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pubblicato il 20 aprile 2007

Mansell di nuovo in sella al Cavallino!

Mansell di nuovo in sella al Cavallino!
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La notizia gira da qualche tempo nell'ambiente, ed è di quelle che non possono che far piacere agli appassionati di automobilismo in genere e più in particolare ai tanti fans della Ferrari e dello stesso ex-pilota.

Rivedere - passateci il gioco di parole - il Leone sul Cavallino, sarà cosa di sicuro interesse anche perché il "vecchio" cinquantaquattrenne Mansell, pur avendo dedicato tanto tempo al golf, sua grande passione alternativa, ha comunque dimostrato di non aver perso smalto e mestiere, mettendo in riga, nella recente serie riservata alle vecchie glorie, volpi come Patrese e Fittipaldi e con tempi sul giro... non da clessidra.

Mansell disputerà verso fine stagione alcune gare del Campionato American Le Mans con una Ferrari 430 GT. Poiché sembra che un pilota, benché ritirato, non diventi mai un ex, il Leone, una volta risvegliatisi gli appetiti e complice una favorevole circostanza, ha rotto gli indugi grazie ad amicizie mantenute nell'ambiente ed alla stima che questo continua a riservargli; ha quindi già indossato casco e tuta e portato in pista una F430 GT2 del Team Ecosse, peraltro sviluppata dal reparto Ferrari Corse Clienti di Maranello.

Senza aver mai provato in precedenza vettura e circuito (Knockill, per la cronaca), Mansell ha subito girato a 2/10" dal tempo di uno dei migliori piloti titolari della scuderia, che vanta una maggiore e specifica esperienza sulla 430. Mansell avrà comunque l'opportunità di acquisire ulteriore feeling con l'auto i prossimi 24, 25 e 26 aprile sul circuito di Estoril in Portogallo, ove la squadrà si recherà per l'ulteriore messa a punto in vista della gara del prossimo 6 maggio a Silverstone, valida per il Campionato Mondiale FIA-GT.
A detta sia del pilota e sia del titolare della scuderia, Mr. Roden, sussisterebbero buoni margini di miglioramento.
L'evento che ha accelerato, rispetto a fine anno, il rientro di Mansell è stato il classico caso che i nostri avi stigmatizzavano con il cinico "mors tua vita mea": la rottura di un braccio, in un incidente di gara, di uno dei piloti titolare della Ecosse, che stando ai bollettini medici starà suo malgrado lontano dalle piste per almeno un paio di mesi.

Cogliamo ora l'occasione per ripercorrere la carriera di Mansell, classe 1953, nato a Upton On Seven ed ultimo pilota della Ferrari scelto personalmente dal Drake.

Dopo gli studi di ingegneria Nigell nasce, agonisticamente parlando, nel 1977; è quello che si può definire, cosa che lo rende ancora più stimabile, il classico self made man animato da passione sfegatata e da una assoluta fiducia nelle sue capacità, fiducia che - in assenza di mezzi finanziari - lo spinge a vendere casa ed a lavorare anche come addetto alle pulizie, pur di racimolare quanto necessario ad affrontare la sua prima stagione in Formula Ford (50 gare, 20 vittorie, qualche vertebra spezzata).
Dall'80 all'84 Chapman lo vuole in Lotus, scuderia con la quale Mansell ottiene qualche buon piazzamento, convivendo nel team con il compianto De Angelis.
Ottiene la fiducia di Williams, altro scopritore di talenti, che lo chiama nella sua scuderia, le cui vetture erano motorizzate con i potentissimi Turbo Honda; questa caratteristica, unita alla naturale irruenza di Mansell, lo rende protagonista più di un crash.
Il Pilota però matura velocemente, dà per tutta la stagione un gran filo da torcere al suo compagno di colori Nelson Piquet e... si ritira nell'ultima gara del Mondiale, in Australia, per un pauroso incidente dovuto allo scoppio di un pneumatico a circa 300 all'ora...Primo mondiale perso.
L'anno dopo Williams ancora sugli scudi e di nuovo lotta fra Mansell e Piquet: vince il Mondiale quest'ultimo con la metà delle vittorie di Mansell che soffre a Budapest di una ruota allentata, a Monza di un motore tutt'altro che al top ed in Giappone per un incidente che gli procura l'ennesima frattura all'ennesima vertebra...Secondo Mondiale perso
Velo pietoso sulla stagione 1988: possiamo solo dire che la Williams perde i motori Honda a favore della McLaren, ed arranca spinta da un Judd ex F.3000; un calvario per squadra e piloti!
Nel frattempo Ferrari, Lui, che ha definito Mansell "uno dei più forti, che ha coraggio, che dà ogni volta tutto e quando fa il ragioniere si capisce che fa violenza al suo istinto" lo indica come pilota titolare per la stagione 1989.
Il Drake, purtroppo, non vedrà mai correre il suo nuovo acquisto che, con la famosa papera di Barnard afflitta da mille problemi di messa a punto per tutta la stagione, vince all'esordio suo e dell'auto in Brasile e compie un'altra impresa a Budapest dove parte dal 12° posto in griglia e con un sorpasso mozzafiato ai danni di Senna in fase di doppiaggio su Johanson, vince il Gran Premio.
Il 1990 fa registrare un'accesa rivalità, sempre in Ferrari, fra Prost, che nei piani della scuderia avrebbe dovuto vincere il Mondiale e Mansell che rifiuta gerarchie pre-costituite e vince su Prost in Portogallo; questa vittoria ruberà punti preziosi a Prost che vedrà sfumare il modiale a favore di Senna.
E' con quest'ultimo che Mansell, richiamato nel '91 alla Williams, incrocia le...ruote vincendo in Francia, in Gran Bretagna ed in Germania e ripetendosi poi a Monza ed in Spagna; in Portogallo una ruota gli si sfila ai box, immediatamente dopo il cambio gomme. Terzo Mondiale perso.
Nel 1992 la malasorte decide di volgere altrove lo sguardo e Mansell si esprime a livelli eccelsi e conquista 9 vittorie alla sua maniera, senza tattiche, senza calcoli, a testa bassa contro tutto e tutti; è una lunga marcia trionfale che lo vede in vetta in SudAfrica, Messico, Brasile, Soagna, San Marino, Francia, Germania, Portogallo e, apoteosi per lui e per il suo pubblico, in Gran Bretagna. Finalmente Nigell fa suo il Titolo tanto caparbiamente inseguito.
Nel 1993 inciampa per la seconda volta in Prost, arrivato in Williams e sostenuto dalla Renault, non rinnova il contratto con la squadra ed emigra negli USA, anticipando un fenomeno che si andrà via via consolidando negli anni successivi. Lì vince immediatamente il titolo di Formula Indy facendo sua anche la 500 miglia di Indianapolis.
Nel 1994 muore Senna ad Imola e Williams, per il GP d'Australia, chiama Mansell il quale, per l'occasione, fece suo il ben noto "veni, vidi, vici": fu questa l'ultima vittoria in formula 1.
Eddie Irvine disse "Mansell was Mansell. We, we are simply mortals".

Questo è l'uomo che prossimamente rivedremo al volante di una Ferrari, sia pure a ruote coperte.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , Ferrari , fia gt


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