dalla Home

Attualità

pubblicato il 24 aprile 2007

Le "Cinesi" di Pininfarina

Le "Cinesi" di Pininfarina
Galleria fotografica - Le "cinesi" di PininfarinaGalleria fotografica - Le "cinesi" di Pininfarina
  • AviChina Luzun - anteprima 1
  • AviChina HF10 - anteprima 2
  • Brilliance Junjie   - anteprima 3
  • Changfeng Liebao - anteprima 4
  • Chery A3  - anteprima 5
  • Chery A3 Sport - anteprima 6

Mentre la Carrozzeria Bertone è in difficoltà economiche tali da rischiare il fallimento, un altro storico designer italiano sta facendo affari d'oro dall'altra parte del mondo grazie ad una serie di accordi firmati pochi anni fa, i cui primi frutti sono esposti in questi giorni allo Shanghai Auto Show 2007. E' Pininfarina, a cui si sono rivolti quattro fra i maggiori costruttori cinesi per la progettazione o il restyling dei propri modelli di punta. Un'attività che impegna per il 30%, secondo le parole di Andrea Pininfarina, le risorse stilistiche ed ingegneristiche del gruppo piemontese in un mercato considerato cruciale per il futuro dell'industria automobilistica.

AviChina Auto Corporation si è affidata a Pininfarina per il design degli esterni dei minivan Luzun e HF10, ma la collaborazione fra il gruppo italiano e quello cinese risale già al 1996. Dalla matita italiana sono infatti state creati già altri cinque modelli con questo marchio.

Anche Brilliance ha scelto un design Made in Italy per la sua Junjie, una berlina che deriva dall'ammiraglia Zhongua, ristilizzata appunto da Pininfarina nel 2003 e modello di esordio di Brilliance al salone di Ginevra 2007, nella prima presenza della marca cinese ad una manifestazione europea.

Il primo contratto di collaborazione con Changfeng risale invece al dicembre 2004 e a Shanghai è esposto in questi giorni il primo risultato di questo accordo progettato a Grugliasco nell'estetica e negli interni fra il 2005 e il 2006: il SUV Liebao.

Infine Pininfarina è presente nella più importante manifestazione motoristica cinese con due modelli della Chery. Sono la A3 e la A3 Sport, varianti rispettivamente berlina e hatchback per il quale Pininfarina non solo ha disegnato abitacolo ed esterni, ma ha sviluppato anche pianale e sospensioni.

"Il mercato automobilistico cinese sta adottando, via via, molti tratti stilistici tipici dell'industria automobilistica mondiale, anche in vista di una penetrazione della gamma di prodotti cinesi nell'esigente mercato occidentale", sottolinea Andrea Pininfarina. "L'auto deve quindi avere proporzioni adeguate e armoniose, linee stilistiche fluenti visibili da diverse angolazioni della vettura, interni curati e materiali di buona qualità. Nonostante i loro modelli si perfezionino notevolmente con il passare del tempo, penso che ci vorranno ancora almeno 5 anni prima che i costruttori cinesi possano entrare nel nostro mercato. Prima dovranno necessariamente adeguare i loro prodotti alle severe regole qualitative e di sicurezza occidentali. Inoltre, come ha dimostrato il caso dei costruttori giapponesi, ci vuole tempo per costruire brand "forti" per un mercato evoluto come quello europeo".

La Cina è davvero vicina e Pininfarina ha dimostrato una grande lungimiranza aziendale nel declinare questa conseguenza della globalizzazione in una nuova ed importantissima opportunità di business.

Autore:

Tag: Attualità , auto cinesi , shanghai , car design , cina


Top