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Interviste

pubblicato il 29 dicembre 2014

Schumacher, un anno dopo

Adesso riconosce i familiari, ma la strada della ripresa è ancora lunga

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Sembra ieri, invece è passato un anno. Il 29 dicembre 2013Michael Schumacher è caduto dagli sci sulle nevi di Meribel, in Francia, ed ha battutto violentemente la testa. Aveva il casco, ma l’impatto è stato così forte che è entrato in coma ed è rimasto all’Ospedale di Grenoble per sei mesi. Poi è stato trasportato in una clinica di Losanna e durante il trasferimento si è verificato il famoso caso della cartella clinica rubata. C’erano così poche informazioni sul suo stato di salute e così tanta attenzione da parte dei media che quelle pagine valevano migliaia di euro. La famiglia ha minacciato azioni legali contro i giornali che ne avrebbero pubblicato il contenuto e poco dopo il sospettato del furto è stato arrestato e si è impiccato mentre era in carcere. Una brutta storia che la dice lunga sull’enorme impatto mediatico della vicenda. Basti pensare che in un anno su Google il nome del pilota è stato digitato oltre duemila miliardi di volte. Adesso Schumacher si trova a casa sua, a Gland, dove è seguito da una 20ina di medici per la riabilitazione. Ma gli interrogativi sul caso sono tanti ed alcune risposte ce le ha date Franco Nugnes, il direttore di OmniCorse.it.

OmniAuto.it: L'incidente di Schumi ha cambiato qualcosa nel Motorsport?
Franco Nugnes: “Sono trascorsi 12 mesi dalla caduta di Michael sulle nevi francesi di Meribel: il sette volte campione del mondo il 3 gennaio compirà i 46 anni ma l’ultimo va considerato come non… vissuto. È un grande combattente che non si arrenderà alla sua condizione e sua moglie Corinna è fantastica perché nutre una speranza che va molto oltre le aspettative dei medici. Il dramma di Schumi è stato uno shock per il Motorsport: il campione di F.1 che ha vinto più titoli, sette, e più Gran Premi, novantuno, si è gravemente ferito per una banale caduta sugli sci. In carriera ha avuto diversi brutti incidenti, ma salvo la frattura alla gamba del 1999 non ha mai riportato guai fisici seri in 308 Gp. E’ il segno dell’imponderabilità del pericolo. Che la vita va vissuta fino in fondo e senza paure perché l’imprevedibile può essere dietro all’angolo”.

OmniAuto.it: Michael Schumacher è stato lo sportivo più cercato del 2014, il suo nome è stato cercato per oltre duemila miliardi di volte. Come si spiega tanta attenzione per lui?
Franco Nugnes: “Michael è un simbolo. L’espressione del saper guidare una macchina al limite sfidando il rischio. Quando era alla Ferrari per molti era una sorta di Super Eroe, capace di ricorrere a sorpassi molto duri, al limite del regolamento, se non oltre a volte, pur di primeggiare. E per la gente comune non è concepibile che oggi sia costretto su una sedia a rotelle per una semplice sciata con la famiglia. Schumi è conosciuto in tutto il mondo: la caduta dell’…invulnerabile ha colpito profondamente non solo gli appassionati di corse, ma più in generale il grande pubblico che è stato toccato dalla tragedia del tedesco. L’uomo oltre al pilota. Due miliardi di clic sono una cifra impressionante. È il segno che c’è l’attesa di una ripresa, c’è una speranza che non si spegne anche se il tempo passa inesorabile. Evidentemente c’è chi aspetta il miracolo…”.

OmniAuto.it: Eppure, poco tempo fa è arrivata la notizia che gli sponsor lo hanno abbandonato, mentre i fan sono sempre tantissimi... Una contraddizione?
Franco Nugnes: “Pare che le cose stiano cambiando, perché la DVAG, storico marchio presente su tuta, cappellino e casco di Michael Schumacher dal 1996 in poi, ha voluto rinnovare l’accordo in segno di amicizia. E altri marchi pare si stiano orientando nella stessa direzione, forse considerando anche i due miliardi di clic dei suoi tifosi nel mondo. Senza contare che Michael, da solo, rappresentava un’industria capace di produrre grandi guadagni, garantendo una visibilità mediatica planetaria. E il suo merchandising è ancora attivissimo…”.

OmniAuto.it: Nel giorno del 20esimo anniversario del suo primo titolo è stato rilanciato il suo sito ufficiale, un modo efficace per ricordarsi di lui?
Franco Nugnes: “Sì, non c’è dubbio. L’affetto dei tifosi di Schumi è immutato. Proprio ieri la Ferrari sul suo sito ha postato “Oggi, più che mai, #Forza Michael!” e la Mercedes non ha mai tolto la scritta d’incoraggiamento sulle frecce d’argento che hanno dominato il campionato 2014. La famiglia cerca di proteggere la privacy di Schumi in tutti i modi per cui ogni notizia, o presunta tale, ha un’eco immediata nel mondo intero. L’estrema riservatezza ha spinto alcuni a cercare degli scoop: un giornalista tedesco si era travestito da prete sperando di scattare un’immagine di Michael mentre era in coma. E un uomo, un dirigente della Rega svizzera (la società che ha organizzato il trasferimento da Grenoble a Losanna), si è suicidato nella prima notte di carcere a Zurigo, perché aveva fotocopiato la cartella clinica nella speranza di venderla ai giornali. Aveva agito maldestramente ed era stato subito scoperto dalla polizia elvetica”.

OmniAuto.it: Le ultime notizie sul suo stato di salute parlavano di progressi, ci sono novità?
Franco Nugnes: “Philippe Streiff, l’ex pilota di Formula 1 francese che dal 1989 si trova anche lui in sedia a rotelle per una grave tetraplegia, ha rilasciato una dichiarazione a Le Parisien che spiega la situazione: “Michael non ha ancora riacquistato la parola, non ha alcuna attività motoria per cui comunica con gli occhi: anche se ha problemi di memoria, riconosce i familiari”. Parole subito smentite da Sabine Kehm, l’addetta stampa di Schumi: “Streiff non è proprio un amico di Michael, non credo conosca la moglie Corinna né il professor Saillant. Non so da quale fonte il signor Streiff abbia raccolto le informazioni che ha divulgato – ha detto Sabine – Posso dirvi che il cammino di ripresa sarà ancora molto lungo, Michael sta combattendo una battaglia lunghissima e i progressi sono in linea con la gravità della situazione, ma per quanto minimi, ci sono…”. Intanto il figlio Mick che ha 14 anni si è classificato secondo nel mondiale di Karting KF junior e già promette di voler diventare campione del mondo di F.1 come il padre. Magari, un giorno, ci sarà proprio Michael ad applaudirlo…”.

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