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pubblicato il 20 gennaio 2015

Bollo auto storiche, l'ACI crede ancora nella lista chiusa

Il Presidente Sticchi Damiani ribadisce quanto già detto, le auto dovrebbero imparare dalle moto

Bollo auto storiche, l'ACI crede ancora nella lista chiusa
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“Facciamo una lista chiusa e valutiamola”. Per il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, la ricetta per il bollo sulle auto storiche ultraventennali è sempre la stessa. Di fronte alla confusione che si è generata in queste ultime settimane con la ricezione della Legge di Stabilità da parte delle Regioni, che sull’argomento hanno assunto e continuano ad assumere posizioni diverse, lo abbiamo raggiunto telefonicamente. Partendo dall’assunto che, come dice Sticchi Damiani “bisogna fare una netta distinzione tra le auto storiche e quelle vecchie”, il Presidente non si è sbilanciato in nessuna previsione sullo stato attuale della vicenda e pensa ancora che la proposta avanzata mesi fa sia attuabile (a novembre era stata pubblicata la lista dei 340 modelli ammessi, con almeno 20 anni). L’esempio virtuoso lo abbiamo già in casa, sostiene, ed è quello dell'FMI (Federazione Motociclistica Italiana) che dal 2000 pubblica tutti gli anni la lista (leggi OmniMoto.it) che esenta le ventennali, dato che le over-30 sono già esentate.

L’idea della lista chiusa

Parlando della lista che è stata presentata a novembre, Sticchi Damiani ci tiene a fare una premessa: “Siamo disposti al confronto”. La ricetta è: chi possiede un’auto appartenente a questa lista ha il diritto ad avere l’esenzione dal bollo auto. “Trattandosi di un diritto non c’è bisogno di altro, né di un pagamento né di un’iscrizione ad un Club”, dice Sticchi Damiani. In pratica il proprietario, ad esempio di una Lancia Delta Integrale, si assumerebbe la responsabilità, con una dichiarazione, che l’auto è originale, ha l’età corrispondente, che le foto siano originali… Dal canto suo l’ACI si riserverebbe di fare dei controlli a campione. “Non solo, noi in base alla documentazione che possediamo da parte del PRA possiamo fare tutta una serie di verifiche - ha ribadito -. Stiamo parlando di qualche migliaia di auto all’anno, senza spendere alcun euro e senza alcun tipo di iscrizione. Si tratta semplicemente di vedersi riconosciuto automaticamente un diritto, salvando le auto che vanno salvate e rottamando quelle che non c’è motivo di conservare”.

Gli interrogativi ancora aperti

Paragonando il registro dell'FMI a quello ipotizzato per le auto, pare lecito sottolineare che le cifre del bollo dovuto, tra le due e le quattro ruote, sono molto diverse. In pratica, per le auto far parte o meno della lista farebbe la differenza ai proprietari di youngtimer, senza considerare l'ovvia oscillazione del valore di mercato di questi veicoli tra i 20 e i 30 anni, considerati un investimento, almeno fino al 31/12/2014.

D’altro canto se il governo è intervenuto in materia è perché negli ultimi anni c’è chi ha abusato della valenza storica per utilizzare l’auto quotidianamente e pagare meno la tassa di possesso, come del resto alcuni Club e relativi commissari hanno "chiuso un occhio" al fine di iscrivere auto non proprio originalissime. Per come stanno ora le cose, i più scettici temono tuttavia che l'unica conseguenza sarà la rottamazione o l'esportazione all'estero di circa 4 milioni di veicoli ultraventennali, di cui circa 800.000 di reale interesse storico (al 31/12/2014); senza contare che le agevolazioni differenziate per Regione, potrebbero favorire gli acquirenti delle Regioni non aderenti alla Legge di Stabilità, penalizzando le altre... Uno scenario ipoteticamente degenerativo che ricorda quanto accaduto con il fallimento del superbollo. "Non succederà nulla del genere", rassicura Sticchi Damiani. La confusione però resta ed il pastrocchio all’italiana pure.

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Tag: Interviste , bollo auto , auto storiche


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