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pubblicato il 24 dicembre 2014

Mercato auto, nulla dal governo Renzi

Concessionari e costruttori continuano ad avanzare proposte, ma il quadro non sembra destinato a migliorare

Mercato auto, nulla dal governo Renzi

Il mercato dell’auto soffre in disparte. I vertici di Palazzo Chigi non sembrano interessati ad alcun provvedimento per far ripartire il settore, che da anni è in crisi portando alla chiusura diverse concessionarie e al licenziamento migliaia di persone. Purché se ne dica il comparto ha sempre avuto un peso a due cifre sul PIL, ma nessun governo ad oggi ha messo in atto politiche mirate alla rinascita o allo svecchiamento del parco circolante (le nostre auto sono arrivate a compiere quasi dieci anni), nell’ottica di una maggior sicurezza stradale e minor inquinamento. Finora gli automobilisti sono stati visti come bancomat su cui far gravare tasse più salate, nuove accise e nuovi bolli (come quello sulle supercar, che dopo aver affondato il settore rivelandosi un grande flop è stato finalmente soppresso). E per il 2015 non ci saranno più gli incentivi avviati dal Governo Monti, quelli che avevano durata triennale (questo sarebbe stato l’ultimo anno) e che con i loro cavilli sono rimasti quasi inutilizzati (la piccola parte per i privati si è esaurita subito e quella per le aziende era quasi irraggiungibile). In questo quadro i costruttori, tramiete le loro associazioni, e Federauto, composto dai presidenti delle associazioni di concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus, hanno molto in comune ed hanno avanzato le loro proposte.

La proposta di Federauto

Tra le misure proposte al Governo Renzi per i privati Federauto ha ipotizzato la riduzione dell’aliquota IVA per un triennio, con beneficio decrescente. Si tratterebbe di un piano finalizzato al rinnovo del parco con anzianità superiore a 10 anni (circa 14 milioni di autoveicoli). L’incentivo sarebbe concesso a condizione che le case auto mettano a disposizione dell’acquirente una cifra equivalente al beneficio a carico dello Stato, sulla falsa riga dell'ultima vera "rottamazione governativa". Questo genererebbe una domanda aggiuntiva di circa 252.000 auto l’anno, ovvero 756.000 nel triennio. Per Federauto credito o deduzione di imposta sarebbero, invece, le leve utili per sostenere solo la domanda di auto, veicoli commerciali e industriali, destinati alle ‘partite Iva’. Utenti che hanno nel proprio DNA queste leve fiscali. Questo intervento potrebbe generare 75.000 autoveicoli aggiuntivi (210.000 in 36 mesi). In pratica, se le proposte targate Federauto venissero adottate, nel triennio considerato il mercato italiano si alzerebbe, sommando i privati alle partite Iva, di circa 966.000 pezzi. Probabilmente il quarto anno si tornerebbe a un mercato “normale”, un po’ per la lenta ma naturale uscita dalla crisi dell’economia reale, un po’ perché l’uscita graduale dagli incentivi non lascerebbe strascichi. In aggiunta Federauto fa notare che questi strumenti genererebbero un beneficio che andrebbe tutto in tasca ai privati, alle famiglie e alle imprese. Categorie fiscalmente penalizzate dagli ultimi Governi soprattutto quando acquistano o utilizzano un veicolo.

Divergenze positive

Nel CdA si sono affrontante anche le differenze tra le proposte di Federauto e quelle di altre importanti associazioni della filiera. "Con Unrae, che rappresenta i Costruttori Esteri, abbiamo ampie convergenze di vedute – ha affermato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. Convergenze che ci hanno portato, ad esempio, a presentare al Governo un piano congiunto Anfia, Unrae e Federauto per l'eliminazione del superbollo sulle vetture prestazionali. L'unica differenza riguarda i provvedimenti richiesti per i privati, ossia per le famiglie. Infatti Unrae ha puntato sul credito o detrazione d'imposta, mentre Federauto ritiene più efficace puntare sull'Iva agevolata”. Una soluzione che, secondo la Federazione dei concessionari, in un momento di crisi di liquidità come quello attuale, farebbe risparmiare alle famiglie "tutto e subito", essendo nel contempo molto facile da comunicare e assolutamente priva di burocrazia. Burocrazia che in passato aveva ingolfato i back office di concessionari e case auto. Secondo Federauto introducendo l'IVA agevolata per tre anni si alzerebbe il mercato dei privati di circa il 18%, mentre quello derivante dalle partite Iva potrebbe registrare un aumento del 5% grazie al credito e alla detrazione d’imposta. “A mio avviso questa divergenza di vedute con Unrae è comunque positiva perché una sana dialettica alimenta il confronto costruttivo - ha concluso Pavan Bernacchi -. Piuttosto servirebbe partire da ciò che ci unisce anziché da ciò che ci divide, andando avanti insieme sui temi condivisi. In conclusione mi è d'obbligo avvisare i consumatori che non ci sono aperture governative per nessun tipo di provvedimento che riguardi gli autoveicoli. E’ per questo motivo che probabilmente sarebbe opportuno non presentare ai media i nostri progetti. Purtroppo alcuni lo fanno per cui anche Federauto si vede costretta a uscire allo scoperto alimentando, probabilmente, false aspettative nel pubblico che potrebbe decidere di rimandare acquisti già pianificati. Acuendo così la crisi del settore".

[Foto-video: Tiberio Barchielli, Filippo Attili]

Autore: Redazione

Tag: Mercato , incentivi


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