro non premium, eppure giustificati dalla quantità e dalla portata degli interventi, ma anche dai numeri. La velocità massima, per esempio, oggi giustamente quasi caduta nel dimenticatoio, è impressionante: 283 km/h. La già citata Porsche 911 Turbo si ferma a “soli” 260 km/h, la Lamborghini Countach arriva a 295, mentre la Ferrari Testarossa si ferma a 290... Capite bene che basta una scia presa come si deve per vedere una “volgarissima” Omega incollata alla coda della coupé del Cavallino Rampante... La vettura viene prodotta fino al 1994 in poco più di 1.000 esemplari.

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Tag: Retrospettive , Opel , auto europee , auto storiche


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