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Curiosità

pubblicato il 1 gennaio 2015

Come sarà il 2015 dell'auto

Che cosa vede OmniAuto.it nella sua sfera di cristallo

Come sarà il 2015 dell'auto
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Ci rivolgiamo a voi lettori come foste vecchi amici: questo è un articolo difficile. Perché si gioca sul filo dell’ironia, mischiando previsioni semiserie per il 2015 a qualche osservazione più seriosa. La difficoltà sta nel fatto che, ormai da anni, la crisi morde sempre più, la disoccupazione cresce, e - per restare in tema auto - il mercato delle vetture nuove in Italia è asfittico. Allora, come sorridere del futuro con queste premesse? In realtà, siamo convinti che serva sempre una forte dose di ottimismo e di energia mentale per uscire dalla recessione: ecco perché cerchiamo ancora di catturare la vostra attenzione con la nostra sfera di cristallo per il 2015.

L’imperioso ritorno dell’auto a benzina

Ma quale auto a gas. Ma quale rispetto dell’ambiente. L’italiano medio, nato cresciuto e pasciuto a benzina, torna prepotentemente alla verde. Il motivo? Il prezzo. Ed ecco che la coscienza ecologica dell’italiano va a farsi benedire. Il calo del prezzo del greggio continua ad avere effetti anche per gli automobilisti, con i carburanti in un trend di ribasso che è proseguito negli ultimi tempi. Con i mercati internazionali dei prodotti ancora in calo, infatti, a mettere nuovamente mano ai listini sono state un po’ tutte le Compagnie petrolifere. Anche perché ribasso chiama ribasso. Si chiama concorrenza, e chi ha il prezzo più allettante vince. Sul territorio, di conseguenza, prezzi praticati in flessione dappertutto. Si chiama controshock petrolifero, ed è quello vissuto alla fine del 2014. Col petrolio in calo, le Borse europee in caduta libera, e Wall Street che ha subìto perdite ingenti (record negativo degli ultimi tre anni), gli investitori si sono tuffati sui titoli del Tesoro americani e tedeschi: un bene-rifugio comprato nei momenti della paura. Il petrolio si è dimezzato dai suoi massimi del 2010. Ha perso quasi il 50% solo da giugno, in sei mesi. Anche perché alcuni giganti economici rallentano e chiedono meno petrolio: vedi Cina e Giappone.

Le Case si adeguano

C’è poco da fare: le Case avranno il compito di intercettare questa nuova tendenza, ossia il ritorno alla benzina. Così come hanno proposto per anni sconti per il gas Glp e metano, adesso sarà il turno delle vetture a benzina. Con promozioni a getto continuo, nel tentativo di rianimare un mercato auto in stato semivegetativo: servono stimoli nuovi per l’italiano, spaventato dalla crisi, sempre più orientato a rimandare gli acquisti pesanti. In questo senso, faranno la parte del leone anche le finanziarie legate alle Case automobilistiche: serviranno finanziamenti su misura, magari con anticipo zero, e molte rate.

Car sharing e noleggio

Ma ci sono altre due forme di uso dell’auto che cresceranno nel 2015. Primo, il car sharing, ossia la vettura in condivisione. Con Fiat-Eni Enjoy e Car2go di Daimler a far la parte del leone. Macchine utilizzate da chi non ha un mezzo proprio, o da chi possiede un’auto così vecchia da voler guidare - ogni tanto - un veicolo moderno. Il secondo fattore cui fare attenzione è il noleggio a lungo termine: 500 euro al mese per un’utilitaria. Un prezzo che include Rc auto, manutenzione ordinaria e straordinaria, bollo. Zero pratiche, zero burocrazia. E a conti fatti magari anche un investimento intelligente, a fronte di un veicolo nuovo o usato.

Strapotere dei Comuni

I Comuni continueranno imperterriti a dettare legge. Non spartiranno i proventi autovelox con nessuno (si attende il decreto dal 2010); disegneranno strisce blu anche in periferia (il Codice della strada glielo proibisce); multeranno pesantemente chi sfora rispetto al Gratta e sosta (c’è il no del ministro dei Trasporti Lupi, ma se ne infischiano), useranno gli autovelox finti (anche se Lupi lo ha proibito); non rispetteranno il termine di 90 giorni per notificare le multe (contro il parere della Corte costituzionale, del ministero dell’Interno e del ministero dei Trasporti), con Milano ignobile protagonista di questa vergonosa vicenda; non dovranno rendicontare gli incassi e i soldi investiti in sicurezza. Infine si avvarranno di Equitalia per mettere le mani in tasca a chi non ha potuto pagare le multe, grazie a una proroga gentilmente offerta dalla legge stabilità. E perché mai i Comuni continueranno a fare il bello e cattivo tempo? Semplice: non c’è nessuna legge che imponga un controllo, né una norma che disponga una sanzione in caso di inadempienza. Cari automobilisti, preparatevi a pagare.

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Autore: Redazione

Tag: Curiosità , autovelox , car sharing , multe , carburanti


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