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pubblicato il 5 febbraio 2015

Dossier Viaggiare d’inverno, speciale pneumatici invernali

Pneumatici invernali, come riconoscere quelli "veri"

Le gomme termiche in commercio sono di due tipi ed offrono prestazioni diverse. Occhio a questi dettagli

Pneumatici invernali, come riconoscere quelli "veri"
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La neve è arrivata tardi, ma abbondante. In queste ore c'è l'allerta meteo in molte zone d'Italia e chi è in ritardo con la scelta o il montaggio delle gomme invernali fa bene a prestare attenzione a questo articolo. Non tutte le “scarpe” da neve sono uguali e noi automobilisti dobbiamo saperlo. A rimarcare le differenze tra gli pneumatici termici in commercio è stata Assogomma, l'associazione che riunisce i principali produttori del settore, che ha promosso un incontro a La Thuille, in Valle d'Aosta, per chiarire il significato dei simboli riportati sulla spalla degli peumatici e le divergenze che ne comportano in termini di aderenza durante la stagione fredda e nella guida sui fondi scivolosi. C'eravamo anche noi ed ecco che cos'è importante sottolineare.

Gli invernali per legge

Per il Codice della Strada sono considerati pneumatici invernali, quindi abilitati all'uso sulle strade dove vige l'obbligo dal 15 novembre al 15 aprile, tutti quelli che riportano sul fianco la sigla M+S (o le sue varianti MS, M&S, M-S) iniziali di Mud e Snow, ossia fango e neve in inglese. Una sigla che i costruttori possono apporre sul fianco della gomma senza obblighi di legge. In altri termini si tratta di un'autodichiarazione del produttore durante la fase di omologazione della gomma che segnala ai consumatori che quegli pneumatici hanno caratteristiche di aderenza superiori rispetto alle gomme estive durante la stagione fredda. Di fatto, quindi, l'unico parametro di maggiore prestazioni è affidato alla buona fede dei costruttori, mentre non vige nessun obbligo di superare test specifici che ne comprovino la superiore performance.

Le gomme invernali dei "tre picchi"

In alcuni pneumatici invernali accanto alla sigla M+S appare il logo alpino costituito dal simbolo del fiocco di neve (detto anche “snowflake”) e dal disegno di una montagna stilizzata con tre cime, per questo denominati anche “three peaks” (tre picchi in inglese) o definiti con l'acronimo 3PMSF di “3 peak mountain snowflake”. Un pittogramma che per essere riportato sul fianco della gomma deve superare i test di omologazione previsti dall'Unione europea per i modelli identificati come “pneumatici invernali per uso in condizioni severe”. Una tipologia di “scarpe” che si differenzia dalle M+S proprio per avere superato le prove specifiche previste dal regolamento comunitario 117 in materia che ne attesta la migliore aderenza su neve e, in generale, nei viaggi con temperature rigide.

Lo pneumatico SRTT

Il test di omologazione per ottenere l'autorizzazione a inserire il logo alpino sulla spalla degli pneumatici prevede condizioni climatiche precise, quali l'assenza di precipitazioni, la presenza di neve compatta e temperature comprese tra -4 e -15° C, nonché tre prove di frenata. La prima e l'ultima si effettuano con una vettura equipaggiata con pneumatici SRTT, (Standard Reference Test Tyre), ossia le gomme di riferimento realizzate appositamente per i test di omologazione di qualsiasi tipo di gomma, invernali ed estive comprese. Si tratta di un pneumatico prodotto da 30 anni dalle stessa azienda con caratteristiche intermedie tra le diverse tipologie di gomme sul mercato. Di fatto un “ibrido” utile come unità di misura fissa per determinare le prestazioni degli pneumatici da omologare, oggetto del test intermedio dei tre previsti.

Il test di omologazione

Le tre prove per l'omologazione degli pneumatici invernali “severi” sono effettuate con la stessa auto “lanciata” a una velocità non inferiore ai 28 km/h, messa in folle e frenata con ABS inserito fino a una velocità residua di 8 km/h. Per la definizione della prestazione si calcola la decelerazione media ottenuta tra 25 e 10 km/h che ne definisce l'indice di aderenza su neve. Il dato ottenuto dalla gomma invernale viene raffrontato con quello registrato nelle due frenate con pneumatici SRTT (Standard Reference Test Tyre) e, per superare il test, deve ottenere un indice di aderenza di almeno 1,07, cioè deve registrare una decelerazione del 7% superiore a quella dei pneumatici di confronto. Naturalmente, ai fini omologativi sono ammessi pure i risultati più alti di 1,07 che decretano performance di arresto su neve ancora maggiori. Da notare che la riduzione del 7% degli spazi d'arresto non è da riferirsi rispetto alle gomme estive, ma a quelle SRTT che, almeno in teoria, hanno qualità su neve superiori alla “summer” in quanto sono delle “ibride” e non dei modelli studiati per rendere il massimo con temperature alte.

Meglio M+S o "severe"?

La differenza tra M+S ed M+S con logo alpino, ossia gli pneumatici invernali per uso in condizioni severe, dunque sta nella presenza o meno dell'omologazione comunitaria. Questo non significa che le gomme invernali M+S non sono efficaci sulla neve, ma soltanto che la loro performance non è comprovata da test specifici. Di certo, è difficile che i produttori di gomme immettano sul mercato modelli con sigla M+S di modesta efficienza perché ne comprometterebbe la propria reputazione. Piuttosto si può dire con gli pneumatici invernali M+S offrono livelli di aderenza buoni, mentre quelli che aggiungono il logo alpino hanno prestazioni ottime. Da ricordare, inoltre, che la maggiore efficienza delle gomme studiate per l'inverno non si limita alla frenata, tenuta o acelerazione su neve, ma è valida per tutte le condizioni di guida, comprese quelle con asfalto asciutto o bagnato, che si affrontano con temperature inferiori ai 7 gradi.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Test , pneumatici , pneumatici invernali


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