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Attualità

pubblicato il 24 dicembre 2014

Termini Imerese diventa la culla dell’auto ecologica italiana

Soddisfatta la Fiom perché c’è “qualcuno” che produce queste vetture solo negli USA

Termini Imerese diventa la culla dell’auto ecologica italiana
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L’auto ibrida ed elettrica Made in Italy non sarà Fiat, Lancia o Alfa Romeo, ma nascerà a Termini Imerese, lo stabilimento messo in vendita dal Gruppo Fiat nel 2010 che sembra giunto - finalmente - alla rinascita. L’accordo di riconversione è stato firmato in tarda serata dal ministro Federica Guidi, dai rappresentanti di Blutec, di Fiat/Fca e del Ministero del Lavoro, dall'assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana Linda Vancheri, dal sindaco Salvatore Burrafato, da Invitalia e dalle Organizzazioni Sindacali. Era presente anche il viceministro Claudio De Vincenti che per il ministero dello Sviluppo ha seguito la vertenza fin dall'inizio. Il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ed il Coordinatore nazionale del settore Auto, Michele De Palma, si sono detti molto soddisfatti e in una nota congiunta hanno dichiarato: “Si tratta inoltre di un'occasione per il Paese di sviluppare il settore delle auto ecologiche, da cui rischiavamo di rimanere esclusi per la scelta di qualcuno di sviluppare questo progetto solo negli Stati Uniti. Per questo servono politiche pubbliche a sostegno delle auto ecologiche”. Il riferimento è a Fiat, che negli USA vende la 500 elettrica, un’auto di cui una volta Sergio Marchionne ha pubblicamente scoraggiato l’acquisto perché, disse, costa molto in termini produttivi (per approfondire leggete l'articolo che spiega perché Fiat non crede nell'auto elettrica). Di seguito il piano di riconversione di Termini Imerese.

Le nuove auto prodotte a Termini Imerese

Come abbiamo ricordato in questi giorni tornando a parlare di Termini Imerese, non è la prima volta che si parla di auto elettrica costruita in Sicilia. L’idea era stata di Simone Cimino che sembrava prossimo a lanciare la "Sunny Car in a Sunny Region", un progetto tuttavia naufragato. Adesso, dopo ben quattro anni, è arrivato il via libera alla riconversione di Termini Imerese da parte della Metec, tramite la controllata Blutec. L’accordo, come spiega l’ANSA, “prevede il progressivo rientro in fabbrica, da qui al 2018, di tutti gli addetti per la realizzazione di un piano industriale articolato in due fasi: la prima, che decollerà a gennaio prossimo, destinata alla produzione componentistica e la seconda finalizzata alla progettazione e alla realizzazione di due modelli di auto ibride (una di segmento A-B, l'altra di segmento B-C)".

Fiom soddisfatta

Il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, si è complimentato con i lavoratori di Termini Imerese per la loro tenacia. Tutti loro, anche quelli dell’indotto, saranno riassorbiti “mantenendo tutti gli attuali diritti e il salario” e, dice il sindacalista, “sia Blutec che altre eventuali aziende che vorranno investire nell'area di Termini dovranno attingere al bacino dell'indotto”. Chi vuole invece potrà scegliere la mobilità volontaria incentivata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , auto elettrica , auto ibride , lavoro


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