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Attualità

pubblicato il 6 gennaio 2015

Ponte sullo stretto, il progetto c'è ancora...

Ora circola sul web una petizione a favore di questa grande opera

Ponte sullo stretto, il progetto c'è ancora...

Cercasi disperatamente il progetto che il riguarda il Ponte di Messina, sul quale è calato un po’ il silenzio. Nei giorni scorsi, a riaccendere le polemiche ci ha pensato un’iniziativa del Comitato Ponte Subito per chiedere al Governo di Matteo Renzi di lavorare per ripristinare l’appalto del Ponte sullo stretto, la cui gara è stata regolarmente vinta da una cordata di imprese internazionali, con General Contractor Eurolink. Evitando anche la pesantissima penale: “Si parla di almeno un miliardo e 300 milioni di euro che si aggiungerebbero al discredito internazionale che la cancellazione della gara ha provocato al nostro Paese”. Lo affermano in una nota Giovanni Alvaro, Cosimo Inferrera e Bruno Sergi del comitato.

Anello necessario

Secondo il Comitato, “Il Ponte è l’anello indispensabile per realizzare un’Alta velocità che serva non solo al Mezzogiorno per uscire dall’isolamento in cui si trova, ma anche all’Italia per sfruttare al massimo il flusso merci che in container transita nel Mare Nostrum. Per realizzarlo, c’è tanto bisogno di ferro che si supererebbe, in un sol colpo, la crisi che ha debilitato Terni e le altre sedi di produzione, ma c’è tanto bisogno di infrastrutture ferroviarie a Sud di Salerno verso Reggio Calabria e la Sicilia, e a Nord di Roma verso Bologna per adeguare le gallerie non in grado oggi di poter far transitare treni container, magari con linea dedicata solo al trasporto merci”.

Dove trovare i soldi

Sempre stando al Comitato, “Non sarebbe di intralcio neanche l’antiquato pretesto della mancanza di soldi pubblici da destinare all’infrastruttura. Il Ponte può essere finanziato con il reperimento dei fondi sul mercato internazionale dei capitali (la Cina sta finanziando tante opere in Africa e anche nella vicina Grecia) lanciando un project financing per coprire il 100% dell’investimento. Le complementari opere a terra possono essere realizzate dalla stessa cordata vincitrice dell’appalto dell’imponente infrastruttura trasformando questo ultimo costo in credito d’imposta. Dire no a tutto questo significa voler continuare a essere ciechi e continuare a massacrare il Sud e l’intero Paese”.

Zero penali

Con la Legge 221/12, è stati disposto che Stretto di Messina S.p.A. e il general contractor Eurolink avrebbero dovuto stipulare un atto aggiuntivo al contratto vigente, alla luce della corrente situazione economico finanziaria italiana. Ma con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, il 15 aprile 2013, Stretto di Messina S.p.A. è stata posta in liquidazione con la nomina di un commissario liquidatore. Qui le cose si complicano, perché nessuno sa esattamente come stanno le cose. Secondo alcuni osservatori, la Stretto di Messina S.p.A. sarà poi tenuta a indennizzare Eurolink tramite il pagamento delle prestazioni e già eseguite più una somma pari al 10% dell'importo di cui prima, il tutto stimato in 45 milioni di euro. Ma a proposito di multe per la mancata realizzazione del Ponte, “Non sono previste penali”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, durante un’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato: una norma del novembre 2012 supera i contratti e prevede un indennizzo del 10% degli importi delle progettazione eseguiti, su un’opera che vale 100 milioni di euro”. Esiste un grande contenzioso in corso "Avanzato dal principale operatore che rivendica l’incostituzionalità” delle legge del 2002, ha ricordato Ciucci. “Se fosse dichiarata incostituzionale, i danni non potranno gravare su Anas e sulla società Stretto di Messina”. Che “è un’opera straordinaria. Se la società fosse stata posta in grado di andare avanti nelle attività avremmo già i cantieri. Non c’è nessun dubbio sulla fattibilità tecnica. Gli aspetti sismici sono stati totalmente considerati e studiato il sistema di controllo e legalità che ha anticipato aspetti che sono entrati in regime”. In quanto a un eventuale interessamento dei cinesi, non se n’è saputo più nulla.

Quello studio sul Ponte

Ma, se un giorno arrivasse, quale sarebbe l’impatto di un’opera così mastodontica. Il fronte del sì e quello del no si contrappongono da anni con polemiche forti. Dice in merito Luca Lecardane, coordinatore siciliano Dell’associazione nazionale Net Left: “Esiste uno studio condotto da trenta esperti che hanno analizzato l’opera sotto diversi punti di vista e che esprimono parere negativo alla costruzione dell’opera: intanto si pongono problemi per il gravoso impatto ambientale sull’ eco-sistema marino (tra altro, l’Italia è soggetta a procedura di infrazione da parte dell’Ue proprio per l’impatto ambientale che avrebbe il Ponte sull’ecosistema dello Stretto) come affermato da Anna Giordano coordinatrice del gruppo di lavoro delle associazioni ambientaliste e Responsabile Policy Natura 2000 di WWF Italia. In secondo luogo, Signorino, del dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Ambientali e Metodologie Quantitative dell’Università di Messina, afferma che l’impatto economico del progetto non è vero che sia positivo”. La ragione? “Tale ipotesi era prevista in caso di Pil in crescita tra il 4% ed il 14% (già allora drogato, ma che oggi addirittura è improponibile essendo l’Italia in recessione)”. Non ultimo, “Non si è assolutamente certi che non vi siano situazioni di instabilità dovuta ai movimenti tellurici, dice l’ingegnere Claudio Villari ingegnere strutturista ex docente della facoltà di architettura dell’Università di Reggio Calabria, grande esperto in terremoti”.

La questione del dissesto idrogeologico

Spiega Lecardane: “I tre assi viari dove verranno indirizzati i mezzi gommati pesanti del cantiere, essendo alvei tombinati, cioè alvei torrentizi ricoperti di cemento e asfalto per potere essere percorsi, presentano dei problemi strutturali e idraulici: per i primi infatti andrebbe verificata la staticità ed essendo carenti dal punto di vista strutturale, l’ulteriore aggravio di traffico potrebbe comprometterne la stabilità; i secondi discendono dal fatto che sia indispensabile una messa in sicurezza dei bacini sottesi ai torrenti strada). Eppure le somme impegnate per un’opera che presenta tutte queste criticità potrebbero essere impiegate in progetti per la Sicilia e la Calabria come la costruzione di interporti, fondamentali vista la posizione della Sicilia al centro del mediterraneo, o per il rafforzamento e manutenzione di strade e ferrovie oggi completamente disastrate in Sicilia dove il governo Renzi ha stanziato solo 60 milioni di euro per tutto il sud mentre per il centro-nord ne ha stanziati 4,6 miliardi di euro. E la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico dell’intero territorio siciliano visti gli ultimi eventi che si sono abbattuti nell’isola”.

Mancano i quattrini

Comunque, la più recente dichiarazione ufficiale risale a un mese fa. "Se la preoccupazione è che il Governo abbia messo risorse per la realizzazione del Ponte - ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, in una informativa alla Camera - il Governo non lo ha fatto anche perché non poteva, né lo ha inserito tra le priorità delle grandi opere". Lupi ha sottolineato che dal 2013 il Parlamento ha fatto decadere le concessioni, che il Governo ha messo in liquidazione la società Ponte sullo stretto e che c'è in atto un contenzioso. Lupi si è poi detto personalmente a favore della realizzazione del Ponte. "Io sono sempre favorevole alla realizzazione del Ponte e credo sia un tema che qualunque Governo dovrebbe porsi, ma ora le priorità sono altre e in maggioranza ci sono posizioni diverse". Per Lupi però "Una volta che stiamo realizzando il collegamento per la Sicilia, unendo Nord e Sud con l'alta velocità e accelerando il collegamento tra le due coste tirrenica e adriatica; una volta che ci sarà il piano per la portualità e la logistica che individuerà i porti strategici del Paese che sono sotto gli occhi di tutti, pensiamo al porto di Gioia Tauro, la domanda che dovremmo porci è: l'Italia può permettersi di non definire il collegamento strategico dei tre chilometri che esistono tra Reggio Calabria e la Sicilia ?”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , ponte sullo stretto


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