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pubblicato il 23 dicembre 2014

Incentivi auto, Renzi li blocca per il 2015

I bonus per comprare le macchine a basse emissioni non ci saranno più. Il flop avviato da Monti è finito

Incentivi auto, Renzi li blocca per il 2015

Il disegno di Legge di Stabilità 2015 dice stop agli incentivi per le auto verdi. Così, lo Stato non scucirà i 45 milioni di euro stanziati per il 2015 quelli destinati, sotto forma di bonus, all’acquisto di veicoli elettrici, ibridi e a gas con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km. Tutto ha avuto inizio nel 2012, con il Governo Monti: quelli che dovevano essere “tecnici” e non politici, quelli che avrebbero dovuto moralizzare la politica italiana con provvedimenti di stampo moderno, si rivelarono fra i peggiori nella storia della Repubblica. Gli incentivi furono una colossale presa in giro, nonostante i ripetuti annunci: alla fine, la montagna partorì il topolino.

Meccanismo diabolico

Gli incentivi auto, disponibili per tre anni a partire dal 2013, complessivamente ammontavano a 120 milioni di euro: si esaurirono in un batter d’occhio. Spiccioli, per giunta rivolti prevalentemente ai veicoli aziendali e a quelli ad uso pubblico (taxi, car sharing, noleggio, servizi di linea). Il Decreto di Sviluppo di agosto 2012 istituiva un fondo per l'acquisto di auto a basse emissioni che varia negli anni. Per il 2013 la somma destinata agli incentivi era di 40 milioni di euro; per il 2014, 35 milioni di euro; per il 2015, 45 milioni di euro. Ma questi ultimi annullati dalla Legge di Stabilità, che dovrebbe porre fine a una specie di telenovela stucchevole.

Ci mancava la rottamazione

Non solo: quei 35,5 milioni di euro erano riservati dallo Stato all'acquisto di auto utilizzate esclusivamente come beni strumentali d'impresa ci sono delle riserve. Occhio: la maggior parte delle risorse disponibili era subordinata alla rottamazione di un veicolo più vecchio di dieci anni (cosa rarissima in una flotta aziendale). Facevano eccezione i fondi destinati ai veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km (essenzialmente elettrici e ibridi), aperti a tutte le categorie di acquirenti, inclusi i privati cittadini, vista la minore diffusione di queste auto.

Calcolo complesso

I contributi erano pari, per tutti i veicoli ammissibili, al 20% del prezzo risultante dal contratto di acquisto con un tetto massimo che segue le emissioni di CO2: 5.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 gr/km; 4.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 gr/km; 2.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 120 gr/km. Tale contributo doveva essere ripartito in parti uguali tra uno sconto del venditore e il contributo statale.

Cosa si doveva fare

La prima condizione per accedere agli incentivi auto 2013 era che la vettura desiderata fosse: elettrica, ibrida, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili oppure a idrogeno. Niente benzina o diesel. Inoltre i privati potevano accedere agli incentivi solo se sono interessati all'acquisto di un'auto con emissioni non superiori a 95 gr/km. Secondo, per beneficiare dell'incentivo i privati potevano sia portare un veicolo da rottamare sia non portarlo, le aziende invece dovevano rottamare per forza un'auto. Terzo, l'auto rottamata da aziende e professionisti doveva avere almeno 10 anni. Quarto, l'auto doveva risultare già attestata in proprietà "da almeno 12 mesi prima del nuovo acquisto o al soggetto acquirente o a un suo familiare convivente alla data di acquisto”. Il privato cittadino o chi acquistava un'auto per un'impresa non doveva occuparsi di alcuna pratica. Ci pensava il venditore. Definito il prezzo finale, il venditore accedeva alla piattaforma di prenotazione, inseriva i dati dell'auto e dell’acquirente e verificava la disponibilità delle risorse (il fondo potrebbe essersi già esaurito). Se la verifica dava risultato positivo, veniva emessa automaticamente dalla piattaforma (secondo la disponibilità di risorse) una ricevuta di prenotazione e l'operazione era considerata avviata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incentivi


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