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pubblicato il 26 dicembre 2014

Incidenti stradali, ancora troppe vittime

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni fa un’analisi lucida della situazione sinistri in Italia

Incidenti stradali, ancora troppe vittime

Incidenti nel nostro Paese: l’automobilista italiano si vede bombardato da notizie discordanti. Da una parte, alcuni politici sbandierano dati confortanti; dall’altra, l’Unione europea ci ricorda che abbiamo clamorosamente fallito l’obiettivo di dimezzare i morti sulle strade dal 2001 al 2010, riuscendoci solo in grave ritardo, nel 2013, e solo grazie alla crisi che ha fatto calare il traffico. Per capirci qualcosa di più, OmniAuto.it ha chiesto lumi a Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell' Associazione vittime strada.

OmniAuto.it: Gli incidenti in Italia calano di continuo: c’è chi dice che siamo sulla buona strada?
Cassaniti Mastrojeni: "È pur vero che gli incidenti sono diminuiti, ma è anche vero che la strage continua. Infatti, nel 2012 sono state uccise sulla strada 10 persone al giorno, nel 2013 ne sono state uccise 9 al giorno. Complessivamente, nel 2013 sono state uccise 3.385 persone, di cui 800 giovani, con un’età inferiore ai 30 anni, e ne sono rimaste ferite 257.421. Questi dati sono accettabili? Possiamo dire di essere sulla buona strada? Ritengo piuttosto che dobbiamo riflettere per contrastare i comportamenti che mantengono la strage, da riferire non solo alle trasgressioni dei conducenti ma anche alle inerzie ed alle omissioni delle istituzioni".

OmniAuto.it: La prossima riforma del Codice della strada prevede l’ergastolo della patente: un valido deterrente contro gli incidenti per guida in stato alterato?
Cassaniti Mastrojeni: "Il disegno legge sulle modifiche al Codice della strada prevede, nel caso di incidente mortale, il ritiro a vita della patente e l’inibizione della guida sul territorio nazionale a tempo indeterminato. Auspichiamo passi una consapevolezza: al diritto ad avere la patente deve corrispondere il dovere di osservare le norme. Non si tratta di un diritto naturale, ma di un diritto acquisito, che si può anche perdere definitivamente e non solo per guida in stato alterato".

OmniAauto.it: Omicidio stradale per guida in stato alterato da alcol o droga: cinque anni di chiacchiere dei politici. Zero risultati. Secondo voi, perché?
Cassaniti Mastrojeni: "Le richieste di giustizia dei familiari delle vittime sono frutto della gestione dei processi secondo il criterio del minimo della pena e del massimo dello sconto, per cui si arriva quasi alla “sospensione condizionale”. Noi chiediamo invece che la pena venga espiata, apportando modifiche migliorative all’omicidio colposo già contenuto nel codice penale, elevando adeguatamente il minimo della pena, onde impedire che la stessa non venga espiata. I provvedimenti legislativi attuali, vedi legge 67/2014, con depenalizzazioni e arresti domiciliari, indicano che i nostri decisori non vogliono o non sanno dare una risposta di giustizia a chi ha avuto distrutti i propri diritti inalienabili. Siamo ancora nel tunnel e non vediamo la luce".

OmniAuto.it: La Fondazione Ania propone di multare i Paesi indietro in materia di sicurezza stradale. Siete d’accordo? Ma allora anche l’Italia che non ha dimezzato le vittime della strada dal 2001 al 2010 (riuscendoci solo di recente) dovrebbe essere multata?
Cassaniti Mastrojeni: "È arrivato il momento di mettere sotto i riflettori i comportamenti delle istituzioni, non ancora abituate a operare per obiettivi da raggiungere. I piani europei per la sicurezza stradale hanno dato una sollecitazione al cambiamento, che comincia a trovare qualche riscontro operativo, adottando il quale si presume che le cose migliorino. Il criterio di sanzionare le istituzioni se non raggiungono a livello locale gli obiettivi previsti e indicati dallo Stato, deve trovare applicazione all’interno del nostro Paese, tenendo presente che le realtà territoriali debbono dare conto allo Stato del loro mancato conseguimento degli obiettivi. È necessario che lo Stato, tramite le Prefetture, eserciti il controllo nel territorio. Sono cose fattibili, a condizione che nel nostro Paese maturi una coscienza morale unitaria e civica".

OmniAuto.it: Incidenti e tariffe Rc auto: connessione strettissima. Perché i prezzi Rc auto calano così poco anche a fronte di una notevole riduzione dei sinistri?
Cassaniti Mastrojeni: "Le Assicurazioni sostengono che per abbassare le tariffe assicurative si debbano abbassare i risarcimenti. È un’affermazione ingiusta, che vuole fare ricadere sulla pelle delle vittime la difesa dell’utile assicurativo, già molto alto. È come dire che la vittima è destinata a essere sempre più vittima. Per abbassare le tariffe bisogna far diminuire gli incidenti. In realtà i sinistri sono diminuiti e tuttavia il calo non ha adeguatamente inciso sull’abbassamento delle tariffe assicurative. Le Compagnie, se vogliono restringere le perdite, debbono combattere le frodi assicurative e diminuire la loro propensione al guadagno, senza danneggiare le vittime".

Autore: Redazione

Tag: Interviste , sicurezza stradale , interviste


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