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pubblicato il 18 dicembre 2014

Nuovo Codice della Strada, torna il senso unico eccetto bici

La discussione in Parlamento è ricominciata

Nuovo Codice della Strada, torna il senso unico eccetto bici

Il controsenso ciclabile, anche detto senso unico eccetto bici o contromano ciclabile, è come una telenovela: a puntate. L’argomento è il solito "pastrocchio all’italiana", molto commentato, ricco di polemiche e di confusione. Questa mattina è stato presentato un emendamento in commissione trasporti della Camera che riapre il dibattito. Una storia che dura da anni, almeno da due, quando Corrado Passera, l'allora Ministero dei Trasporti sotto il governo Monti, espresse un parere favorevole alla circolazione in bici nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico. L’attuale Ministro però, Maurizio Lupi, ha messo un freno e ciò che accade di fatto è che alcuni Comuni hanno adottato negli anni delle politiche di mobilità cittadina che incentivano l’uso della bici e che parecchi ciclisti si muovono in situazioni di controsenso perché la tendenza di chi pedala è di utilizzare il percorso più breve e veloce. Forse vi sarà capitato di vedere ciclisti nella corsia preferenziale di autobus e taxi controsenso, ma il vigile potrebbe multarli. Entriamo in dettaglio.

Che cos’è il controsenso ciclabile

Iniziamo dall’inizio: per senso unico eccetto bici si intende che i ciclisti possono transitare in entrambi i sensi su strade a senso unico, ma solo in determinati contesti urbani e con apposita segnaletica. Si tratta di un cartello integrativo che specifica l'esclusione delle biciclette dal divieto (ad esempio si trova sotto un cartello di senso unico o di divieto d’accesso). Non servirebbe nemmeno una vera e propria pista ciclabile, la norma che ancora non c’è potrebbe stabilire nella sua formulazione che basta il cartello e che non serve neanche una segnaletica orizzontale. Ma è tutto da vedere. Quest’aspetto nello specifico deve stabilirlo il legislatore, quello che si chiede è che il controsenso ciclabile sia consentito in strade cittadine dove ci sono le condizioni che lo permettono: basso traffico, zone 30 km/h, strade sufficientemente larghe per consentire una circolazione sicura per tutti… Indispensabile è una segnaletica adeguata perché se un’auto, ad esempio, imbocca un controsenso ciclabile deve essere consapevole che per effettuare un sorpasso non basta che ci sia sufficiente spazio sulla sinistra in quanto da quella direzione potrebbe arrivare una bici. Lo scopo del senso unico eccetto bici è inserire nel CdS una nuova regola per incentivare la mobilità in bicicletta rendendo più sicure e meno trafficate le zone urbane.

Cosa cambierebbe con l’approvazione dell’emendamento

Se l’emendamento dovesse essere approvato il nuovo comma 1-bis dell’articolo 182 del Codice della Strada reciterebbe: “Nelle strade o nelle zone all’interno dei centri abitati nelle quali il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h, può essere consentita, se espressamente prevista con ordinanza, la circolazione dei ciclisti anche in senso opposto a quello di marcia di tutti gli altri veicoli. La facoltà di cui al periodo precedente è adeguatamente segnalata mediante l’aggiunta, ai segnali verticali di divieto e di obbligo generico, di un apposito pannello integrativo di eccezione per i velocipedi”. In pratica gli amministratori locali potrebbero applicarlo o meno dove ritenuto utile e necessario, ma solo in zone con la velocità massima consentita di 30 km/h.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bici


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