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Interviste

pubblicato il 4 febbraio 2015

Ferrari 488 GTB, la parola al designer

Flavio Manzoni ci racconta lo sviluppo stilistico della nuova Berlinetta, fra esigenze aerodinamiche, tradizione e innovazione

Ferrari 488 GTB, la parola al designer
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La Ferrari 488 GTB è bella, anzi è bellissima secondo molti dei nostri lettori perché incarna ancora una volta il migliore stile Made in Italy e soprattutto introduce una novità importante come il motore V8 turbo da 670 CV. Le prestazioni annunciate sono come sempre da urlo e ci parlano di una velocità massima di 330 km/h e soli 3 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo, ma quello che potremo scoprire solo in occasione dei primi test su strada è al momento sovrastato da un design raffinato e potente che mostra chiari segni di evoluzione rispetto alla precedente 458 Italia. Per capire meglio il lavoro che ha portato alla nascita di questa nuova supercar abbiamo parlato con Flavio Manzoni, responsabile del Design Ferrari e padre della 488 GTB oltre che di altri capolavori del Cavallino Rampante come LaFerrari e la F12berlinetta. Ecco a voi domande e risposte, per la gioia di tutti i Ferraristi e gli amanti delle belle automobili.

OmniAuto.it: Lo stile della 488 GTB, in che modo deriva da quello della 458 Italia?
Flavio Manzoni: "Rispetto alla 458 c'è una continuità stilistica importante, soprattutto nell'impostazione generale dei volumi e in parte nel frontale, visto che la 488 GTB ne è la naturale evoluzione. Il padiglione è rimasto praticamente invariato come struttura, come buona parte dell'ossatura di base, ma la sfida è stata proprio quella di dare un'impronta stilistica nuova alla GTB e il risultato mi sembra riuscito".

OmniAuto.it: Quali sono i richiami alla storica 308 GTB?
Flavio Manzoni: "In realtà ce ne sono meno di quanto non si dica, c'è una reminiscenza nello sguscio della porta, interpretato in un modo molto originale e "disegnato dal vento" come si dice; inoltre è attraversato da un profilo alare che crea due diverse canalizzazioni dell'aria, una per gli intercooler dei turbo e l'altra per l'aspirazione motore e un condotto aerodinamico interno che sfoga nella coda ai lati dei fanali. Si tratta in sintesi di uno spunto, una citazione discreta, appena accennata, un tributo alla prima Ferrari con motore V8 posteriore-centrale. Ci siamo fermati qui con il passato perché non amo le citazioni troppo ossequiose della tradizione".

OmniAuto.it: Ci sono alcune somiglianze con LaFerrari: anche a Maranello vale la regola del "family feeling"
Flavio Manzoni: "In realtà le analogie sono davvero poche, anche se qualcuno ha visto delle somiglianze nel trattamento del frontale, soprattutto a livello di elementi aerodinamici. In particolare il pilone unico centrale visto su LaFerrari è stato qui sostituito da due piloni con funzione di "tirante" che lavorano a trazione, sostenendo il peso dello splitter aggettante che deve sopportare un carico aerodinamico notevole. In Ferrari non seguiamo la regola del "familiy feeling" come fanno molti altri costruttori che portano avanti stilemi comuni trasversali alla marca; noi evitiamo questa strada che rischia di omologare il design dei vari modelli e anzi partiamo dal presupposto che ogni Ferrari deve essere diversa, peculiare nelle sue caratteristiche".

OmniAuto.it: Per una Ferrari aerodinamica e stile sono essenziali, ma com'è il lavoro di squadra fra designer e ingegneri?
Flavio Manzoni: "Il lavoro in team è fondamentale e lo promuovo sempre in prima persona, come ad esempio nel caso della FXX K dove siamo partiti dalle esigenze aerodinamiche della vettura per poi interiorizzarle e trasformarle in idee stilistiche, di design. Questo è uno degli elementi che rende speciale ogni Ferrari, un lavoro in cui la forma deve essere fedele alla funzionalità e alle esigenze tecniche imposte da velocità e prestazioni così elevate. Non si può pensare ad un progetto fatto solo da designer, deve essere per forza un lavoro fatto a quattro mani".

OmniAuto.it: Lo stile degli interni ha fatto un ulteriore passo avanti. Su quali aspetti vi siete concentrati?
Flavio Manzoni: "L'abitacolo è completamente diverso ed anche qui si vedono le forti differenze fra 458 Italia e 488 GTB. La scelta stilistico-funzionale è stata quella di mantenere e valorizzare gli elementi più iconici della 458 come ad esempio i comandi a satellite metallici che integrano le bocchette dell'aria di forma poligonale. Rispetto al modello precedente che aveva un trattamento di volume piuttosto lineare abbiamo deciso di far evolvere lo stile verso una forma a guscio della plancia, tutto basato sul concetto del cockpit; il risultato è una sorta di scultura protesa verso il pilota che vista dal vero ha un effetto molto suggestivo".

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Tag: Interviste , Ferrari , car design , auto italiane


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