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Curiosità

pubblicato il 11 febbraio 2015

Ford RS, un tuffo nella storia Rallye Sport

Siamo stati nell'ex stabilimento in cui venivano prodotti i propulsori "spinti" delle Ford sportive. E le RS c'erano tutte!

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Entrare in un capannone pieno zeppo di Ford RS di tutte le epoche è un esperienza mistica per un appassionato di auto. A maggior ragione se il capannone in questione è all’interno dell’ex stabilimento Ford in cui venivano prodotti gran parte dei propulsori “spinti” della casa dell’Ovale Blu. Tutto ciò è accaduto in occasione della presentazione della nuova Focus RS, perchè Ford è riuscita a radunare proprio a Colonia, in Germania, un esemplare di ogni modello RS prodotto. E... io c'ero!

Ford RS200, la regina senza trono

Ho passeggiato fra i colori e gli odori delle varie Ford Escort RS o Sierra RS Cosworth, fino a scovare la regina dei modelli col badge RS: la RS200. Questa automobile è stata voluta da Ford per sfidare i mostri sacri delle auto da rally Gruppo B, come la Lancia Delta S4 o l’Audi Quattro. Ne sono state prodotte solo 200 (da qui il nome RS200) per questioni di omologazione e lo sviluppo è stato affidato al reparto Motorsport di Ford. La RS200 in sintesi è questo: motore Cosworth 4 cilindri turbo, 250 cv per la versione stradale e fino a 850 cv per gli esemplari che hanno corso, su un peso di poco superiore alla tonnellata e prestazioni da fare arricciare i capelli (si parla di 2 secondi netti per lo 0-100 km/h). Purtroppo questa RS non è mai stata così vincente come auspicato: nel Mondiale Rally il risultato migliore fu il terzo posto conquistato da Kalle Grundel, in Svezia, nel 1986 (Gruppo B); l’unico risultato memorabile è stato il quarto posto di Stig Blomqvist al Pikes Peak del 1988. Mi confronto con gli appassionati del marchio e capisco che tutto quello che c’è qui è oro che luccica per loro. A chiudere gli occhi, in effetti, non faccio fatica ad immaginarmi ai bordi delle strade mentre Miki Biasion o Carlos Sainz intraversano la loro Escort Cosworth, impegnati in una speciale del Mondiale Rally. Dal 1967, infatti, RS vuol dire proprio “Rally Sport” per Ford e solo poche elette vetture possono fregiarsi di questo logo. In tempi neanche troppo lontani, RS è stato affiancato anche da un altro marchio, un gota del mondo delle corse: Cosworth, lo specialista inglese di motori ad alte prestazioni.

Sierra RS Cosworth, la “pinnona”

Le macchine che hanno legato indissolubilmente nella mente degli appassionati i due marchi, me le ritrovo affiancate, in questo giro fra i gioielli sportivi Ford: sto parlando della già citata Escort e della Sierra. La prima serie della Sierra RS Cosworth è stata prodotta solo nel 1986 e dagli addetti ai lavori viene chiamata “pinnone”, perchè il portellone posteriore è occupato da uno spoiler che sembra più l’ala di un aereo da quanto è grande; non c’erano molti altri modi per garantirle stabilità alle alte velocità, visto che i 204 cavalli del motore Cosworth la spingevano a velocità che per una Sierra normale erano neanche impensabili. La trazione posteriore, l’immancabile turbo, i sedili Recaro ultra contenitivi, l’assetto ribassato e i cerchi in lega da 15” fanno ancora aumentare i battiti del cuore di chi parla di questa auto.

Escort RS Cosworth, l’anti Delta HF

Per ritrovare una lista così succulenta di “gadget” bisogna aspettare fino al 1992, anno in cui viene presentata la Escort RS Cosworth, auto che nei rally ha dato del filo da torcere alla Lancia Delta HF. In totale ne sono state prodotte 7.145, un numero esiguo che oggi rende quest’auto molto ricercata da parte dei collezionisti (la quotazione di esemplari in buone condizioni si aggira attorno ai 25.000 euro). Ce l’ho davanti agli occhi e mi ricordo perfettamente quando mi perdevo a fissare quelle due griglie sul cofano, quei fianchi così vistosamente “sparafangati” e quell’alettone così vistoso nei poster appesi in camera. La meccanica non differiva molto dall’auto che l’ha preceduta (la seconda serie della Sierra RS Cosworth), perché il motore è rimasto pressoché lo stesso, ma con qualche cavallo in più (227 cv) e la trasmissione 4X4 che la rendeva inarrestabile su qualsiasi fondo. All’improvviso, però, una voce richiama l’attenzione dei presenti e ci avvisa che è giunto il momento di partire: la ricreazione è finita e ci tocca abbandonare il paese dei balocchi.

Autore: Federico Lanfranchi

Tag: Curiosità , Ford , auto storiche


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