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pubblicato il 5 febbraio 2015

DS, innovazione pret-à-porter

Lo sviluppo del marchio francese passa attraverso una serie di novità che non hanno nostalgia del passato

DS, innovazione pret-à-porter
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Passeggiando in mezzo alle DS che per oltre 20 anni hanno scritto la storia dell’azienda francese, durante Retromobile 2015 abbiamo incontrato Arnaud Ribault, Direttore Marketing e Vendite DS; Philippe Claverol, Brand Strategy and Experience DS, ed Henry d’Argent, assistente di Flaminio Bertoni, grande stilista e creatore delle forme della prima DS. Abbiamo quindi colto l’occasione per sapere qualcosa in più sul futuro del marchio. Dopo il lancio dei nuovi modelli DS3, 4 e 5, sono stati proprio i feedback dei clienti a spingere i vertici di PSA ad aggiungere un terzo marchio, oltre a Peugeot e Citroen: coloro che hanno acquistato i nuovi modelli DS sentivano di possedere un prodotto speciale, diverso, con una propria filosofia. Non solo una differenziazione stilistica, come si può vedere, ma un concept votato a innovazione ed avanguardia. L’esperienza cinese, primo paese in cui DS ha debuttato come marchio separato dal Double Chevron, è stata utile per capire quello che la nuova generazione di clienti premium cerca in un’automobile: un design di rottura, riconoscibile a prima vista, unito ad un comfort di guida senza pari. Effettivamente, da troppo tempo mancava un punto di riferimento nel panorama automobilistico che esprimesse le caratteristiche proprie della “Squalo”, il soprannome italiano conferito alla DS, ispirato alle forme del frontale.

Osservando il passato si pensa al futuro DS

A differenza delle case automobilistiche che hanno rispolverato il design delle proprie icone, DS non ha - e non intende - riproporre un “retrò-design” dell’originale DS: la parola d’ordine è “innovazione”, oggi come allora. La conferma arriva proprio dalle parole di chi sull’originale DS ci ha lavorato: Henry d’Argent, assistente di Flaminio Bertoni, artista, scultore e creatore delle linee dei modelli più importanti per Citroen, dalla Traction Avant, alla 2CV e, soprattutto, padre dello stile della DS. I due si conobbero quando Henry d’Argent aveva soli 14 anni nel 1947, prima come artisti per poi diventare colleghi di lavoro: d’Argent sottolinea il principale l’aspetto innovativo portato dalla DS, che era il perfetto equilibrio tra le forme dello scultore Flaminio Bertoni e l’architettura definita da Lefebvre. Bertoni aveva una sensibilità, propria degli artisti, senza la quale nessun ingegnere avrebbe potuto generare un tale risultato; la DS era ed è un progetto in continua crescita che univa l’innovazione tecnologica in un continuum con la tradizione del passato. Infatti Citroen, dopo la DS, continuò ad offirire un prodotto premium con la SM, aerodinamica berlina-coupè con motore Maserati, allora marchio di proprietà della casa francese.

Guerra aperta ai tedeschi… seguendone le orme

Come già avviene per il lusso, la moda e l’enogastronomia, DS rappresenta il meglio che la Francia possa offrire in campo automobilistico. Senza alcun timore reverenziale, forti delle proprie capacità ereditate dal passato, DS si posizionerà tra i marchi premium, con il mirino puntato sulle Case tedesche e italiane: con i piedi per terra, i vertici sono ben consapevoli che si tratterà di un processo lungo ma certamente non impossibile, se si pensa al percorso di crescita di alcuni dei principali marchi mondiali.

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Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Mercato , Citroen , auto europee


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