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pubblicato il 31 dicembre 2014

Omicidio stradale, che fine ha fatto il nuovo reato?

Dopo le promesse dell'ex ministro Cancellieri, ancora poche novità dal governo Renzi

Omicidio stradale, che fine ha fatto il nuovo reato?

A febbraio 2014, nel sui discorso di insediamento, il premier Matteo Renzi ha fatto riferimento alla morte del giovane Lorenzo Guarnieri. Di qui, l'accostamento all'associazione Guarnieri, che si batte a favore dell'introduzione del reato di omicidio stradale: di che si tratta? Attualmente, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza). La reclusione va da tre anni (la scelta più frequente dai giudici) a teorici 10 anni (ma questa pena massima non viene mai applicata, e resta sulla carta). Inoltre, la patente viene ritirata temporaneamente. Col reato di omicidio stradale (si configura se il conducente aveva un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi era sotto effetto di droghe), la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni. E la patente verrebbe ritirata per tutta la vita: l’ergastolo della licenza di guida. Così da assimilare quanto più possibile il reato di omicidio stradale a quello doloso (ossia volontario), in quanto il guidatore sa di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato. Ma le chiacchiere sono rimaste tali.

Solo l’ergastolo della patente

Il risultato è che, con la riforma del Codice della strada, forse in arrivo per fine 2015 anche se ormai atteso dal 2010, verrebbe introdotto solo l’ergastolo della patente, ossia il ritiro a vita della licenza di guida. Non c’è che dire: una bella differenza con l’omicidio stradale. Insomma, per chi si pone ubriaco o drogato al volante, l’ergastolo della patente farebbe davvero paura? Sarebbe un deterrente efficace? In realtà, solo l’omicidio stradale potrebbe cambiare le carte in tavola. Ma qui c’è un problema.

La forza politica di Renzi

Esattamente come per l’accorpamento fra Pra e Motorizzazione, o come per la rimodulazione del bollo auto, anche per l’omicidio stradale evidentemente non ha la forza politica necessaria: incontra resistenze all’interno della maggioranza stessa. È molto difficile che il Codice penale possa essere riformato con un disegno legge: lo dicono i fatti. Giacciono in Parlamento almeno cinque disegni legge sull’introduzione del reato di omicidio stradale, senza che si sia arrivati a un qualcosa di concreto. Forse, la via percorribile è quella del decreto legge, ma anche in questo caso occorre vedere chi avrebbe al proprio fianco il premier.

Un vizio politico

E comunque, le giravolte sull’omicidio stradale sono state numerose anche in passato. Si pensi all’ex ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che aveva fatto una precisa promessa: entro fine gennaio 2014, aveva l'intenzione di portare in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che avrebbero contenuto anche l’introduzione del reato di omicidio stradale. Al di là dell’annuncio, se n’è fatto nulla. Poi, ha parlato di un omicidio colposo aggravato: "Un intervento legislativo d'urgenza - aveva dichiarato lìex ministro - che non introduca una fattispecie autonoma di reato doloso, ma inasprisca le pene dell'omicidio colposo e selezioni le violazioni del Codice della strada in cui possa ravvisarsi azzardo e temerarietà con consapevolezza della pericolosità della condotta". E si arriva a oggi, con la più recente promessa di Renzi, in un video dedicato alla famiglia Guarnieri: parole...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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