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Attualità

pubblicato il 23 aprile 2007

Si scrive MULTA, ma si pronuncia TRUFFA

Si scrive MULTA, ma si pronuncia TRUFFA

Non è di molto tempo fa la pubblicazione dell'articolo "Senza la multa salta il bilancio" nel quale avevamo sottolineato come la voce multe fosse diventata parte integrante delle entrate, regolarmente messa nei budget comunali con tanto di previsioni programmate al rialzo come ogni qualsiasi voce attiva di qualsiasi azienda che debba produrre utili (o diminuire deficit).
Avevamo altresì sottolineato come da tempo si fosse progressivamente passati da un'attività mirata alla prevenzione ad una attività tesa al maggior introito e relativa riscossione; la grottesca e sconcertante conferma ci viene dall'episodio che ci accingiamo a raccontarvi che vede l'ex- Capo dell'Ufficio Contravvenzioni del Comune di Roma messo sotto accusa per una vera e propria beffa ai danni degli automobilisti con serie possibilità che l'iniziativa sfoci in un processo - cosa che ci auguriamo nel caso le indagini confermino i fatti addebitati - che darebbe un'ulteriore scossone alla fiducia che lega sempre meno i cittadini alle istituzioni.

Siamo a Roma a fine 2001; tutta la zona blu viene "blindata" con una serie di varchi superabili solo da soggetti autorizzati e, per non distogliere il personale di servizio sulle strade da altri compiti, viene deciso di far sorvegliare i varchi da un sistema di telecamere, il cosiddetto Sistema Iride il cui funzionamento è semplicissimo: la video camera rileva l'infrazione (o supposta tale) al varco, invia l'immagine in Centrale Operativa dove poi spetta al personale in servizio (che deve per Legge essere un pubblico ufficiale) accertare l'effettiva esistenza dell'infrazione (controllo e corrispondenza della targa, giorno ed orario ecc.) e comminare la sanzione la cui notifica al contravventore deve avvenire entro 150 giorni a partire dalla data dell'accertamento.

All'installazione segue, nel periodo a cavallo fra la fine del 2001 e l'inizio del 2002, un periodo di sperimentazione durante il quale il sistema Iride produce la bellezza di circa 103 mila contravvenzioni che moltiplicate per 70 euro ciascuna producono la non trascurabile cifra di oltre 7 milioni di euro.

Proprio perché in fase sperimentale, i 150 giorni stabiliti per la notifica saltano e le multe, anziché essere cestinate in quanto prescritte, vengono ugualmente inviate; il fatto è di per sé grave, ma il grottesco al quale avevamo accennato risiede nel "Perché" nel "Come" e nel "Quando".

Il Perché: non si può rinunciare a quei 7 milioni di euro a cuor leggero.

Il Come: sembrerebbe che sull'impossibilità di inviare le multe delle quali stiamo parlando, siano state indette alcune riunioni alla fine delle quali i vigili urbani sarebbero stati invitati a NON indicare nei verbali da inviare la vera data di accertamento dell'infrazione e al gestore del sistema Iride, Unisys, sarebbe stato ordinato di inserire una data identica per tutte le notifiche, individuata nel primo gennaio 2002.
Poiché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l'imprudente scelta di tale data (che ricorda tanto Totò falsario che stampava banconote da 6 mila lire per guadagnare qualcosina di più...) si rivela fatale in quanto fra i soggetti multati vi era anche un'azienda, che evidentemente a Capodanno osserva il giorno di riposo. Questa, ricevuta la multa ha presentato ricorso, impugnando la contravvenzione presso il giudice di pace con conseguente inoltro del dossier da parte di quest'ultimo alla Procura della Repubblica.

Il Grottesco: dalle indagini successive è emerso A) che il primo gennaio molti dei vigili che avrebbero, stando alle notifiche inviate, essere al lavoro erano viceversa in ferie (di qui l'ipotesi di reato di falso) B) che la Dirigente sotto inchiesta ha chiesto senza successo ai Vigili Urbani dell'Ufficio notifiche di effettuare le notifiche irregolari, C) che a questo punto, visto che tanto pagava il Comune, cioè i contribuenti, è stato deciso di inviare le 103 mila notifiche PER POSTA!
La Dirigente, con un particolare sense of Humor, ha candidamente dichiarato che non riteneva di agire al di fuori della Legge e che comunque si era procurata diversi pareri Legali...

La macchia rischia però di allargarsi in quanto al vaglio della Procura ci sarebbero anche alcune delibere del Comune di Roma, successive a questo episodio e sempre relative ai dati da comunicare al "notificato" che sembrerebbero essere in contrasto con quanto stabilito in materia dalla Legge.

Attendiamo di conoscere gli sviluppi della faccenda per tenervi informati.

Autore: Giovanni Notaro

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