dalla Home

Attualità

pubblicato il 5 gennaio 2015

Ti rubano l’auto vecchia? Sei spacciato

Vi raccontiamo le disavventure di chi è vittima dei ladri

Ti rubano l’auto vecchia? Sei spacciato

Premessa: chiunque subisca un furto deve anche fare i conti con lo shock psicologico. Tanto più forte quanto più la cosa rubata ha un valore materiale o affettivo. Ma c’è il “pollo da spennare” (lo chiameremo signor Rossi) di turno che riceve una mazzata ulteriore: è il possessore dell’auto vecchia. Il quale non può permettersi una vettura nuova, perché non ha liquidità e preferisce non imbarcarsi in un finanziamento per comprarne una. Il signor Rossi non ha l’assicurazione contro il furto: le macchine vecchie, sotto un certo valore commerciale, sono prive di garanzia assicurativa contro i topi d’auto. Per giunta, reputa di essere al sicuro: “Fra le tante macchine belle e costose, perché mai un ladro dovrebbe innamorarsi proprio della mia?”.

Una realtà molto triste

Ma le cose cambiano quando il signor Rossi non trova più l’auto vecchia che aveva parcheggiato poche ore prima in strada (è raro che il ladro vada addirittura a far breccia in un garage o in un box). Qui cominciano le sue ulteriori disgrazie. Anzitutto, contatta i vigili. E non è come prenotare per telefono un tavolo in un ristorante di lusso. Passano i muniti di attesa, e finalmente un’anima pia risponde. Dopodiché, sempre se si ricorda al volo la targa (attenti, si è uno stato emotivo particolare), il signor Rossi riceve la risposta che attendeva: “No, la sua auto non è stata rimossa da un carro attrezzi per sosta vietata”. Secondo step: il signor Rossi chiama i carabinieri. Deve dire l’ora in cui ha parcheggiato, dove, l’ora in cui è tornato. Terzo: la denuncia dai carabinieri. E l’invio di questo documento all’assicurazione. Sempre meglio disattivare il telepass, attraverso il sito Internet specifico.

Il bivio

Se la vettura non viene ritrovata è persa per sempre. Qualche ladro di terza categoria (magari uno sbandato) l’avrà usata per una rapina, o per rivenderla a qualcuno che vuole spendere pochissimo. Oppure sarà finita nell’Est Europa, o in Nord Africa, per poi essere venduta o cannibalizzata in tanti pezzi di ricambio. Ma c’è una seconda possibilità, e qui arriva un’altra mazzata sul collo del signor Rossi: i carabinieri telefonano perché l’auto è stata ritrovata. Una volta fissato un appuntamento (il signor Rossi magari è costretto a mettersi in ferie per sbrigare le pratiche amministrative), ecco la sorpresina: sono 200 euro di deposito della vettura, più altri 200 euro di trasporto col carro attrezzi da dove è stata ritrovata fino al deposito. Che il signor Rossi è obbligato a pagare, non potendo dire, per legge, “tenetevela”. Vuoi demolirla? Altri 100 euro di trasporto dal deposito al centro demolizione. L’incubo è finito per sempre. Suvvia, il signor Rossi si consoli: ha diritto alla restituzione della polizza Rca pagata e non goduta, senza però il 23% di tasse versate sull’assicurazione obbligatoria (record mondiale). Se invece la tiene, dovrà pagare i danni per ripararla: tutte spese a proprio carico, che magari sono superiori al valore stesso del mezzo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


Top